Milano Design Week

Salone del Mobile e Fuorisalone 2026


Milano Design Week. 8 cose che vi consigliamo dopo averle viste, giorno 4

È possibile che qualcuno sia arrivato a giovedì della design week e si senta già stanco. Per questo, le installazioni, gli eventi e le grandi mostre che vi consigliamo oggi saranno come una grossa e colorata dose di caffeina. 

Per chi ama il design (e anche un po’ l’architettura) il Fuorisalone è praticamente un parco giochi. Ma la design week, con le sue installazioni colorate e le sue “experience”, può anche darci l’impressione di fuggire per un secondo dal reale. 

Le tappe di questa quarta guida curata da Domus fanno parte di questa categoria. Dalle case di design per animali, dove far assaggiare una tartina al tuo chihuahua, a un playground desertico dove correre con le tue nuove Asics, passando per le incredibili installazioni dei grandi studi di architettura, come quello di Zaha Hadid e Ma Yansong, che giocano con gli spazi della Statale di Milano. Per finire, una gigantesca installazione che riprende un disegno d’archivio di Louis Vuitton a Palazzo Serbelloni, i tappeti che si fanno arazzi di Martino Gamper a Capsule Plaza e due chicche di prodotto da NM3 e Cassina in 10 Corso Como.

Una dose di caffeina di cui noi, e crediamo anche voi, abbiamo disperatamente bisogno.  

1. Asics Kinetic Playscape - Garage 21

Via Archimede 26
22-24 aprile, h. 11:00-17:00

Foto Alberto Dibiase

Alla Design Week di Milano apre un nuovo istituto di ricerca. Non è chiaro chi lo abbia finanziato né da quanto tempo esista, ma il suo obiettivo è preciso: studiare come il movimento influenzi la mente. Solo entrando si capisce che non è un luogo scientifico in senso stretto, ma un dispositivo progettato da Asics insieme allo studio Nuova.
Siamo al Garage 21, dove il "Kinetic Playscape" si presenta come un percorso in cinque stanze: dal peso alla leggerezza, dalla terra a una dimensione quasi astratta. Ogni ambiente è uno stato, ogni passaggio un cambiamento percettivo. Il linguaggio è ibrido e vuole unire echi di radical design italiano con un minimalismo dichiaratamente giapponese, in uno spazio che è insieme installazione e playground. L’idea è semplice: bastano 15 minuti di movimento per modificare lo stato mentale, e qui il design diventa il dispositivo che lo attiva. Al centro c’è la nuova Gel-Kinetic 2.0, che riprende silhouette running anni 2000 e le porta verso un uso più quotidiano, tra cushioning esasperato e struttura tecnica visibile. Ma più che un lancio prodotto, quello di Asics è il tentativo di spostare il design dall’oggetto all’esperienza, e farlo passare direttamente attraverso il corpo. Questa negli anni scorsi era la location di Google, che ha portato alcune delle cose più interessanti viste di recente alla design week. Anche stavolta, ce ne ricorderemo.

Alessandro Scarano

2. Materia 2.0 – 10 anni di moodboard

Via Marco Polo 9
20-26 aprile, h. 10:00-20:00 (martedì 21 e mercoledì 22 10:00–18:00)

Courtesy Materia

Nel cuore di Porta Nuova, Materia 2.0 consolida il proprio ruolo come spazio di ricerca e materioteca più completa d’Italia, affermandosi anche come osservatorio sui trend emergenti. All’interno dei suoi 500 mq prende forma un percorso immersivo composto da 12 moodboard, tra cui due installazioni fuori scala di oltre 4 mq ciascuna. Il progetto esplora i linguaggi del design trasformando materiali, prodotti e texture in una narrazione tridimensionale. Le moodboard diventano così elementi espositivi autonomi, capaci di tradurre sperimentazioni e intuizioni in visioni concrete dell’abitare contemporaneo e futuro. Il visitatore è guidato in un dialogo tra materiali naturali, artigianali, industriali, rigenerati. Per l’occasione, lo spazio si arricchisce anche di nuove categorie: elementi tecnici come maniglie e finestre, riletture di materiali tradizionali come gesso e cemento, compositi innovativi, prodotti ottenuti dal recupero di scarti. Completa l’esperienza un volume fotografico di oltre 300 pagine, distribuito durante l’evento, che raccoglie dieci anni di ricerca e si configura come un manifesto tra memoria e visione sul futuro della materia.

