Questo mese Domus 1019

Sol LeWitt, Ludwig Mies van der Rohe, Tullio Pericoli, Nancy Olnick, Giorgio Spanu, Kenneth Frampton, Eduardo Souto de Moura, Hans Kollhoff, Jamie Fobert, Mario Botta, David Chipperfield, Tadao Ando, Piero Molteni

Congedo da Domus

Nel suo ultimo editoriale, Nicola Di Battista si congeda dai suoi lettori e riflette sul futuro delle riviste cartacee. Hanno senso – sostiene – se sono capaci di far conoscere progetti, prodotti e pensieri, ma anche di raccontare le storie che li sottendono.

Domus 1019

In copertina: collage di Giuseppe Basile con ritagli dalle copertine di Domus.  

Riflessioni sull’Arte Concettuale 1969

Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt, la Fondazione Carriero di Milano esplora la relazione del suo lavoro con l’architettura, con una mostra curata da Francesco Stocchi e Rem Koolhaas. Domus prosegue nel discorso, ripubblicando i suoi celebri 35 aforismi sull’arte del 1969, nei quali l’artista statunitense ribadisce il primato dell’idea sull’esecuzione. Compito dell’artista è, secondo LeWitt, formulare il progetto: la sua esecuzione può essere affidata a chiunque. Testo Sol LeWitt

Sol LeWitt: Ordine e vita

Testo di Francesco Stocchi

Sull’insegnamento dell’architettura

La grande attenzione che questa direzione di Domus ha portato alla formazione dell’architetto è stata declinata, fascicolo dopo fascicolo, con numerose testimonianze sia di singoli docenti, sia di direttori di prestigiose scuole del panorama internazionale. Chiudiamo questa serie di contributi pubblicando il celebre discorso sull’insegnamento tenuto da Ludwig Mies van der Rohe nel 1938 e illustriamo l’articolo con alcuni dei suoi famosi collage, protagonisti lo scorso inverno di una bella mostra realizzata ad Aachen, città natale del maestro tedesco. ndb

Testo a fronte

 

Affascinato dallo scritto The Ideal House di Robert Louis Stevenson del 1884, Tullio Pericoli 13 anni fa ne aveva pubblicato un’interpretazione, disegnando una serie d’immagini che costituivano un microdocumentario del saggio inglese. Ha ora deciso di riprende quello stesso progetto per svilupparlo in modo più rigoroso, con una sequenza di illustrazioni in bianco e nero impaginate a fronte del testo. Testo Tullio Pericoli

 

Silenzio, parla l’arte

Nancy Olnick e Giorgio Spanu raccontano a Domus il loro viaggio di scoperta e amore per l’arte italiana, culminato quest’anno con il coronamento del loro visionario progetto: un ‘magazzino’ aperto, sulle rive dell’Hudson, per raccogliere e condividere la loro collezione. Testo Nancy Olnick, Giorgio Spanu

Una nota sul Brasile

Prendendo le mosse dalla sua ultima conferenza, tenuta lo scorso novembre a San Paolo e intitolata “From the New Architecture to the Other Modern Movement 1940-2015”, lo storico Kenneth Frampton ha scelto di raccontare ai lettori di Domus i progetti che più sente vicini, quelli dei maestri del modernismo brasiliano: Vilanova Artigas, Bo Bardi, Niemeyer e Mendes da Rocha. Testo Kenneth Frampton

La biblioteca in movimento

Dalla sua posizione di fondatore e direttore scientifico di una delle più ricche biblioteche di testi di storia e teoria dell’architettura antichi e moderni, Werner Oechslin ci propone una lettura inusuale di un’istituzione da sempre ritenuta statica, presentandocela come un organismo in movimento e trasformazione continui. Testo Werner Oechslin   

L’oggettoide del XXI secolo

Nell’arco di 70 anni, l’oggetto si è trasformato: da momento d’affezione a fatto relazionale fruito nella disattenzione. Da una vita breve con oggetti duraturi e inossidabili, le persone stanno passando a una vita centenaria con oggetti dalla vita brevissima: l’oggetto-di-design è diventato oggettoide. Testo Manolo De Giorgi

A proposito di Valerio Olgiati

Uscirà a breve un nuovo volume dedicato al lavoro di Valerio Olgiati. Nella postfazione al libro, di cui presentiamo qui una parte, Jacques Lucan delinea il pensiero figurativo dell’architetto svizzero. Testo Jacques Lucan

Memoriale britannico dell’Olocausto, Londra

Nel recente progetto di concorso, gli architetti londinesi hanno avanzato la proposta di un monumento evocativo più che figurativo, affidando a spazi ipogei il compito di dare risonanza a voci e testimonianze dei sopravvissuti all’Olocausto. Progetto Caruso St John Architects

Livio Vacchini. Disegni, drawings, dessins

L’opera dell’architetto svizzero viene ripercorsa in una recente pubblicazione di Éditions Cosa Mentale attraverso un aspetto centrale della sua ricerca: i disegni. Nei 16 progetti presentati, piante, prospetti e sezioni si allineano per ricomporre il racconto del suo percorso progettuale. Testo Claudia Mion, Giacomo Ortalli

Eduardo Souto de Moura: Storia di un progetto: centrale elettrica della diga Foz Tua, Portogallo

Sfatando la presunta incompatibilità tra la visione dell’architetto e il pragmatismo dell’ingegnere, il noto progettista portoghese interviene in un paesaggio delicato e incontaminato della foce del Tua rendendo possibile l’inserimento in esso di una complessa macchina infrastrutturale. Lavorando sulla sezione e sulla riduzione degli elementi, nel totale disegno di ogni dettaglio, l’architettura si eleva a opera civile.

Centrale elettrica Foz Tua

Testo Nicola Di Battista con Eduardo Souto de Moura

Hans Kollhoff, Alexander Pols: Zuidblok, Stadionplein Amsterdam

Forme provocatorie per un edificio particolare che incrocia un carattere privato con la volontà di creare uno spazio pubblico. Ispirato da alcune opere della tradizione architettonica olandese, riassume il pensiero attuale del maestro tedesco.

Jamie Fobert Architects: New Tate St Ives, Gran Bretagna

La complessità della giacitura dell’edificio di ampliamento del prestigioso museo sulle coste della Cornovaglia – già presentata con il progetto in Domus 993, luglio-agosto 2015 – viene risolta in modo magistrale dall’architetto londinese grazie a grandi lucernari che indirizzano la luce naturale nella sala espositiva e, allo stesso tempo, trovano relazione con un contesto ancora a misura d’uomo.

Mario Botta Architetto: Teatro dell’architettura, Mendrisio, Svizzera

La forma circolare condensa l’intento del maestro ticinese di raccogliere una comunità intorno al tema dell’architettura. Il rigore compositivo, evidenziato in planimetria e sezione, ribadisce il suo impegno a lavorare essenzialmente su struttura, spazio e luce. I tratti di una lunga ricerca sulla trasfigurazione architettonica in rapporto all’uomo si ritrovano nelle esatte proporzioni delle aperture e dei passaggi interni.

David Chipperfield Architects: Centro visitatori e cappella del cimitero di Inagawa, Giappone

La particolare topografia a terrazzamenti del cimitero situato sulle montagne a nord di Osaka determina il carattere e le proporzioni della nuova architettura. L’andamento della copertura definisce le geometrie del luogo e un cemento pigmentato ne accentua il senso di permanenza.

Tadao Ando Architect & Associates: Casa di Motoazabu, Tokyo

Nella casa per un collezionista, realizzata su un lotto di piccole dimensioni, il maestro giapponese mette in opera la sua capacità eccezionale di convertire le difficili condizioni esterne in un’architettura dal grande valore spaziale, capace di entrare in sintonia con gli arredi di famosi progettisti degli anni Cinquanta.

Piero Molteni: La fabbrica, comunità e luogo di progetto oltre che di produzione

Consideriamo la UniFor un’azienda modello e una delle più importanti del panorama internazionale contemporaneo; da tempo avremmo voluto parlarne su Domus, ma il riservato Piero Molteni con garbo e gentilezza ha sempre rimandato l’appuntamento. Ora, complice anche il figlio Carlo, riusciamo finalmente a raccontare ai nostri lettori la straordinaria storia di quest’impresa che, dalla sua fondazione, ha sempre perseguito con rigore e caparbietà la massima qualità possibile, creando intorno a sé una vera e propria comunità costruita attraverso rapporti speciali e duraturi con i propri collaboratori.

Rassegna: La cucina al tempo dell’Internet delle cose

A cura di Giulia Guzzini