Le tappe di questa quinta guida curata da Domus — a ridosso del weekend e nel momento in cui il Fuorisalone raggiunge il suo massimo grado di saturazione — convergono verso un’esigenza precisa: fermarsi. Non tanto per cercare capolavori, quanto per individuare luoghi in cui rallentare. Due i giardini “nascosti”: quello costruito da Flexform nel chiostro cinquecentesco del Convento dei Frati Minori, e quello di Molteni in via Senato, che traduce il rapporto tra natura e progetto in uno spazio controllato e immersivo. Ci sono poi i letti — volutamente eccessivi, quasi architetture — progettati da Tom Dixon per il Mua Mua Hotel, un micro-hotel che usa l’ospitalità come formato espositivo e che, non a caso, continuerà a esistere anche dopo la Design Week. Il tema del riposo si declina anche in forme più intime e raccolte, come nell’installazione Floralis di Estúdio Campana al Teatro Arsenale, dove tappeti e luce costruiscono uno spazio quasi meditativo tra natura e astrazione. E poi la giostra di Laila Gohar per Arket, installata tra i giardini di Palestro e Porta Venezia: un intervento minimo ma straniante, dove frutta e verdura fuori scala trasformano un dispositivo ludico in un momento di sospensione collettiva. Altrove, come nella fabbrica dismessa di via Padova occupata da Deoron, il riposo assume forme più ambigue, tra listening sessions notturne e monumentali sound system. Più che una sequenza di highlight, oggi vi suggeriamo una geografia di micro-ritiri per disinnescare la Fomo.
Fuorisalone 2026. 8 cose che vi consigliamo dopo averle viste, giorno 5
In questa design week serve avere una mappa di soste. Tra giardini nascosti, micro-hotel abitabili, giostre fuori scala e installazioni che parlano di un ritorno alla natura, ecco gli indirizzi che vi consigliamo noi.
20-26 aprile, h. 10:00-20:00
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
20-26 aprile, h. 10:00-21:00 (workshop alle 16:30, venerdì e sabato)
Courtesy HYLEtech
Courtesy HYLEtech
20-24 aprile, h. 12:00-20:00
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
21-26 aprile, h. 10:00-19:00
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
20-26 aprile, h. 9:00-18:00
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
20-26 aprile, h. 10:30 - 19:30
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
Foto Alberto Dibiase
20-25 aprile h. martedi venerdi 9:30-20:00; sabato 9:30-13:00
Foto Carlo Baroni. Courtesy Fiemme Tremila
Foto Carlo Baroni. Courtesy Fiemme Tremila
Foto Carlo Baroni. Courtesy Fiemme Tremila
Foto Carlo Baroni. Courtesy Fiemme Tremila
21-26 aprile, h. martedì-mercoledì 10:00-17:00, giovedì-domenica 10:00-19:00
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
Foto Guido Rizzuti
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- La redazione di Domus
- 24 aprile 2026
1. Flexform — The Private Lives of Objects
Chiostro Sant’Angelo, Piazza Sant' Angelo 220-26 aprile, h. 10:00-20:00
L’arredo è un arredo, nel senso che è decorazione e accompagnamento, ma questo non vuol dire che non abbia o non possa avere una vita propria o meglio “una vita segreta”: o almeno questa è l’idea di Flexform alla Design Week. Lo storico brand di divani e arredamento di alto valore artigianale occupa il Chiostro del Convento dei Frati minori di Sant’Angelo, un edificio cinquecentesco che ospita anche la Biblioteca Francescana e che - non esitiamo a dire - è uno dei luoghi più belli dell'edizione di quest’anno. Si tratta di una vera e propria oasi di pace in cui sostare, ma anche un luogo misterioso, rarefatto e legato a un’idea di religiosità e di vita ormai quasi scomparsa. Qui Flexform presenta una nuova collezione outdoor, composta insieme ad Antonio Citterio, storico collaboratore del band e nuove firme emergenti come Patrick Nouguet e Fumie Shibata. Il percorso prosegue poi nello showroom del brand in via della Moscova. Alessia Baranello
2. Materia 2.0 – 10 anni di moodboard
Via Marco Polo 920-26 aprile, h. 10:00-20:00 (martedì 21 e mercoledì 22 10:00–18:00)
HYLEtech porta alla Milano Design Week un cambio di paradigma con un progetto sperimentale che trasforma il Triennale Milano Teatro in un laboratorio. Sei studi internazionali – hanno già raccontato la loro esperienza Han Tümertekin, Labics, Marco Casamonti / Archea Associati e Gary Chang, il 24 aprile toccherà a Francisco Mangado e il 25 a Emanuel Gargano – interpretano il tema della “parete attiva”, trasformando la superficie in dispositivo un dispositivo narrativo e critico. Parole d’ordine come Atmosfera, Sottigliezza, Infinito, Connessioni, Sostenibilità e Rivoluzione guidano installazioni che rendono visibile il processo progettuale, tra workshop, talk e montaggi performativi che si ripetono ogni giorno in location. Curato da Luca Molinari Studio, il progetto estende la ricerca HYLEtech dalla scala dell’oggetto a quella dello spazio costruito: la tecnologia non è più supporto invisibile, ma materia stessa dell’architettura. Nel foyer, poi, il sistema NEX-S mostra applicazioni concrete, tra luce, acustica e comfort, delineando un ambiente continuo e multifunzionale. Informazione pubblicitaria
