Nel 2014 Caterina Mosca e Valerio Castelli (MoscaPartners) organizzano per la prima volta un’installazione nel cortile di Palazzo Litta. Da allora quello è uno degli indirizzi fondamentali di ogni Milano Design Week. Quest’anno i visitatori di MoscaPartners Variations saranno accolti da “Metamorphosis in Motion”, un'installazione firmata da Lina Ghotmeh, l’architetta che ha da poco raccontato a Domus il suo punto di vista sulla progettazione: “non è lineare, è una rete di domande, di complessità che si intrecciano. È ricerca, è storia, è comprensione del luogo”.
In effetti, il suo progetto per il prossimo fuorisalone intreccia memoria, paesaggio e spazio ispirandosi alla storia del Palazzo e ambisce a trasformare l’architettura in un evento dinamico e spettacolare. Il risultato è una scenografia messa in movimento dai corpi dei visitatori che hanno un ruolo attivo e divengono elementi architettonici al pari dei volumi coloratissimi e morbidi inseriti da Ghotmeh nei contorni simmetrici e austeri del Cortile d’Onore del Palazzo.
La riflessione nasce dalla destinazione d’uso originaria di Palazzo Litta, luogo di ricevimento e rappresentazione pubblica, soglia scenografica per cerimonie e incontri ma allo stesso tempo spazio di transizione tra la città e gli spazi interni riccamente decorati. La metamorfosi si consumerà mediante l’attivazione di uno spazio statico grazie a coloro i quali interagiranno con l’opera di Ghotmeh, percorreranno i suoi spazi, approfitteranno della possibilità di trovarvi riposo (che nei giorni della MDW è una opportunità preziosa).
La metamorfosi emerge attraverso l'uso e il cortile si evolve da soglia a bene comune, da rappresentazione a partecipazione.
Lina Ghotmeh
“L’installazione è a tutti gli effetti un labirinto giocoso che attiva questo spazio senza alterarne la struttura, introducendo un livello contemporaneo che offre ai visitatori una pausa silenziosa all'interno dell'intensità dell'esperienza della Design Week. La metamorfosi emerge attraverso l'uso e il cortile si evolve da soglia a bene comune, da rappresentazione a partecipazione, trasformando lo spazio, la memoria e l'esperienza in un'unica narrazione architettonica dinamica” ha raccontato l’architetta.
A dialogare con l’installazione (una sorta di happening perpetuo), un percorso è articolato dagli espositori selezionati da MoscaPartners, ospiti nelle sale di Palazzo Litta, oggi sede degli uffici del Ministero della Cultura.
