Al livello seminterrato di una polykatoikia ateniese, una diffusa tipologia residenziale in cemento armato tipica degli anni ’70, Alexandros Gerousis realizza una casa-studio per artista dove prima c’era un magazzino adibito a laboratorio tessile.
La pianta rivela il cambio della destinazione d’uso ma mantiene un assetto decisamente libero, nonostante la netta distinzione fra gli spazi adibiti a residenza, più chiusi e schermati, e il grande open space destinato ad ospitare l’atelier. Qui, il telaio strutturale di travi e pilastri in cemento armato lasciato a vista domina lo spazio con un forte impatto visivo che rimanda subito al brutalismo.
Il telaio strutturale di travi e pilastri in cemento armato lasciato a vista domina lo spazio con un forte impatto visivo che rimanda subito al brutalismo.
A fare da mediazione tra il nucleo pubblico e quello più intimo è l’area dedicata alla cucina, caratterizzata da un bancone rivestito in marmo venato estremamente minimale, che ingloba il lavabo e le piastre a induzione, e che richiama inoltre i marmi utilizzati nei bagni. Ad alleggerire l’ambiente, già carico di forza materica, sono in particolare le ampie finestrature vetrate con telaio in acciaio nero che danno accesso al cortile, e che rievocano le vetrate industriali della metà del secolo.
L’intera infrastruttura degli impianti è lasciata a vista e insieme alla scelta del sistema di illuminazione con tubi a neon conferma l’immagine industriale dello spazio, abbracciando un'etica grezza e funzionale che sembra radicata nel modernismo.
Il pavimento in terrazzo originario del progetto degli anni '70 è stato conservato con la volontà di rispettare l’identità storica del luogo, facendo da elemento connettivo per l’intero appartamento, e creando un senso di continuità fra i diversi ambienti.
