Questo mese: Domus 1011

In questo mese

Domus 1011

Copertina: elaborazione grafica di uno schizzo di progetto di Peter Salter per il complesso residenziale
Walmer Yard di Londra. © Peter Salter

Editoriale: Dell’immaginazione

L’idea di dividere il farsi del progetto d’architettura in fasi successive ci permette di affrontare meglio l’argomento: trattando singolarmente i diversi momenti in sequenza, possiamo descriverli
nella loro individualità e autonomia, piuttosto che all’interno del tutto.

Gio Ponti e il Parco dei Principi

La mostra alla Triennale di Milano su Ponti e le sue amate ceramiche offre l’occasione di ripercorrere il suo progetto per l’Hotel Parco dei Principi a Sorrento e il restauro che ha permesso l’esatta restituzione dell’originale, seppure adeguato alle mutate esigenze normative e tecnologiche che una struttura alberghiera deve oggi contemplare.

Progettare per continuare la città

Individuando come ambito di studio il tessuto della città storica europea, il laboratorio di Composizione architettonica e urbana 4 diretto da Ferruccio Izzo presso la facoltà di Architettura di Napoli Federico II sviluppa una ricerca della forma attraverso il rapporto dialettico tra intuizione e verifica rigorosa.

School of Design Pratt Institute, New York

Per offrire un orientamento nello sconfinato campo del design industriale, una delle più antiche e gloriose scuole di Design degli Stati Uniti propone laboratori molto differenti – dalle esercitazioni astratte sulle forme tridimensionali al progetto socialmente consapevole – che si concretizzano sempre in accurati modelli, perché l’impostazione manuale del costruire e l’umanizzazione delle tecnologie digitali restano una componente cruciale della formazione.

La Maison de Verre come macchina celibe

Misteriosa, ambigua, sperimentale, la Maison de Verre resta una delle più importanti architetture del Novecento, dove il supposto limite tra architettura e progetto degli interni scompare totalmente. Un’autentica rivoluzione dell’abitare riletta da Kenneth Frampton in occasione della mostra “Pierre Chareau: Modern Architecture and Design” in corso al Jewish Museum di New York.

Azione, riflessione e incontro

Alla vigilia del lancio della sua prima edizione da direttore artistico, Alessandro Rabottini racconta la sua miart: una fiera polifonica in cui s’incontrano realtà diverse e complementari e dove convivono tante forme di relazione con l’arte; un evento che non sarebbe pensabile senza la Milano che stiamo conoscendo in questi anni.

La casa sovrapposta

L’immeuble-villas di Le Corbusier, gli studi sulle ville sovrapposte di Diotallevi e Marescotti e l’habitat collettivo a Casablanca di Georges Candilis e AtBat Afrique sono i tre riferimenti del Moderno presi in esame da Giorgio Peghin per una riflessione su una tipologia tornata di attualità.

Livio Vacchini: l’architettura come costruzione logica

Nel decennale della sua scomparsa ricordiamo la figura e l’opera del grande progettista svizzero Livio Vacchini con le parole dello storico Roberto Masiero che, per tanti anni, l’ha frequentato e ne ha raccontato le architetture.

Art Bio Farm

La progettazione di una grande area verde collegata a un hotel termale a nord di Tokyo permette all’architetto giapponese di confrontarsi con la tipologia dei parchi, realizzando una sorta di vasto puzzle dove la relazione dell’uomo con piante e specchi d’acqua diventa intima e familiare.

Un impegno oltre il terremoto

Dalla posizione autorevole di Francesco Venezia, che ha vissuto come progettista l’esperienza del post-terremoto del Belice, arriva l’invito a operare nei territori colpiti dal sisma affinché ogni singolo nuovo manufatto venga alla luce con criteri degni del patrimonio storico del nostro Paese.

Complesso residenziale Walmer Yard, Londra

Una riflessione a tutto campo sul modo di progettare e abitare l’architettura. Il risultato della ricerca di tutta una vita su materiali e forme. Una casa-manifesto capace di farci ripensare ai valori fondamentali del fare architettura oggi.

Il tempio dei Cinque Draghi, Ruicheng City, Cina

Un esemplare progetto di riqualificazione architettonica e paesaggistica ha ridato valore e preziosità al più antico tempio taoista esistente in Cina. Un programma di recupero e di conservazione di un sito storico, attuato attraverso l’impiego di tecniche costruttive tradizionali e coniugando, in perfetta armonia, natura, artificio, storia e innovazione.

Casa a Laax, Svizzera

Nitore compositivo e riduzione all’essenziale del linguaggio architettonico per una casa di montagna, dove l’architetto svizzero evolve la sua riflessione sulle qualità spaziali dell’abitare. Un’architettura che esalta il contrasto tra il vivere nel tessuto urbano di un piccolo villaggio e il carattere dell’abitare nella natura.

Mario Bellini: Il mio mondo

A trent’anni dalla mostra del MoMA del 1987 sull’opera di Mario Bellini, la Triennale di Milano dedica una nuova importante esposizione all’intero lavoro dell’architetto milanese. Anche questa volta, come allora, gli è stato chiesto di curarne l’allestimento e oggi la risposta diventa una riflessione sulla maniera e sulla possibilità di esporre l’architettura. Come in un pezzo di città, la mostra si affaccia allo spazio pubblico con un grande retablo, un vero e proprio pezzo di “mura storiche” che divide lo spazio esterno da quello interno. Ancora, come in una città, in essa si aprono tre ‘porte’: due piccole per la mostra e una più grande per il bookshop . Dentro, cinque ‘piazze’ per mostrare l’architettura e una lunga ‘strada’ per mostrare il design. Per finire, anche una ‘piazzetta’ più privata e intima con la sua Wunderkammer.   ndb

Progettare un mondo gentile tra persone e oggetti

Prendendo il meglio di due culture – quella francese, dove è nato e ha studiato, e quella italiana dove ha cominciato a lavorare – Philippe Nigro elabora un punto di vista originale che gli permette di muoversi con grande intelligenza tra il design del prodotto e gli allestimenti. Affascinato dalla struttura delle cose, ammette di amare la possibilità di riconfigurare un oggetto, creando un rapporto affettivo con l’utente.

La mia lampada preferita? La prossima

Il presidente di Foscarini racconta a Domus il suo innovativo approccio imprenditoriale che, “senza vincoli”, gli permette di spaziare tra materiali e nuove tecnologie. Innovazione a 360 gradi coniugata alla sensibilità dell’artigiano restano, a distanza di 30 anni, il “marchio di fabbrica” dell’azienda.

Elzeviro: “La casa una e trina”

Ci sono case che somigliano a rifugi, alcove, ricoveri provvisori, e case che somigliano a destini. Le prime sono domicili occasionali, le seconde, invece, configurano le case dell’anima. Dentro di noi abita il ricordo o il presagio di una casa nel segno del destino.