Del Super Bowl di Bad Bunny restano molte immagini: la casita rosa, circondata da attori, musicisti e star con background latini; le coreografie sui lampioni, omaggio al lavoro invisibile con cui le comunità latine hanno costruito l’America urbana; i negozi di tacos come quinte teatrali e la sfilata finale con tutte le bandiere del continente americano.
Ma nella scenografia che ha trasportato milioni di spettatori a Porto Rico, un dettaglio più di tutti ha unito le persone intorno al ricordo di casa: un bambino addormentato su due sedie accostate che Bad Bunny sveglia cantando.
Quelle sedie sono chiavarine: un oggetto imprescindibile nelle sale da pranzo di tutto il mondo, ma anche una silenziona icona del design e dell’artigianato italiano.
La storia della Chiavarina inizia nel 1807 quando a Chiavari, sulla costa ligure, l’imprenditore Stefano Rivalora torna da un viaggio in Francia con l’idea di copiare i mobili in stile impero che aveva visto nei saloni dell’aristocrazia. Si rivolge così a un ebanista, Giuseppe Gaetano Descalzi, che rielabora i modelli dell’Impero francese in qualcosa di radicalmente diverso: dove l’arredo Impero era solido e monumentale, Descalzi assottiglia, alleggerisce e riduce.
Nasce una sedia costruita con materiali locali – legno di ciliegio, acero e faccio – tenuta insieme solo da colla calda, senza né chiodi né viti e con uno schienale dal design inconfondibile, con degli snelli fusi simmetrici che si alzavano dal sedile per incontrare una traversa superiore delicatamente arcuata.
La Chiavarina è economica, resistente, leggerissima e per questo fa il giro delle corti europee e degli edifici istituzionali, dai palazzi di Napoleone alla Casa Bianca. E infine arriva a Porto Rico, in Italia, in Nigeria, in Cina, nelle case e nelle sale da pranzo delle persone comuni.
Prima però passa anche per le mani del fondatore di Domus, Gio Ponti, che insieme ad altri architetti e designer italiani ne fa la protagonista di alcuni schizzi di interni tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Soprattutto, la Chiavarina ispira Ponti per progettare la sua Superleggera, oggi protagonista del riallestimento della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano.
“Una sedia, solo una sedia”, diceva Ponti, eppure una sedia, nel Super Bowl di Bad Bunny è memoria collettiva. La Chiavarina è la protagonista da oltre due secoli di feste, matrimoni e riunioni familiari. È quell’icona del design italiano dove i genitori ti impongono di dormire quando tu sei stanco ma loro non vogliono ancora tornare a casa.
