Ut Pictura (Architectura) Poesis
Dalla scena barocca a Hopper, un viaggio nel teatro come dispositivo visivo nella storia dell’arte: non spazio fisico, ma mimesi, catarsi, e architettura dell’assenza.
Da Milano a New York, passando per le capitali europee, fino ad arrivare a Shanghai: le vacanze di Natale saranno l'ultima occasione per vedere alcune delle mostre migliori degli ultimi tempi.
Dalla scena barocca a Hopper, un viaggio nel teatro come dispositivo visivo nella storia dell’arte: non spazio fisico, ma mimesi, catarsi, e architettura dell’assenza.
Il pluripremiato fotografo Magnum racconta a Domus del suo Calendario Lavazza 2026, dove il caffè va cercato nel “caos delle situazioni” e tra una italianità sempre in bilico con il cliché.
Un incendio in Cina riaccende un’antica tensione: da Delacroix a Gérôme fino a Van Gogh, ecco come l’Oriente ha nutrito, distorto e ispirato lo sguardo dell’arte occidentale.
La Nuvola di Fuksas, nel quartiere Eur di Roma, torna a ospitare la più giovane tra le grandi fiere d’arte italiane: 120 gallerie e un programma di eventi speciali. Domus ne ha selezionati cinque da non perdere.
Noi non abitiamo ambienti, noi siamo l’ambiente
Abbiamo intervistato il chief-curator della 13esima Biennale di Shanghai dal titolo Bodies of Water, il quale descrive le biennali come dispositivi di rilevamento della realtà.
Con Waiting for Palms, Peter Ydeen porta la sua fotografia dalle strade dell’America industriale alle architetture sabbiose di Marocco ed Egitto, aprendo una riflessione sullo sguardo, sugli stereotipi e sulla responsabilità del vedere.
Vignesh Sundaresan, collezionista e angel investor, presenta ora un museo dedicato all’arte digitale a Singapore, inaugurato da un’installazione immersiva di Olafur Eliasson che registra in un archivio blockchain l’esperienza dei visitatori.
Il fotografo Sølve Sundsbø trasforma i quattro elementi in archetipi visivi, intrecciando Botticelli, Brueghel, Courbet e Turner in un dialogo tra mito, arte e identità contemporanea.
Citazioni, reinvenzioni, tableaux vivants: tutte le volte in cui le pop star hanno scelto di incarnare le loro opere d’arte preferite.
Da esperimenti di nicchia a cuore della vita museale: le arti performative stanno ridefinendo il modo in cui ci riuniamo, osserviamo e ricordiamo — e stanno trasformando il mondo dell’arte.
Collezionati da Cesare Lombroso e oggi conservati nel Museo di Antropologia criminale di Torino, questi oggetti di ceramica raccontano una storia inaspettata di arte, prigionia e libertà.
Fontana, Beuys, Ponti, Warhol: Nanda Vigo ha riunito oltre 108 opere nel suo studio-appartamento di Milano, tra cui la prima Merda d’artista di Piero Manzoni. Oggi la collezione è visitabile al Museo San Fedele durante Bookcity 2025.