Milano Design Week

Salone del Mobile e Fuorisalone 2026

Se sei un architetto, questa è la tua Design Week: Zaha Hadid Architects, Lina Ghotmeh ma anche Gae Aulenti e la Torre Velasca

Tra le grandi installazioni delle archistar, gli studi milanesi e gli archivi del progetto aperti eccezionalmente solo per una notte, ecco dove andare alla Design Week se nella vita ti occupi di architettura. 

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta

Foto Guido Rizzuti

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta

Foto Guido Rizzuti

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta

Foto Guido Rizzuti

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta

Foto Guido Rizzuti

Alessandro Scandurra - Università degli Studi di Milano Statale

Foto Alberto Dibiase

Alessandro Scandurra - Università degli Studi di Milano Statale

Foto Alberto Dibiase

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini

Foto Guido Rizzuti

Bbpr - Torre Velasca

Foto Alberto Dibiase 

Bbpr - Torre Velasca

Foto Alberto Dibiase 

Bbpr - Torre Velasca

Foto Alberto Dibiase 

Deoron - La fabbrica Leli cuscinetti volventi in Via Padova

Foto Alberto Dibiase 

Deoron - La fabbrica Leli cuscinetti volventi in Via Padova

Foto Alberto Dibiase 

Amdl Circle - Università degli Studi di Milano Statale

Foto Alberto Dibiase

Palazzina Appiani

Foto Alberto Dibiase

Palazzina Appiani

Foto Alberto Dibiase

Fondazione Franco Albini

Courtesy Salone del Mobile.Milano

Milano durante la Design Week può essere descritta come una crasi tra il motto radicale del “pianeta come Festival”, di Ettore Sottsass e Fernanda Pivano (1972), e quello più pragmatico di “città come location”. Così, da un lato gli architetti sono da sempre ampiamente coinvolti nell’evento dedicato in linea di principio ai loro colleghi designer – ma, lo sappiamo, i confini tra le due discipline sono storicamente e positivamente labili. Lo sono sia come progettisti di allestimenti e scenografie, sia come autori di opere indipendenti, che raccontano le loro ricerche. Quest’anno, ad esempio, il cortile di Palazzo Litta è tutto di Lina Ghotmeh e della sua  “Metamorphosis in Motion” (parte di “Design Variations” di Mosca Partners), mentre dai chiostri dell’Università Statale emerge "Mater" di Alessandro Scandurra, un cumulo di macerie ucraine disposte a formare un anello di 16 metri – Scandurra è impegnato da tempo nella ricostruzione delle scuole ucraine, ma anche i contributi dei soliti noti, come Michele De Lucchi, Zaha Hadid Architects, Big e Ma Yansong, attuale guest editor di Domus.

Archivi Storici del Politecnico di Milano

Dall’altro lato, a farsi protagonista è l’architettura della città, quella permanente, capace di ospitarne le ormai incessanti weeks e di sopravvivere ad esse. Negli ormai quattro decenni di esistenza della Design Week, abbiamo assistito ad almeno tre “ondate” di aperture al pubblico di luoghi generalmente inaccessibili. In ordine cronologico (comunque molto permeabile) sono stati scoperti prima i palazzi nobiliari del centro, che tra corti monumentali e saloni affrescati hanno offerto e offrono tuttora un perfetto mix tra prestigio ed effetto a contrasto con i prodotti contemporanei. Sono seguiti i luoghi ex-industriali, adatti a un posizionamento cool e underground, dove i marchi emergenti possono farsi le ossa e quelli consolidati ritrovare un po’ di “freschezza”. L’ultimo decennio, infine, è stato quello delle architetture moderne, moderniste, modernissime, razionaliste, brutaliste (le sfumature, in questo caso, sono irrilevanti), che dopo decenni di generale disinteresse sono finalmente state accettate come parte di un patrimonio e di un immaginario collettivo.

Adi Design Museum – Collezione storica del Compasso d’Oro. Courtesy Adi Design Museum

La Design Week 2026 propone una selezione ben assortita di tutte queste opzioni, con tante conferme e con qualche novità, d’autore e non. Tutti i riflettori sono puntati sulla Villa Pestarini di Franco Albini, espressione compiuta e ben conservata del razionalismo italiano degli anni ’30. È una delle due location di Alcova, che quest’anno torna in città dopo l’impegnativa scampagnata in Brianza degli ultimi anni. Una “chicca” ancora più nascosta è l’appartamento progettato tra il 1947 e il 1948 da Osvaldo Borsani nel settecentesco Palazzo Olivazzi, perfetta cassa di risonanza per la nuova collezione di Interni Venosta, disegnata da Emiliano Salci e Britt Moran. Apre al pubblico anche Villa Mozart, dirimpettaia meno conosciuta della celebratissima Villa Necchi Campiglio, con cui condivide l’epoca di costruzione (gli anni ’30) e l’architetto (Piero Portaluppi, che qui interviene su un impianto impostato da Aldo Andreani). Ospita “The Perpetual Timekeeper”, che mette in mostra gli orologi di alto artigianato di Jaeger-LeCoultre.

Calma by Zara - Palazzina Appiani. Foto Alberto Dibiase

Zara sceglie il neoclassico e s’insedia nella Palazzina Appiani all’Arena Civica, ottimo esempio di architettura milanese di epoca napoleonica (la completa Luigi Canonica nel 1807). La serena compostezza dell’esterno, placidamente affacciato sul verde di Parco Sempione, dialoga con l’esperienza immersiva e programmaticamente anti-frenetica di “Calma”, la mostra del brand spagnolo. Un’ottima opzione per allontanarsi dalla quota stradale e prendersi una pausa dal caos del piano terra urbano è salire sulla Torre Velasca per la mostra "Polish Modernism" allestita dentro al più celebre edificio brutalista della città. Per veri intenditori, infine, è la “Common Archive – La notte bianca del progetto”, che per una notte rende accessibili allo stesso tempo le più importanti case-studio e fondazioni di architetti e designer milanesi (da Achille Castiglioni a Franco Albini, da Vico Magistretti a Gae Aulenti, da Giovanni Muzio a Gio Ponti, a Giancarlo Iliprandi, a Bruno Danese e Jacqueline Vodoz), oltre ad alcuni dei più importanti centri archivisti della città (la Cittadella degli Archivi e il Casva – Centro di Alti Studi per le Arti Visive, tra gli altri).

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta Foto Guido Rizzuti

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta Foto Guido Rizzuti

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta Foto Guido Rizzuti

Lina Ghotmeh - Palazzo Litta Foto Guido Rizzuti

Alessandro Scandurra - Università degli Studi di Milano Statale Foto Alberto Dibiase

Alessandro Scandurra - Università degli Studi di Milano Statale Foto Alberto Dibiase

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Franco Albini - Villa Pestarini Foto Guido Rizzuti

Bbpr - Torre Velasca Foto Alberto Dibiase 

Bbpr - Torre Velasca Foto Alberto Dibiase 

Bbpr - Torre Velasca Foto Alberto Dibiase 

Deoron - La fabbrica Leli cuscinetti volventi in Via Padova Foto Alberto Dibiase 

Deoron - La fabbrica Leli cuscinetti volventi in Via Padova Foto Alberto Dibiase 

Amdl Circle - Università degli Studi di Milano Statale Foto Alberto Dibiase

Palazzina Appiani Foto Alberto Dibiase

Palazzina Appiani Foto Alberto Dibiase

Fondazione Franco Albini Courtesy Salone del Mobile.Milano