3. La giostra di Arket - Giardino delle Arti
Via Palestro 820-24 aprile, h. 12:00-20:00
Via Palestro è quella che separa i Giardini di Porta Venezia, forse i più belli di Milano, da quelli che ne portano il nome. Nella stessa via ci sono anche musei come la Gam, il Pac, la sede milanese di Cipriani e un bar speciale come il LùBar. È in questa via piena di arte e di storia – tra cui un terribile attentato estivo – che Arket posiziona la sua giostra. Non è una giostra qualsiasi: è un esemplare antico, tra i pochi sopravvissuti di una tradizione artigianale europea, qui reinterpretato insieme all’artista newyorkese Laila Gohar. Al posto dei cavalli, frutta e verdura sovradimensionate diventano sedute e sculture, trasformando l’oggetto in una scenografia interattiva tra design e teatro. L’intervento è minimo ma efficace: un taglio netto e forme quotidiane diventano elementi di gioco condiviso. L’installazione accompagna una collaborazione tra Arket e Gohar che si traduce in una collezione di 27 capi: un passaggio diretto dall’immaginario dell’artista allo spazio del vestire, senza cambiare scala ma solo contesto. Alessandro Scarano
4. Università degli Studi di Milano Statale
Via Festa del Perdono 720-26 aprile, h. 10:00-23:59
Nel quartiere Bullona, un edificio del 1929 progettato dall’ufficio tecnico di Gio Ponti si trasforma in qualcosa di difficile da definire: il Mua Mua Hotel, un micro-hotel di 12 stanze che durante la Design Week funziona come dispositivo espositivo per Tom Dixon. “L’hotel è lo spazio ottimale: dove si dorme, si lavora, si incontrano le persone”, dice Dixon, e non è solo una formula. Qui la mostra coincide con l’uso reale: le stanze si abitano, gli arredi si testano, e soprattutto i letti — sviluppati con Vispring — diventano elementi quasi architettonici, tra testiere scultoree e volumi imbottiti che organizzano lo spazio. Il progetto è anche una piattaforma collettiva: i bagni sono firmati Vitra, mentre altri partner — dai tessili di Ege Carpets alle soluzioni per l’illuminazione e il workspace — contribuiscono a costruire un ambiente completo, più vicino a un interno abitato che a un allestimento. Il punto, però, è che non finisce qui: dopo la Design Week questo luogo diventerà davvero un hotel, anche se alcuni dei letti più spettacolari disegnati da Dixon non troveranno spazio. Accanto alle camere, una lounge e uno shop completano il progetto, estendendo l’esperienza oltre la semplice visita. Più che una mostra, è una prova generale di futuro: un hotel che nasce come installazione — e resta. Alessandro Scarano
6. Louis Vuitton, Objets Nomades - Palazzo Serbelloni
Corso Venezia 1621-26 aprile, h. 10:00-20:00
È sfuggita dall’itinerario di molti — probabilmente anche per via dei lavori in corso su Via Correnti che coprono l’ingresso — una tappa che noi invece reputiamo quasi irrinunciabile. Nello spazio del Teatro Arsenale, edificio che è in piedi dall’epoca medievale, Estúdio Campana presenta Floralis, la nuova collezione di tappeti disegnata per Art de Vivre. Si varca la soglia schermata dal velluto nero e ci si trova di fronte a una grande forma irregolare percorsa al suo interno da una ramificazione coloratissima di segmenti che ricorda un organismo cellulare. In effetti, il riferimento all’immaginario biologico si rintraccia in moltissimi degli ultimi lavori dello studio, oggi guidato da Humberto Campana, che in questa occasione ha raccontato a Domus: “È urgente guardare alla natura come forma di guarigione e interagire con essa in armonia con il bene comune della società. È qualcosa che la natura stessa ci chiede da tempo e che necessita di un modo di vedere le cose più intimo e più profondo.” Intimo e profondo è anche il rapporto che si stabilisce tra i tappeti e chi li osserva: l’ambiente scurissimo concede un raggio di luce solo alle opere che sembrano fluttuare nel vuoto all’interno di capsule disegnate dalla luce stessa. Nicola Aprile
6. Deoron - Leli cuscinetti volventi
Via Padova 1120-26 aprile, h. 10:30 - 19:30
Questa mostra di design in una fabbrica dismessa in via Padova curata da Deoron è senza dubbio la rivelazione indipendente della Design Week: quello che era Alcova prima di esplodere tra gli influencer e quello che ha provato a fare quest’anno Paris Internationale, per la prima volta a Milano nel cantiere di Palazzo Galbani. Deoron, nata nel 2021 come una piattaforma digitale a cavallo tra ricerca, design e lifestyle raggruppa più di cinquanta designer, marchi e studi indipendenti internazionali in un allestimento “democratico” che strizza l’occhio al passato produttivo del luogo con dei grandi carrelli su ruote che scorrono lungo le due altissime campate della “Leli cuscinetti volventi”.