 

Informazione pubblicitaria

3. Toiletwalter Paperchandoha - Villa Toiletpaper

Via Giuseppe Balzaretti 8
21-26 aprile, h. 21-22-24 aprile 14:30-19:30; 23-25-26 10:00-19:30

Foto Alberto Dibiase

Nei giorni del Fuorisalone, Toiletpaper Living quest’anno si trasforma in una casa per animali con tutti i comfort di una casa per umani: c’è la “zona spa”, curata da Animal House Milano, dove poter fare una toilettatura veloce; i buffet preparati dal brand di cibo per cani e gatti Lily’s Kitchen; la cabina armadio e i bagni; ma anche una zona living che ospita la nuova collaborazione del sodalizio Seletti-Toiletpaper, che ritrae, ad esempio, il muso di un gatto tra due strati di hamburger su un piccolo cuscino da giorno. La “casa per animali” di Toiletpaper è una piccola oasi felice e colorata nel mondo del Fuorisalone, ma è anche un omaggio a un artista incredibile, Walter Chandoha, che, da fotografo di guerra, un giorno si è ritrovato a fare il fotografo di gatti. No spoiler: solo andandoci scoprite il perché. 

Alessia Baranello

4. Università degli Studi di Milano Statale

Via Festa del Perdono 7
20-26 aprile, h. 10:00-23:59

Foto Alberto Dibiase

Ogni anno la sede principale dell’Università Statale di Milano, a pochi passi dalla Torre Velasca e dal Policlinico, si trasforma nel luna park del design e dell’architettura. I protagonisti qui a Domus li conosciamo bene: sono quegli studi che non puoi ignorare, da Big a Snøhetta, da Amdl a Zaha Hadid Architects. E c’è anche Mad dell’attuale guest editor Ma Yansong. Ma non sono le uniche cose che troverete quest’anno: Materiae, il progetto di Interni, trasforma la Statale in un percorso fatto di materia e installazioni. Un gorilla in ceramica che abbraccia un capriolo, ventimila lattine di pomodoro che diventano una casa attraversabile, un nodo luminoso che cresce nello spazio. Nel Cortile d’Onore, le macerie delle scuole ucraine si ricompongono in un anello, mentre installazioni tra tecnologia, memoria e sostenibilità si inseguono tra i portici. E poi le aziende: Sony con materiali ultra-sostenibili, Ied con progetti per l’emergenza. Come ogni anno, c’è molto altro: da sempre la Statale è uno degli indirizzi imperdibili per i milanesi, anche quelli fuori dal circuito del design.

Alessandro Scarano

5. Haier – Inside the experience

Spazio Haier, Via Bergognone 26
21–22–24–25 aprile, 10:30–21:00; 23 aprile, 10:30–17:00; 26 aprile 10:30–18:00; talk “Che cucina!” in collaborazione con Domus, 23 aprile, ore 11:00

Courtesy Haier

“Inside the Experience” trasforma lo spazio Haier nel cuore del Tortona Design District in un ecosistema immersivo guidato dalla luce, un percorso tra installazioni sensoriali e spazi interattivi, dove dalla “cucina scomposta” fino alle declinazioni più avanzate dell’adattività, la tecnologiamostra la sua integrazione armoniosa nell’abitare quotidiano. Tra i prodotti, il forno ID Serie 6 interpreta questa visione: grazie alla telecamera interna e al sistema Bionicook, la cottura diventa monitorabile e personalizzata, con un’interazione intuitiva che semplifica i gesti in cucina. Il 23 aprile, poi, lo spazio ospita il talk “Che cucina!”, sviluppato con Domus, che riflette sull’evoluzione dell’ambiente cucina tra progetto e innovazione. Dalle pagine dell’Archivio Domus alla conversazione con Simona Bordone, Camillo Botticini, Enrico Morteo e Federico Ferretti, Head of Design del Milan Experience Design Center di Haier Europe, prenderà forma una visione della cucina che, soluzione dopo soluzione, cresce come sistema intelligente, capace di migliorare comfort, efficienza e sostenibilità, mentre ridefinisce la radice del rapporto tra tecnologia e vita domestica.

