Una nuova edizione della Milano Design Week comincia oggi svelando ancora una volta una città del tutto diversa da quella a cui siamo abituati. È una città che proprio attraverso il design ha ridefinito i suoi confini, superando il concetto di quartiere e ridisegnando i suoi perimetri secondo i distretti, protagonisti attivi di una vivace evoluzione. Il team di Domus li ha attraversati tutti facendo tappa negli indirizzi del Fuorisalone e ha selezionato 8 spazi che sicuramente dovreste vedere anche voi.
Un appuntamento ormai consueto ma tutt’altro che scontato è quello con Alcova che racconta il design di prodotto allestendolo in location d’eccezione, come Villa Pestarini, opera di Franco Albini che nessuno sembrava conoscere prima d’ora. All’Istituto dei Ciechi una delle installazioni che abbiamo preferito tra quelle viste (ed ascoltate) fino ad ora, è un’esperienza sinestetica curata da Dotdotdot per Geely Auto. La facciata di Palazzo Citterio fiorisce grazie all’Uzbekistan Art and Culture Development Foundation per celebrare la rinascita, la resilienza e la speranza e custodisce i lavori di dodici designer internazionali esposti all’interno dell’edificio. Vi segnaliamo anche una galleria nascosta trasformata in albergo, due piscine, diversissime tra loro, in cui quest’anno ha trovato casa il design e, ovviamente, una boutique di moda che ci ricorda la centralità di questo settore nelle logiche del design contemporaneo.
1. Uzbekistan Art and Culture Development Foundation - Palazzo Citterio
Via Brera 12
20-26 aprile, h. 10:00-18:00
Se la Design Week è ormai la settimana dei brand, l’Uzbekistan sceglie una traiettoria diversa: spettacolarizzazione sì, ma con una visione e un discorso forte da portare sotto i riflettori, con un approccio quasi da Biennale. A Palazzo Citterio, “When Apricots Blossom” si ispira ai versi di un celebre poeta uzbeko ed è curata da Kulapat Yantrasast — superstar thailandese dell’architettura, fondatore di WHY Architecture. La mostra intreccia crisi ecologica e continuità culturale nella regione del Mar d’Aral, il grande lago salato che si sta prosciugando ed è diventato uno dei simboli della crisi ambientale globale. Dodici designer lavorano con artigiani locali su un tema apparentemente semplice come la panificazione, ma l’esito è preciso, toccante, capace di catturare l’attenzione in un allestimento che sarà ricordato tra i migliori del Fuorisalone. Nel cortile, un grande padiglione svetta: ispirato alle iurte nomadi, è insieme funzionale e spettacolare, dispositivo per incontri e narrazione. Ed è pensato come infrastruttura mobile, pronto a tornare in Uzbekistan.
Alessandro Scarano
2. Loro Piana – Studies, Capitolo I: Sul Plaid
Cortile della Seta, Via della Moscova 33
21–26 aprile, h. 10:00–20:00
Presso la sede milanese di Loro Piana, “Studies, Capitolo I: Sul Plaid” si configura come un’indagine rigorosa e contemplativa sul plaid – il primo prodotto finito introdotto dalla Maison assieme alle sciarpe, a metà anni ’80 – come elemento fondativo per un linguaggio dell’interior. L’allestimento aperto durante la Milano Design Week 2026 presenta 24 pezzi unici, organizzati secondo un approccio curatoriale che mette in relazione manufatti, fibre e processi produttivi. Tecniche che spaziano dal ricamo alla tessitura a telaio manuale restituiscono un ampio spettro di possibilità espressive, mentre materiali d’eccellenza come Vicuña e Baby Cashmere riaffermano l’identità del marchio. Pensato come un dispositivo in evoluzione, Studies riflette un metodo progettuale più che una semplice collezione, un ritratto del savoir faire Loro Piana che pone in dialogo continuo artigianato, sperimentazione e cultura della materia.
