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A Smithfield, il nuovo London Museum fa dell’architettura la sua prima opera in mostra

Il London Museum, che aprirà nel novembre 2026, troverà casa nel General Market di Smithfield e, in una seconda fase, nel Poultry Market: due imprese ingegneristiche nel punto in cui si incrociano alcune delle anime più diverse della città.

L’area di Smithfield, a Londra, sembra già di per sé un frammento di storia urbana. Si trova all’incrocio tra alcune delle zone più riconoscibili della capitale: il Barbican, quasi una città nella città, è il suo vicino più immediato – un presidio culturale idealmente connesso alle strade di Clerkenwell, sede della sua design week annuale. Poco distante si estende la roccaforte finanziaria della City of London, un labirinto di pietra di Portland e giovani professionisti in giacca. Farringdon chiude l’ultimo margine: un luogo di transito e movimento, attraversato da ristoranti, flussi e spostamenti continui.

Oltre dieci anni fa, Smithfield è stata scelta come futura sede del Museum of London, lo spazio dedicato a raccontare la storia della capitale del Regno Unito. Situato al numero 150 di London Wall e integrato nel più ampio piano di riqualificazione del Barbican, il vecchio edificio museale era una semplice struttura del tardo Modernismo, probabilmente offuscata dalla presenza sia mitica sia fisica del Barbican stesso.

Stanton Williams e Asif Khan, London Museum Smithfield, 2026, Londra, Regno Unito. Courtesy London Museum

Progettato da Philip Powell e Hidalgo Moya, il complesso aveva aperto nel 1976 per poi chiudere nel dicembre 2022, salutando il pubblico con un fine settimana di eventi speciali e un’apertura straordinaria non-stop.

Già tra il 2014 e il 2015 erano stati confermati i piani per il trasferimento del Museum of London dall’austera sede in cemento armato progettata da Powell e Moya agli edifici del mercato di West Smithfield, molto più decorati e all’epoca vuoti: spazi storicamente legati al commercio di generi alimentari, destinati a diventare ben presto un luogo di scambio culturale.

Un concorso internazionale per un nuovo museo

Il progetto del nuovo London Museum è stato selezionato attraverso un concorso internazionale di architettura che ha raccolto circa 80 candidature da parte di 140 studi in tutto il mondo. Tra i partecipanti figuravano anche grandi nomi come Caruso St John e Big. Ad aggiudicarsi l’appalto è stata la cordata composta da Stanton Williams, Asif Khan e gli architetti della conservazione John Harrap, selezionati all’interno di una shortlist di sei team.

Stanton Williams e Asif Khan, London Museum Smithfield, 2026, Londra, Regno Unito. Courtesy London Museum

La scorsa settimana, il team che cura la rinascita del museo ha annunciato la data ufficiale dell’inaugurazione. A novembre 2026 i visitatori faranno il loro ingresso nei primi spazi riconvertiti del General Market. L’adiacente Poultry Market aprirà invece in una seconda fase, nel 2028.

Due mercati, due ere ingegneristiche

I due complessi rappresentano epoche distinte della storia architettonica londinese. Il General Market è stato costruito tra il 1881 e il 1883 su progetto di Sir Horace Jones, conosciuto soprattutto per il progetto del Tower Bridge.

La struttura riflette la fiducia e l'ottimismo dell’ingegneria tardo-vittoriana: una serie di colonne in ghisa Phoenix permetteva di sostenere una vasta sala commerciale libera da ingombri. Il tetto, invece, fu realizzato in legno lamellare anziché in ferro per contribuire a mantenere basse le temperature all’interno di un mercato animato dal flusso continuo di persone e merci.

 

Il successivo Poultry Market – riaperto nel 1963 dopo che un incendio aveva distrutto lo spazio vittoriano originale – ha ereditato la medesima intenzione spaziale, traducendola questa volta in un’enorme volta a guscio in cemento di circa 69 metri per 38. L’obiettivo era eliminare qualsiasi elemento di interruzione per il mercato all'ingrosso sottostante, dando vita a una cupola ribassata di proporzioni epiche e priva di sostegni intermedi.

Il paraboloide ellittico aveva l’aspetto di una cupola di cemento poco profonda, con una vetrata a cleristorio alla base che la faceva sembrare fluttuante. I lucernari circolari perforano ancora oggi quella che, al momento del suo completamento, veniva definita la più grande volta a guscio in cemento a campata libera d’Europa.

L’architettura come primo reperto

Gli spazi del London Museum saranno ricavati all'interno di queste strutture, preservate con cura e ancora intrise della memoria della secolare tradizione ingegneristica britannica.

Il progetto vincitore di Stanton Williams e Asif Khan si è distinto proprio per la scelta netta di celebrare l’architettura storica del sito come elemento centrale del museo: un’esposizione vivente di come il design possa alimentare il ritmo della città.

Un museo costruito intorno al tempo

Il percorso espositivo si svilupperà seguendo il medesimo fil rouge del tempo e del racconto urbano. Le tre sezioni principali dello spazio sono state nominate “Real Time”, “Our Time” e “Past Time”. Real Time, che fungerà da ingresso principale e sequenza di accoglienza, si svilupperà lungo Heritage Fund Street – un’ex strada coperta che sarà arricchita da “dati che catturano Londra nel momento presente”.

Stanton Williams e Asif Khan, London Museum Smithfield, 2026, Londra, Regno Unito. Courtesy London Museum

Our Time, ospitata nella Linbury Hall, diventerà “un vivace fulcro centrale per eventi e attività”. Past Time sarà invece sotterranea, ricavata sotto la Linbury Hall. Col tempo, questa rappresentazione elastica della linea temporale di Londra si espanderà all’interno del Poultry Market, accogliendo le aree dedicate a Imagined Time, Temporary Time e Deep Time – una suddivisione coerente per un museo che celebra una città in costante movimento e perennemente autoreferenziale.

Il London Museum non sarà soltanto un museo cittadino – il più grande al mondo nel suo genere – ma un importante quartiere culturale capace di attivare una porzione di Londra complessa e urbanisticamente articolata tanto quanto la metropoli stessa. La scelta di preservare l’architettura originaria del sito è probabilmente l’atto più emblematico nel raccontare la vita di una città come Londra: un luogo in cui persone, attività e tempo interagiscono, si sovrappongono e accadono incessantemente, nello stesso istante.

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