Archivio Digitale Domus PRO

Il parco più grande del mondo sarà in mezzo al deserto dell’Arabia Saudita

Cinque volte più grande del Central Park di New York, quaranta volte più grande di Parco Sempione, il King Salaman Park sarà una gigante di stesa di verde e…di architettura.

Un parco in mezzo al deserto? È tutto vero. E accade in Arabia Saudita, ovviamente e più di preciso nella capital Riyadh dove una grande area precedentemente utilizzata come base aerea, diventerà un immenso parco verde.  

Presentato nel 2019 e inserito all’interno del programma Vision 2030 come una delle iniziative più ambiziose, con lo scopo funzionale di generare una vera e propria isola di raffreddamento, il parco porterà il nome del re dell’Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz e sarà il più esteso del pianeta con i suoi 17,2 chilometri quadrati di superficie – per fare un confronto, considerate i 3,41 del Central Park di New York. “Il cuore verde di Riyadh e dell’Arabia Saudita” sarà distante solo venticinque minuti dal King Khalid International Airport e collegato alla città da strade e da cinque nuove stazioni della metropolitana. 

Nell’area del King Salaman Park verranno messi a dimora circa un milione di alberi, irrigati con un sistema che depura e riusa le acque reflue della città; correranno, accanto ai percorsi ciclopedonali, corsi d’acqua artificiali e l’illuminazione sarà alimentata da fonti rinnovabili. Ma sarà molto più di un parco: oltre al verde infatti, vasti spazi saranno dedicati all’architettura, strutture pubbliche per la cultura e lo sport, unità residenziali e commerciali.

Un padiglione alle porte del parco sarà installato come “manifesto del costruire sostenibile” e omaggio alla tradizione architettonica saudita: qui un percorso interattivo illustrerà ai visitatori il grande progetto del King Salaman Park. Un anello lungo più di sette chilometri, “The Loop”, sarà un percorso ciclopedonale punteggiato da stazioni attrezzate per lo sport e strutture per i servizi. All’interno di questo cerchio una vera e propria foresta mossa dall’alternarsi di valli e colline ospiterà specie vegetali autoctone e più di 600 importate, per supportare la biodiversità.

Poi l’“Art Park”, un’area aperta e rigogliosa in cui opere d’arte e mostre temporanee allestite direttamente nella natura e, nello stesso quadrante, una superficie di quaranta mila metri quadrati ospiterà il teatro nazionale con 2500 posti a sedere, un teatro all’aperto, un museo dell’architettura, altri spazi espositivi e un’accademia di arti visive.

Sarà più di un parco: oltre al verde, vasti spazi saranno dedicati all’architettura, strutture pubbliche per la cultura e lo sport, unità residenziali e commerciali.

Un’attenzione “profonda” è dedicata al suolo, tema centrale dell’urbanistica di oggi: scavando fino a 2,5 metri il cantiere prevede la sistemazione di un suolo “rigenerativo”, in cui sabbie rosse, pietra pomice, biochar e microrganismi sapranno assorbire l’acqua piovana e rilasciarla gradualmente, garantendo un sistema di raffreddamento naturale, permettendo alla vegetazione di sopravvivere e prevenendo catastrofi legate alla siccità.

Ultime News

Altri articoli di Domus

China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram