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Midjourney ha insegnato all’AI a sognare: ora vuole dirti se sei malato

La startup nota per le immagini generate con l’intelligenza artificiale ha presentato Midjourney Medical: un sistema full-body a ultrasuoni pensato per una futura spa a San Francisco, con l’obiettivo di rendere più accessibile la diagnostica per immagini.

Midjourney, la startup nota per uno dei più diffusi modelli di generazione di immagini con l'intelligenza artificiale, ha annunciato che sta realizzando un nuovo tipo di apparecchio per la diagnostica per immagini basato sugli ultrasuoni. Il dispositivo verrà installato per la prima volta in un centro benessere di nuova concezione che l'azienda vuole aprire a San Francisco nel 2027.

Sebbene possa sembrare il tipo di annuncio stravagante che ci si aspetterebbe da un’azienda all’apice di una bolla speculativa (il che potrebbe comunque essere vero), il progetto va ben oltre i rendering fantasiosi, visto che un prototipo sembra già esistere. La svolta è legata a un insolito accordo di licenza che Midjourney ha stretto con Butterfly Network, un’azienda che sviluppa la tecnologia degli ultrasuoni su chip.

Midjourney Full Body Scanner a ultrasuoni. Courtesy Midjourney

Lo scanner medico di Midjourney utilizza una serie di questi chip montati su una piattaforma cilindrica per eseguire un’ecografia completa del corpo. Il know-how nell’ambito dell’intelligenza artificiale entra in gioco dopo l’esame, aiutando la macchina a dare un senso a un’enorme quantità di dati rilevati tramite i sensori acustici.

Secondo Midjourney, l’obiettivo è arrivare al punto in cui tale esame possa raggiungere una definizione paragonabile a quella delle tradizionali risonanze magnetiche o delle Tac. L’obiettivo è sviluppare un dispositivo in grado di offrire immagini diagnostiche a un costo molto inferiore, invitando le persone a sottoporsi a tale esame come parte di una piacevole routine durante una visita in un centro simile a un centro benessere.

Da qui nasce l’idea della Midjourney Spa, dove l’azienda punta sia a testare i nuovi dispositivi sia a sperimentare il cambiamento culturale necessario per renderli praticabili a livello globale. “Si inizia entrando in una vasca poco profonda inondata di luce dorata. Poi si comincia a scendere nell’acqua. Il corpo attraversa un anello di sensori subacquei, ciascuno dei quali agisce come un delfino, utilizzando la propria ecolocalizzazione”, spiega Midjourney Medical in un post introduttivo sul blog ufficiale.

 

“I sensori inviano onde sonore ultrasoniche attraverso il corpo da ogni angolazione. Con un numero sufficiente di onde e di angolazioni, formiamo un’immagine di ciò che sta accadendo all’interno del corpo. L’obiettivo è che questo processo non richieda più di 60 secondi. Entri in acqua, esci dall’acqua e il gioco è fatto.”

Nonostante il tipico ottimismo acritico della Silicon Valley che traspare dall’annuncio e la scadenza serrata prevista per la commercializzazione, Midjourney ammette che trasformare il progetto da “vaporware” a realtà richiede ancora il superamento di diversi ostacoli. Il panorama normativo per l’approvazione della macchina per uso medico non è dei più facili da navigare, mentre la tecnologia stessa necessita ancora di un'evoluzione tecnica che non è detto possa essere semplice e lineare. 

La possibile superiorità delle ecografie full body rispetto alle tradizionali risonanze magnetiche è oggetto di dibattito, dato che gli ultrasuoni, ad esempio, non sono in grado di visualizzare i tessuti in organi pieni di gas, come i polmoni o l’intestino in caso di gonfiore, né riescono a penetrare adeguatamente nelle ossa per un'imaging accurato di fratture e altre condizioni.

Midjourney Full Body Scanner a ultrasuoni. Courtesy Midjourney

Il reparto marketing di Midjourney ha lavorato con grande attenzione per descrivere un futuro immaginario in cui la fisica è stata domata dalla volontà di progresso – almeno per come è intesa oggi dai giganti del mondo tech – e le spa a ultrasuoni sono ormai una realtà comune a livello globale. Il risultato, però, è un approccio progettuale che, così come le immagini, resta pieno di cliché fantascientifici ormai inflazionati. 

Perché la piscina in cui ci si immerge deve essere riempita di “luce dorata”, se non per aderire goffamente a un’estetica fantascientifica? Perché l’immaginario del tech sembra sempre attingere alla fantascienza per raccontare i propri prodotti? Perché questa visione del futuro deve sembrare qualcosa che solo poche persone possono permettersi, nonostante l’affermazione, per ora tutta da dimostrare, secondo cui una tecnologia così costosa e innovativa sarà alla portata delle masse?

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