 

Informazione pubblicitaria

6. Louis Vuitton, Objets Nomades - Palazzo Serbelloni

Corso Venezia 16
21-26 aprile, h. 10:00-20:00

Foto Guido Rizzuti

Il lusso è l’ultima confort zone dei nostri tempi. Può essere pomposo, difficilmente accessibile, talvolta anche noioso. Ma rappresenta uno spazio sicuro e protetto, una bolla dove filtrare il mondo esterno distillato da tutti i suoi stress, dall’overnotification alla guerra. Ed è una perfetta simulazione di questo stato di calma impermeabile che è intriso l’allestimento di quest’anno di Objet Nomades, che torna indietro cento anni per omaggiare Pierre Legrain, artista di spicco dell’Art Déco e collaboratore di Gaston-Louis Vuitton. Dentro, il racconto alterna riedizioni storiche e nuove produzioni: la coiffeuse del 1921 — primo arredo della Maison — dialoga con sedute, paraventi e oggetti che reinterpretano il lessico di Legrain. Nel cortile, un disegno d’archivio diventa installazione tridimensionale grazie a Brera, tra incontri e pittura dal vivo. Un percorso che si estende fino alla boutique di Montenapoleone, tra bauli e nuove commissioni contemporanee. Un viaggio attualissimo eppure fuori dal tempo, che vale la lunga coda fuori dall’ingresso.

Alessandro Scarano

7. Capsule Plaza 2026 - Design state of mind

Via Achille Maiocchi 8
21-26 aprile, h. 10:00-20:00

Foto Alberto Dibiase

È toccato a Capsule Plaza essere lo scandalo di questa Design Week, per questioni di etica aziendale, che si spera si chiariscano presto – soprattutto per le terze parti coinvolte. Con un discreto sforzo di lobotomia, però, si potrà comunque apprezzare l’alta qualità della location – uno spazio ex-industriale di Porta Venezia, ben ristrutturato da Asa Office – e degli espositori. La spettacolare piazza coperta ospita No Season di Stone Island, con l’allestimento riuscito e cool di NM3 – controsoffitto sospeso con proiezioni, altoparlanti giganti. Al piano terra, invece, è più classicamente elegante lo spazio di Bolon, storico marchio svedese di tappeti. Martino Gamper progetta un interno “integrale”, dove i tappeti si fanno anche arazzi a tutt’altezza e rivestimenti di ampi parallelepipedi-seduta, tutti scanditi dai classici pattern a grandi campiture di colori accesi. È più complesso e altrettanto valido il corner adiacente di Karimoku. Qui, la mostra “Research Published as Furniture” presenta per la prima volta a Milano gli ottimi progetti di quattro brand nati all’interno del laboratorio di Karimoku Research – wagetsu わ月, CMPT by Lichen, Karimoku Re:issue by Lichen, and Srakko. 

Alessandro Benetti

8. NM3 e Cassina - 10 Corso Como

Corso Como 10
21-26 aprile, h. 10:00-20:30

Linde Freya Tangelder with Cassina, 10 Corso Como. Foto Eline Willaert

Funziona bene, anzi benissimo, la collaborazione tra Visionnaire e NM3. Da 10 Corso Como, lanciano una collezione di arredi – una decina in tutto, tra sedute, tavoli e un letto – che è un ideale punto d’incontro tra la ricerca sull’artigianato di lusso del primo partner e le sperimentazioni sui materiali grezzi del secondo. Gli oggetti in mostra sono originati da una tensione visibile tra diverse coppie di opposti: duro e morbido, trasparente e opaco, monoblocco e cristallo.  L’allestimento del pop-up store, invece avrebbe meritato più coraggio, per non confondersi con un comune showroom.

E poi, nella stessa location, un'altra collaborazione per questa design week: quella tra Cassina e Linde Freya Tangelder - designer olandese con base in Belgio - che è abituata a lavorare ai suoi pezzi personalmente, nel suo laboratorio. Come si passa dall'artigianalità alla produzione in serie? "Per me è importante che il design sia per tutti, non solo per chi lo ha ideato" spiega Tangelder a Domus, che ha iniziato la sua love story con Cassina nel 2022. La mostra “Fluid Re-Collection” appare come un salotto post industriale composto da pezzi che potrebbero serenamente sembrare unici. Se vi piace il genere, andate a dare un'occhiata.

Alessandro Benetti e Francesca Critelli

Altri articoli di Domus Salone

Altri articoli di Domus

China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram