10 regali di design per San Valentino che puoi comprare su Amazon
La guida ai regali per la festa degli innamorati: oggetti di design per lui, per lei, per la coppia e per sé stessi, tutti che puoi facilmente acquistare online
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Un corridoio autostradale lungo oltre mille chilometri collega alcune delle maggiori città dell’Africa occidentale e promette di trasformare economia, territori e confini.
Alla Pace Gallery, opere e oggetti trasformano lo spazio espositivo in un interno domestico: il vero luogo dove prendeva forma il suo mondo.
I sette progetti ancora in gara per ricevere il premio raccontano un’architettura che non si fonda su espedienti scenografici o nomi rilevanti, ma sul rapporto con l’esistente e la comunità.
Puoi farlo attraverso la funzione di Domus dove caricare i tuoi progetti di architettura, design, interior, grafica, illustrazione, fotografia e arte.
Triennale, Casa degli Artisti, Villa Necchi Campiglio, e poi padiglioni in piazza: le Olimpiadi 2026 si installano nei luoghi da anni simbolo del Fuorisalone. E c’è ovviamente tantissimo design italiano.
A Hangzhou, in Cina, su disegno di Zaha Hadid Architects, un corridoio verde seguirà l’andamento di un corso d’acqua e ospiterà nuovi spettacolari edifici, tra cui una grande biblioteca.
@gaude.ai immagina il Duomo di Milano trasformato in un’arena per sport su ghiaccio e una Torre Velasca da cui si scia in quota. Il suo profilo Instagram racconta qualcosa su come sta cambiando la critica architettonica e sulle Olimpiadi che ci aspettano.
Al Nederlands Fotomuseum, archivi, laboratori di conservazione e perfino una camera oscura aperta al pubblico trasformano i visitatori da spettatori a partecipanti.
Nel numero di febbraio di Domus, il guest editor 2026 riunisce progetti in cui la sostenibilità non è solo un riferimento astratto, ma una vera e propria esperienza vissuta.
All’interno dell’iconica torre The Henderson di Zha, Studio Paolo Ferrari ha progettato un lounge bar dove l’esperienza conviviale si trasforma in un viaggio surreale tra memoria e immaginazione.
Una villa di Franco Albini a Milano che nessuno ha mai visto e il complesso dell’Ospedale Militare di Baggio, con due nuovi spazi accessibili: vi raccontiamo i luoghi che la piattaforma dedicata al collectible design più famosa di Milano occuperà per la sua undicesima edizione.
Un taccuino, una spilla, un set di pocket notebook: un kit nato che si ispira ai letti del più celebre ospedale psichiatrico di Shanghai.
Abbiamo provato in anteprima il nuovo Resident Evil Requiem e parlato con il team di sviluppo: corridoi piegati, buio e angoli morti sono le vere armi del terrore.
Una selezione di mostre dedicate agli sport invernali e al loro immaginario, dalle Olimpiadi di ieri ai linguaggi del presente, che accompagna i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con un racconto che attraversa diverse città, da Milano a Trento, passando per Cortina e Venezia.
Lo studio parigino racconta a Domus il progetto di ampliamento del campus universitario dell’Essec, dove tra facciate bioclimatiche e nuova pedagogia, ha soprattutto cercato di progettare la lungimiranza.
L’appuntamento è tra i più storici per i professionisti e gli appassionati di arte contemporanea. Dal 6 all’8 febbraio torna Arte Fiera con una nuova direziona artistica.
La Business of Design Week 2025 ha portato Hong Kong al centro del dibattito sul futuro del design, con l’Italia come Paese partner. Tra i protagonisti del Summit: Carlo Ratti, Alan Chan, Carmelo Ficarra e Viveca Chan.
All’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, in occasione dell’Italian Design Day 2026, il direttore editoriale di Domus racconta il futuro del progetto seguendo la pratica giapponese del kintsugi, tra redesign e wabi-sabi.
Pensare lo schermo come pelle significa ripensare il rapporto tra corpo e tecnologia. Nella mostra di Emanuela Moretti, il digitale diventa materia aptica e scultorea, superficie sensibile che promette contatto ma ne rivela l’ambiguità politica.
I feed di TikTok sono invasi da video di unboxing delle divise di Milano-Cortina 2026, disegnate per i volontari da Salomon. Ancora una volta, il fenomeno social ha trasformato un oggetto tecnico in un prodotto che tutti vogliono.
Cementine esagonali e arredi scultorei caratterizzano gli ambienti di questa tradizionale villa di campagna, mettendo in dialogo gli aspetti più rustici della casa con una nuova veste contemporanea ed essenziale.
Tra teatri, waterfront e centri comunitari, i progetti di Studio Gang trasformano l’ascolto delle comunità in forma costruita.
Le guide metalliche per cartongesso sono le protagoniste di Drywall di Claudio Larcher e Sofia D’Andrea, una serie di arredi dove il design adotta la grammatica invisibile dell’architettura.
Un percorso tra musei, archivi, fondazioni e showroom che, nell’anno dei Giochi Olimpici, racconta Milano come un laboratorio in cui cultura, impresa e progetto convivono e si rafforzano a vicenda.
Tra la ceramica verde e le terre di Oaxaca, Omar Vergara Taller ha ampliato un appartamento con un rooftop ibrido dove si snodano sociale e privato, accogliendo la città intorno come un paesaggio.
Dalla Biennale di Venezia al Max Mara Art Prize for Women, la curatrice italiana racconta un modo di fare mostre basato su ascolto, relazioni e responsabilità verso artisti e contesti.
Cinque produzioni in cui interni, arredi e costumi non fanno da sfondo ma raccontano potere, lusso e differenze sociali, ora che Hbo Max è arrivata anche in Italia.
Sulla piattaforma vengono raccolte e condivise foto di vita quotidiana che ricordano con precisione, ma in maniera del tutto casuale, l’estetica del Rinascimento.
C'è una casa al centro del film di Trier con 9 nomination agli Oscar: le pareti custodiscono tutto ciò che la famiglia non ha mai risolto, trasformando lo spazio domestico in una trappola emotiva.
A 431 anni dal debutto londinese di Romeo e Giulietta, il mito dei due amanti di Verona continua a interrogare l’arte. Partendo dall'urgenza sentimentale imposta da Shakespeare, attraverso le tele di Hayez, Brown e Dicksee, il racconto della loro tragedia ha valicato i confini del palco per farsi carne, colore e sentimento.
Per la 64esima edizione, il Salone del Mobile.Milano si lascia alle spalle le collaborazioni da prima pagina degli anni scorsi e ricomincia dalla Fiera, a partire da una nuova sezione che è una sorta di anti-Alcova.
Il designer della Mayday usa sci, tute consumate e uno skeleton pieno di nastro adesivo per riflettere in Triennale su un design che non cerca l’effetto wow, ma ridefinisce processi, infrastrutture e scelte collettive.