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A Marsiglia con 95mila euro compri una casa di Fernand Pouillon, architetto dimenticato della ricostruzione francese

Otto appartamenti sono in vendita nel Building Canebière, realizzato nel 1952 da uno dei grandi architetti della ricostruzione francese, oggi riscoperto dopo decenni di relativa rimozione.

Otto appartamenti sono in vendita nel centro di Marsiglia, all’interno di uno degli edifici che meglio raccontano la poetica di Fernand Pouillon (1912-1986): uno dei grandi architetti della ricostruzione francese, autore di un’idea di casa accessibile ma non povera, dove il benessere degli abitanti e il diritto al bello restano sempre al centro del progetto.

Negli ultimi anni si è progressivamente ricomposta l’avvincente biografia di Pouillon e il catalogo delle sue numerose opere, realizzate tra Francia, Algeria e Iran. Coevo di Le Corbusier, come lui attivissimo e prolifico, ma al contrario sconosciuto ai più, Pouillon è oggi al centro di una riscoperta fatta di ricerche, mostre fotografiche, saggi, articoli e documentari.

© Marion Sacco, Hadrien Bastian - Architecture de Collection

La sua missione era costruire meglio e più velocemente, difendendo sempre il “diritto al bello”. Il suo motto, “200 unità abitative costruite in 200 giorni per 200 milioni di franchi”, rifiutava comunque le dinamiche che in tutta Europa stavano portando alla costruzione di edifici massicci e impersonali, concepiti più come contenitori che come case. E, senza cedere all’entusiasmo del cemento armato, Pouillon ha spesso reso visibile l’uso di materiali tradizionali come la pietra.

In questa vasta attività progettuale, rivolta soprattutto all’edilizia pubblica e sociale, un riferimento geografico fondamentale è proprio Marsiglia. La figura di Pouillon resta complessa anche per i suoi importanti interventi in Africa, difficili da separare dalla storia coloniale francese, nonostante la sua dichiarata posizione anticolonialista. Ma è grazie all’incarico di ricostruire alcuni quartieri marsigliesi rasi al suolo dai bombardamenti che la sua carriera diventa inarrestabile. Tra gli interventi più evidenti ci sono la ricostruzione del Vieux-Port, con sei edifici che ospitano 185 alloggi e spazi commerciali, e il complesso residenziale de La Tourette, che conta 260 alloggi.

© Valérie Ruperti - Architecture de Collection

Meno noto ma altrettanto significativo è il Building Canebière, completato nel 1952 nel primo arrondissement della città da Fernand Pouillon, René Egger e Jean-Louis Sourdeau. L’edificio, alto nove piani, è caratterizzato da una facciata curva, scandita da aperture e balconate che cercano la luce naturale e ribadiscono la volontà di Pouillon di garantire il massimo comfort agli spazi domestici.

Qui, gli otto appartamenti in vendita coprono diverse superfici, da 26 a 72 metri quadri, e sono tutti caratterizzati da un’impostazione a pianta libera, che consente di immaginare diversi layout, destini e usi. Il più piccolo è in vendita a 95mila euro, il più grande a 225mila.

© Valérie Ruperti - Architecture de Collection

Riconosciuto come un contributo prezioso al patrimonio architettonico del XX secolo, l’edificio sorge sul sito delle ex Nouvelles Galeries della Canebière, storico punto di riferimento del commercio al dettaglio marsigliese, costruito nel 1901 e attivo fino all’incendio che lo distrusse nel 1938. Il Building Canebière è, a ben vedere, molto più di un semplice complesso residenziale: si configura come una vera e propria “città-edificio”, capace di integrare abitazioni, uffici e una galleria commerciale. Non è un caso che, per un periodo, il palazzo abbia ospitato proprio lo studio del celebre architetto.

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