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3. Dotdotdot x Geely - Istituto dei Ciechi
Via Vivaio 7
19-26 aprile, h. 10:00-19:00
A pochi passi da Villa Necchi Campiglio, l’Istituto dei Ciechi è una storica istituzione milanese nata nell’Ottocento per l’educazione e l’inclusione delle persone non vedenti. Nella sua Sala dell’Organo, oggi, un organo distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale torna a suonare per la prima volta dopo quasi un secolo. Accade con Anima Mundi, installazione site-specific dello studio di design multidisciplinare Dotdotdot per Geely Auto. L’installazione è un omaggio visivo e sonoro all’idea di Rinascimento come impulso tecnologico continuo, capace di attraversare i secoli, soprattutto il nostro. Nella sala affrescata, immersa nel buio, cinque velari monumentali danno forma a un ambiente audiovisivo in continua trasformazione, attivato dalla presenza dei visitatori. “Ogni velario è dedicato a una sfera della vita, umana e non umana, dal sottosuolo all’urbano”, racconta a Domus Laura Dellamotta, General Manager e co-founder di Dotdotdot. Ma la parte più interessante rimane proprio il sistema sonoro. Un dispositivo installato sotto lo strumento — restaurato dopo oltre ottant’anni — raccoglie dati ambientali come presenza, temperatura e umidità e li traduce, attraverso un sistema digitale, in una partitura dinamica di quattro minuti, attivandolo in tempo reale. È lo spazio stesso, insieme ai corpi che lo abitano, a produrre la musica.
Alessia Baranello
4. 6:AM - Piscina Romano
Via Ampère 24
19-26 aprile, h. 10:00-20:00
“Over and over and over and over”. In un mondo definito da cambiamenti costanti, la ripetizione è rassicurante secondo 6:AM, che ha allestito una delle installazioni più suggestive della design week milanese. Qualcuno potrebbe pensare che anche la scelta della location sia una ripetizione. Dopo l’esperienza dello scorso Fuorisalone negli spazi delle ex docce pubbliche di Piscina Cozzi, ancora una volta è stata scelta una piscina del ’29 progettata da Luigi Secchi. È la Piscina Romano, in zona Città Studi, dove 6:AM ha messo in mostra il proprio lavoro con il vetro e il modo in cui la luce riesce ad attraversarlo. Ma più che una ripetizione, quella di 6:AM sembra un’evoluzione e un elogio all’imprevisto: oltre alle piccole sculture di luce incastonate negli spogliatoi della piscina, il duo propone grandi strutture composte da moduli identici, facendo del lighting design una vera e propria soluzione spaziale e portandolo alla scala dell’architettura. Peccato per la vasca, chiusa al pubblico da una recinzione, ma se si cerca un posto tranquillo e lontano dal caos del centro, una fermata al Bar Pieno allestito all’esterno per tutta la settimana dalle 9:30 alle 22:00, è d’obbligo.
Francesca Critelli
5. Nilufar Grand Hotel - Nilufar Depot
Viale Lancetti 34
20-26 aprile, h. Lunedì, Martedì, Venerdì, Sabato, Domenica, 10:00-19:00
Mercoledì, Giovedì, 10:00-17:00
Ancora una volta, il deposito galleria curato da Nina Yashar, nascosto in un cortile della zona Farini, indica quale possa essere il senso di un intervento curatoriale e culturale in un campo delicatissimo del design come quello del lusso. E quest’anno lo fa portando i visitatori nel mondo dell’hospitality, più propriamente dell’hotellerie.
Il cuore di tutto il concept è rappresentato da cinque ambienti, una lounge, un sontuoso fumoir con sala da pranzo (nel caveau), e le tre camere: quella di Filippo Carandini popolata di arredi-animali notturni attratti dai colori luminosi delle lacche di letto e cassettiera; quella di Allegra Hicks fatta di silenzi e accompagnamento, dialoghi con le storie passate delle poltroncine di Borsani; quella di david/nicolas in tensione tra le linee rette dei legni modernisti nei mobili, e la coreografia di onde nelle tappezzerie de Gournay.
Salendo, altri spazi nascono dal dialogo tra nuove proposte, anche provocatorie, e i segni di quella archival culture da sempre firma di Nilufar: una meditation room dove gli ottoni di Gabriella Crespi incontrano il ryokan giapponese; una penthouse suite con gli arredi di Bethan Laura Wood; e ancora altri incontri come i tavoli di marmi e cementi polverizzati di George Morasseb in dialogo coi lampadari anni ’60 a tronchi di vetro, o la riflessione sul carbonio negli schermi di telefono volanti – Carbon Cycles – di Maxilmilian Marchesani che interroga le poltrone moderniste americane di Wormley.
Giovanni Comoglio
6. Alcova - Villa Pestarini
Via Mogadiscio 2
20-26 aprile, h. 10:00-19:00 (ultimo ingresso 18:30)
Gemma del razionalismo italiano, la Villa Pestarini progettata da Franco Albini negli anni ’30 è una delle location di Alcova, ed è inedita. A contrasto con il parallelepipedo bianco che si vede dalla strada, all’interno la casa si anima con una scala “sospesa”, davanti a una parete in vetrocemento, e con l’uso dei colori, come il rosa del paravento in vetro dell’ingresso padronale e il giallo ocra degli infissi. Per l’occasione, Haworth e Cassina hanno allestito la zona giorno con un progetto a cura di Patricia Urquiola, che riunisce pezzi iconici di Albini rieditati magistralmente da Cassina. È al piano -1, però, la vera sorpresa. Un tavolo su misura disegnato da Luisa Castiglioni, allieva di Albini, avvolto in un ambiente rivestito di policarbonato. La riedizione è dello studio Boccamonte, che oggi raccoglie l’eredità dell’architetta e designer per riportare alla luce un archivio inedito e proporre nuovi progetti in continuità con l’attività di Castiglioni. Come lo specchio Ango Lare, che interagisce con due pareti convergenti e un led di collegamento che sporge, proiettando la luce sulle superfici riflettenti.
Francesca Critelli
7. Jil Sander - Reference Library
Via Luca Beltrami 5
20-24 aprile, h. 11:00-17:00
Ci sono un sottilissimo e tagliente saggio di Ursula K. Le Guin, gli ovvi Anni di Ernaux (in versione inglese), l’ancora più ovvio Profeta di Gibran e tanti altri libri, attesi e inattesi, dall’I Ching a Baudrillard. Ognuno su un leggio, in una sala specchiata che sembra un teatro, nel minimalissimo spazio milanese di Jil Sander (e chi altri se no). Il progetto, concepito da Apartamento in collaborazione con Jil Sander, mette insieme 60 titoli scelti da uno scrittore, da un designer, da un curatore o da un artista: Hans Ulrich Obrist (ovvio), Formafantasma, Nifemi Marcus Bello, ma anche Lykke Li e Charlie Porter. L’idea, inutile sottolinearlo ancora, è molto ovvia: libri scelti dai creativi per ispirare altri creativi. Ma l’allestimento di studioutte è magistrale: leggii cromati illuminati da una luce calda si riflettono in una parete a specchio, costruendo uno spazio quasi sospeso. L’ingresso è contingentato, il tempo rallenta, e nell’overdose di digitale che ci circonda tutto questo è quasi consolatorio. Qui si leggono con i guanti bianchi, che si possono portare via: un gesto minimo, ma sorprendentemente efficace. Da vedere.
Alessandro Scarano
8. McDonald’s - Pool. Ti sblocco un ricordo
Via Tortona 58
20-26 aprile, h. Lunedì 20 aprile, martedì 21 aprile, giovedì 23 aprile, venerdì 24 aprile, sabato 25 aprile: 10:00-22:00; Mercoledì 22 aprile: 10:00-15:00; Domenica 26 aprile: 10:00-19:00
“Ti sblocco un ricordo”. Così: con una vasca di palline colorate e una mostra a cura di Nicolas Ballario, McDonald’s – l’azienda statunitense di fast food – celebra i 40 anni dall’apertura del primo ristorante in Italia, in Piazza di Spagna a Roma. L’esposizione, nel circuito del Tortona Design District, include oggetti iconici, materiali d’archivio, design e memorabilia del mondo McDonald’s, insieme a opere d’arte contemporanea come uno Spot Painting di Damien Hirst e la serie Early Works dei Vedovamazzei, che immagina gli artisti più celebri del mondo da bambini. Entrarci è come infilarsi in una macchina del tempo: tornare agli Happy Meal e perdersi in una piscina di palline è forse il modo migliore per concludere il primo giorno di questa Design Week.
Alessia Baranello
