Il cielo in Danimarca è spesso mutevole: banchi di nuvole plumbee si alternano a schiarite improvvise, luminose e malinconiche. Il vento, forte e costante, lo rende imprevedibile, trasformandolo in un campo instabile di aperture terse e piogge battenti. Dalla vigilia del solstizio d’estate, però, esiste un nuovo punto da cui osservarlo: non all’aperto, ma all’interno dell’Aros Aarhus Art Museum, attraverso As Seen Below – The Dome, la nuova opera monumentale di James Turrell e il più grande skyspace mai realizzato dall’artista in un contesto museale.
“Questo è un momento trasformativo per Aros. Con As Seen Below, non stiamo solo presentando un’installazione di riferimento di uno degli artisti più importanti del nostro tempo, ma stiamo anche creando un luogo di meraviglia, riflessione e connessione”, ha dichiarato Rebecca Matthews, direttrice del museo e Ceo di Aros.
L’opera non solo rafforza quindi il posizionamento di Aros come piattaforma internazionale per installazioni immersive, in continuità con opere iconiche già presenti nella collezione come Your rainbow panorama di Olafur Eliasson, ma rappresenta il centesimo skyspace di Turrell, sintetizzando oltre cinquant’anni di ricerca sulla soglia tra arte, architettura e fenomenologia della visione.
L’accesso avviene attraverso un corridoio sotterraneo che conduce a un ambiente rarefatto, dominato da una cupola con un oculo centrale. Si tratta di uno spazio fenomenologico progettato per favorire una contemplazione silenziosa delle qualità mutevoli della luce naturale, dove il cielo diventa una superficie bidimensionale mentre la luce artificiale ridefinisce continuamente i limiti dello spazio.
Con i suoi 16 metri di altezza e 40 di diametro, l’installazione si impone per scala e ambizione, introducendo tre diverse modalità di fruizione. Nella fase Open Sky, l’apertura resta visibile e il cielo si presenta come un campo cromatico in trasformazione.
Questo è un momento trasformativo per Aros. Con As Seen Below, non stiamo solo presentando un’installazione di riferimento di uno degli artisti più importanti del nostro tempo, ma stiamo anche creando un luogo di meraviglia, riflessione e connessione
Rebecca Matthews, direttrice del museo Aros.
In Colour Shift, l’oculo si chiude per concentrare la percezione sull’interno: le pareti perdono consistenza e lo spazio sembra dissolversi nella luce, che diventa l’unica protagonista. Le sessioni Twilight, infine, accompagnano il passaggio tra giorno e notte, sincronizzando le variazioni luminose interne con quelle atmosferiche.
As Seen Below conclude un più ampio intervento di espansione del museo, sviluppato con lo studio Schmidt Hammer Lassen, che include anche una nuova galleria ipogea, la Salling Galleriet, e uno spazio pubblico all’aperto. La realizzazione del progetto ha richiesto dieci anni di lavoro, un tempo lungo ma necessario per risolvere le complessità tecniche di una visione così ambiziosa e, al tempo stesso, creare le condizioni ideali per una nuova esperienza primaria dello spazio, sospesa nel tempo dilatato della luce e del cielo.
