Leica ha trasformato la fotografia in uno spazio fisico
Il brand da anni costruisce una rete globale di spazi espositivi che tengono la fotografia ancorata alla fisicità. Ma nel farlo, definisce anche chi, come e dove può ancora esistere.
Ti invitano a incontrare IL GUEST EDITOR DOMUS 2026
22 APRILE ALLE ORE 17.00 POLITECNICO DI MILANO
REGISTRATI ORAIl brand da anni costruisce una rete globale di spazi espositivi che tengono la fotografia ancorata alla fisicità. Ma nel farlo, definisce anche chi, come e dove può ancora esistere.
Questo laboratorio-magazzino per la ricerca biologica, parte dell’Università di Anversa, si sottrae all’anonimato tipico del capannone per affermarsi come oggetto architettonico riconoscibile, tra colori accesi e il retaggio del “quadrato perfetto”.
Dalle collezioni alle installazioni, i grandi studi internazionali si ritrovano a Milano per il Fuorisalone, trasformando la città in un laboratorio temporaneo tra architettura e design.
Dalla policromia perduta delle sculture greche alle esperienze sviluppate con Snap e le applicazioni ludiche, la AR, dopo anni di attesa, sta trasformando il modo in cui i musei interpretano e raccontano le loro collezioni.
Puoi farlo attraverso la funzione di Domus dove caricare i tuoi progetti di architettura, design, interior, grafica, illustrazione, fotografia e arte.
Nell’editoriale del numero di aprile, il guest editor di Domus riflette sull’architettura come organismo vivo, capace di evolvere insieme a chi la abita e denuncia al tempo stesso città sempre più ostili alla vita quotidiana.
Nella storia dell’arte, l’uovo non è mai solo un simbolo: è uno strumento operativo, capace di costruire prospettiva, materia e visione, da Piero della Francesca fino alla serialità pop di Warhol.
In occasione della 61ª Biennale Arte di Venezia, il Negozio Olivetti di Piazza San Marco accoglie le opere fantastiche e surreali di Leandro Erlich: un progetto espositivo di cui sentiremo parlare parecchio.
A Point Roberts, il progetto di Scott and Scott reinterpreta la casa rurale nordamericana attraverso strutture lignee a vista e materiali naturali.
Dopo mesi di utilizzo degli Oakley Meta Vanguard, tra esperienza diretta e conversazioni con Meta ed EssilorLuxottica, emerge un’idea precisa di smart glasses: meno gadget, più oggetti che prendono posizione nello spazio.
Dal caso della Fondazione Magnani-Rocca ai colpi di Parigi, Dresda e Amsterdam: dieci furti del nuovo millennio raccontano perché l’arte non è mai al sicuro.
Dai cortili monumentali ai chiostri, dalle piscine storiche agli spazi universitari: ecco dieci installazioni del Fuorisalone 2026 che promettono di trasformare Milano nei giorni della Design Week.
La casa-studio di Charles e Ray Eames diventa un sistema modulare acquistabile. Intanto, alla Triennale di Milano, due padiglioni in scala reale raccontano il progetto durante la Design Week.
Con Food for Thought, Ikea trasforma Spazio Maiocchi in un luogo dove il cibo diventa progetto ed esperienza collettiva. Tra live cooking, mercato temporaneo e nuovi prodotti della collezione Ikea PS con lampade firmate Raffaella Mangiarotti.
Una delle cose più gettonate durante la Milano Design Week rimangono i palazzi milanesi. Tra cortili nascosti e soffitti decorati, Domus ha selezionato i più belli dell’edizione 2026.
A Narutaki, Kyoto, lo studio interviene su una casa storica giapponese intrecciando restauro e nuova costruzione, restituendo uno spazio sospeso tra memoria e presente.
Tra guerra in Medio Oriente e mancate autorizzazioni, The Mastaba — l’enorme scultura da 410mila barili progettata nel deserto di Abu Dhabi — resta sospesa, mentre una mostra in Germania racconta tutti i progetti mai realizzati di Christo e Jeanne-Claude.
Il bar dei Giardini della Biennale non è più come te lo ricordi: con il nuovo Padiglione Centrale ai Giardini scompare la caffetteria firmata dallo scultore tedesco Tobias Rehberger.
Il Ministero della Cultura del Bahrain aveva commissionato all’architetto svizzero quattro parcheggi in cemento armato nel centro storico di Muharraq. Due sono stati demoliti nelle scorse settimane, senza spiegazioni ufficiali. Abbiamo intervistato l'architetto per ricostruire la vicenda.
Mentre negli Emirati Arabi Uniti la maggior parte dei cantieri resta attiva, architetti e designer ricalibrano il proprio lavoro in un contesto instabile, oscillando tra resilienza, cautela e adattamento.
Per decenni la fotografia ha faticato a restituire con precisione alcune tonalità di pelle. Tecno ha trasformato questo bias in un problema progettuale — e in un vantaggio tecnologico che ha contribuito all’espansione dell’azienda in Africa e in altri mercati emergenti.
Restare al passo con le mostre da vedere a Milano durante l’Art Week e la Design Week 2026 non è semplice: ecco perché Domus ha selezionato gli appuntamenti imperdibili da segnare in agenda per le due settimane più frenetiche dell’anno.
Da Muzio a Boeri, passando per Gardella, Magistretti e Rossi: quindici edifici raccontano come Milano abbia trasformato la casa in una tradizione architettonica unica, tra cortili nascosti, terrazze e nuovi paesaggi urbani.
Il progetto di questo bar, a cura dello studio Miyao, nasce a partire dal dialogo con l’edificio che lo ospita, uno dei più significativi esempi di architettura liberty della città.
Con il suo colore giallo acceso, la "Sementeira Ambulante" ha fatto il giro delle strade di Braga in occasione del Festival Forma da Vizinhança, per sensibilizzare i cittadini sui temi della consapevolezza ambientale.
L’ intervento combina la visione "umanistica" del designer francese con una sensibilità orientale che sfuma i confini tra architettura e natura, rileggendo il rapporto con l’eternità.
Dagli arredi ai rituali quotidiani, la Casa Bianca mostra come il potere si costruisca nello spazio domestico. Una mostra a Dropcity, Milano, ne svela i meccanismi tra rappresentazione istituzionale e vita privata.
Cosa accade quando l’architettura non è più architettura? Durante la Milano Design Week, il guest editor di Domus rifletterà sul futuro di una disciplina che ha ormai superato i propri confini.
Prima dei capolavori della maturità, una mostra alla galleria L’Era riporta alla luce tre case veneziane – tra anni ’40 e primi ’50 – che raccontano lo Scarpa dell’abitare, tra dettagli, arredi e relazioni con la laguna.
Alla Fundació Joan Miró di Barcellona, il nuovo allestimento “Circles” riattiva il dialogo originario tra architettura e opera: lo spazio progettato da Sert diventa la chiave per leggere il processo creativo dell’artista.
Attraverso una serie di “innesti” diffusi che reinterpretano la memoria storica del comparto, lo studio recupera i materiali originali dell'area e ne predispone la futura riciclabilità.
Sospesa tra un presente sempre più omologato e un passato mitizzato, la capitale tedesca attraversa una profonda crisi d’identità. Il suo futuro potrebbe decidersi sulle rovine del SEZ, dove si affrontano due visioni opposte di sviluppo urbano.
Nell’Amazzonia peruviana, Espacio Común ha realizzato durante la piena del fiume Itaya un palcoscenico per un festival di giovani cineasti locali. Oggi è diventato un’infrastruttura permanente.