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La bellissima divisa olimpica di Haiti è un messaggio politico

La nuova uniforma dello stato caraibico è stata dipinta a mano in Italia e racconta la storia di resistenza della nazione.

Anche durante le Olimpiadi Invernali non si smette di parlare di moda: l’evento più discusso dell’anno non è altro che un enorme palcoscenico per far parlare di sé, e sotto i riflettori mondiali, tutto può diventare mainstream. Proprio per questo motivo, sono tante le divise sfoggiate dai nuovi team olimpici ad aver catturato l’attenzione mediatica, ma tra tutte, quelle di Haiti sono senz’altro le più originali: le uniche dei Giochi a essere state dipinte a mano, da artigiani italiani, traendo ispirazione dall’artista di origini haitiane Edouard Duval-Carré.

Foto di Stella Jean. Courtesy Milano Cortina 2026

Nata dai disegni dell’ex campione di sci Pietro Vitalini e dalla firma della affermata stilista italo-haitiana Stella Jean, la divisa è un chiaro messaggio di resistenza: secondo le parole di Gandy Thomas, ambasciatore di Haiti in Italia, "l'assenza è la forma più pericolosa di cancellazione, e noi abbiamo scelto di essere presenti". 

L’idea originale era quella di riportare sulla divisa l’immagine di Toussaint Louverture, ex schiavo e guida della rivoluzione che nel 1804 avrebbe portato alla nascita della prima repubblica nera, ma la proposta è stata vietata dal Comitato Olimpico Internazionale che l’ha accusata di essere un simbolo "troppo" politico. La soluzione si è trovata dipingendo a mano una foresta tropicale, un cavallo rosso e un cielo azzurro dove viene riportato il nome "Haiti".

L'assenza è la forma più pericolosa di cancellazione, e noi abbiamo scelto di essere presenti.

Gandy Thomas

Una scelta ben studiata di colori semplici e ma in forte contrasto, per dare risonanza a un messaggio politico che celebri l’indipendenza di una nazione che rifiuta di essere assente, che valuta ogni secondo di visibilità come un modo per raccontare la propria storia e testimoniare la propria presenza a un evento di scala mondiale.


Dalle foto promozionali si vede anche l’accurata scelta negli accessori: grandi orecchini a cerchio dorati e il tignon, tradizionale turbante indossato dalle donne haitiane per coprire i capelli, forte simbolo non solo dell’età coloniale ma della resistenza haitiana.

Questa divisa certamente trascende la nozione di abito sportivo e diventa un significativo atto politico e strumento di visibilità. Come racconta la stessa Stella Jean, “quello che vedi non è decorazione, è visibilità come forma di sopravvivenza”.

Immagine di apertura: Foto di Stella Jean. Courtesy Milano Cortina 2026

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