Ad attirare però più di tutti l’occhio è senza dubbio il sound system (il grande protagonista della design week 2026). Quello di Deoron è uno tra i più belli e monumentali di questa edizione e ospita una programmazione decisamente più underground del solito.
Alessia Baranello
7. Fiemme Tremila - Nodi. Cultura, impresa e design del legno trentino
Via Lanza 420-25 aprile h. martedi venerdi 9:30-20:00; sabato 9:30-13:00
Dopo la sua breve apparizione all’Adi Design Museum, la bella mostra “Nodi. Cultura, impresa e design del legno trentino” prosegue fino al 26 aprile nello showroom milanese di Fiemme Tremila. Promosso dalla provincia autonoma di Trento, il progetto ha chiamato a raccolta una decina abbondante di ottimi designer – da Lorenzo Damiani a Raffaella Mangiarotti, da Giulio Iacchetti a Matteo Ragni – che hanno realizzano progetti inediti in collaborazione con altrettante aziende locali. Tutti in legno, ça va sans dire. Tra le proposte più interessanti c’è proprio quella di Iacchetti per Fiemme Tremila. La doga Vertigo è un sistema di rivestimento da pavimento e da muro, che sfuma il confine tra superficie orizzontale e verticale. La caratteristica curvatura dei listelli, che raccordano i due piani con un morbido angolo stondato, ricorda quella degli sci. È un ulteriore omaggio alla tradizione manifatturiera e alle specificità geografiche della regione alpina. Alessandro Benetti
8. Molteni&C - Responsive Nature
Via Senato 1421-26 aprile, h. martedì-mercoledì 10:00-17:00, giovedì-domenica 10:00-19:00
La situazione è quella in assoluto più Milano Design Week, una combinazione di racconto allestitivo e scoperta di luoghi simbolici della città: il giardino dove Molteni&C presenta la sua collezione outdoor sembra estendersi all’infinito dentro il cuore dell’isolato su via Senato, e il progetto di Elisa Ossino Studio lo trasforma in un ecosistema di sei mondi botanici. Si parte dalla corte colonnata del palazzo, un Giardino dell’Eden abitato dagli arredi outdoor delle collezioni Soleva di Vincent Van Duysen, Chelsea Outdoor di Dordoni Studio, e dal tavolo Arc di Foster + Partners, per poi esplorare un terzo paesaggio à la Gilles Clément, un giardino acquatico, e un altro calcolato e produttivo – un hortus botanicus tutto frutti e profumi – fino a un giardino lunare dove anche le interpretazioni outdoor di pezzi di Gio Ponti si incontrano in uno spazio metafisico di fronde solide, senza aperture se non sul cielo, sulle chiome degli alberi secolari e – attraverso un piccolo oculo vegetale – sulla statua di una piccola glorietta neoclassica appena dietro. Una foresta generata da algoritmi frattali è poi l’ultimo ambiente, stavolta digitale, che riporta i visitatori verso la città.
Giovanni Comoglio
Chiostro Sant’Angelo, Piazza Sant' Angelo 2
20-26 aprile, h. 10:00-20:00
Triennale Milano, Viale Emilio Alemagna 6
20-26 aprile, h. 10:00-21:00 (workshop alle 16:30, venerdì e sabato)
Via Palestro 8
20-24 aprile, h. 12:00-20:00
Via Aosta 2
21-26 aprile, h. 10:00-19:00
Via Cesare Correnti 11
20-26 aprile, h. 9:00-18:00
Via Padova 11
20-26 aprile, h. 10:30 - 19:30
Via Lanza 4
20-25 aprile h. martedi venerdi 9:30-20:00; sabato 9:30-13:00
Via Senato 14
21-26 aprile, h. martedì-mercoledì 10:00-17:00, giovedì-domenica 10:00-19:00