Come trasformare la tua casa in un ufficio in 15 mosse

Se l’homeworking si fa impellente, il design risponde attraverso soluzioni flessibili pensate per proteggere l’attenzione del lavoratore e difendere allo stesso tempo la praticità e l’attrattività dello spazio.

Sphere Table, Hella Jougerius, Vitra, 2012 Una semisfera in plexiglass si insinua nell’angolo di un tavolo in legno apparentemente “normale”: la sua funzione è quello di schermare la persona seduta alla scrivania, proteggendone la privacy ma allo stesso tempo schermando il suo campo visivo per evitare inutili distrazioni. Progettato dalla designer olandese Hella Joungerius, Sphere Table è dal 2012 nel catalogo di Vitra, che aggiorna così il suo storico catalogo di arredi da ufficio con pezzi capaci di rispondere alle necessità del mondo del lavoro contemporaneo. Leggi il progetto Sphere Table su Domus

Island, Jordi Blasi, 2014 Island è un mobile contenitore flessibile che permette di riunire tutti gli oggetti relativi alla sfera del lavoro in uno spazio estremamente contenuto. Costituito da un pannello in acciaio perforato sostenuto da un’asta in metallo tubolare, è attrezzato con alcuni ganci per appendere abiti, mentre i contenitori fissati al pannello di acciaio perforato ospitano computer e quaderni. Personalizzabile a seconda dei gusti e delle esigenze, prevede anche la possibilità di far ruotare il piano metallico fino ad assumere una posizione orizzontale. Leggi il progetto Island su Domus

Hack, Konstantin Grcic, Vitra, 2016 Progettato, come il nome stesso sottende, come una soluzione per hackerare il mondo dell’ufficio tradizionale attraverso una soluzione flessibile, Hack si distingue per l’estetica dei pannelli OSB, che gli conferiscono un carattere informale, e per la possibilità di adeguare manualmente l’altezza del piano di lavoro. Allo stesso tempo, Hack può essere smontato con pochi semplici gesti e riposto in uno spazio estremamente contenuto nel caso in cui l’esigenza di avere un tavolo dedicato al lavoro viene meno. Leggi il progetto Hack su Domus

Rolling workspace, Nendo, 2016 Originariamente sviluppato come concept table in occasione della fiera dei mobili da ufficio Orgatec a Colonia, questo tavolo da lavoro in pannelli multistrato si distingue per la presenza di solchi pensati per ospitare grandi pannelli di legno circolari che fungono da schermo alla vista e ai rumori altrui. Una volta finito di lavorare, i pannelli possono essere riposti, liberando spazio e ritornando ad una cosiddetta “normalità”.

New Order, Stefan Diez, Hay, 2018 Pensato per coniugare versatilità e razionalizzazione dello spazio di lavoro, questo sistema di scaffalature e mobili in alluminio offre molteplici pezzi che, combinati, permettono di gestire in maniera integrata la compresenza di mobili contenitori e piani di lavoro. La progettazione di piccoli dettagli, dalla gestione dei cavi all’archiviazione di strumenti manuali o appunti, contribuisce nell’insieme ad orchestrare l’efficienza di questa nuova piattaforma da ufficio che ben si adatta, anche grazie ad una palette colori studiata, ad inserirsi nell’ambiente domestico senza monotonia.

Soft Work, Edward Barber & Jay Osgerby, Vitra, 2018 Per chi non ha paura di vedere impattata la propria produttività attraverso modalità di lavoro laid back, Vitra produce un grande divano pensato per accogliere i lavoratori della conoscenza più inclini ad uno stile di lavoro informale. Piani di appoggio inseriti tra le sedute permettono infatti di appoggiare laptop ed oggetti personali, mentre schermi divisori contribuiscono a garantire una modalità cocoon.

Grafeiphobia Unexpected Office, Geoffrey Pascal, Design Academy Eindhoven, 2018 Sviluppato come progetto di laurea, Grafeiphobia guarda alle necessità di tutte quelle persone che, il più delle volte assecondando preferenze personali, amano lavorare dal proprio letto. Strutture in ferro o legno, completate da componenti imbottite, permettono di allungarsi supini come di lavorare a pancia in giù, riprendendo le ergonomie codificate dalla NASA per la permanenza degli astronauti nello spazio. La scelta del blue elettrico e del rosa, completate da colori neutri quali il bianco panna, il grigio e l’avio, contribuisce ad instillare vitalità all’interno dell’ambiente domestico.

BuzziBracks, Alain Gilles, BuzziSpace, 2018 Per raccogliere i propri pensieri isolandosi temporaneamente da chi ci circonda, il designer belga Alain Gilles mette a punto un sistema di strati fonoassorbenti che ci proteggono visivamente e acusticamente dagli stimoli ambientali. Altezza degli elementi e finiture, inclusi tessuti acustici dal catalogo di Kvadrat, possono essere configurati seguendo le proprie esigenze. La compresenza della struttura di metallo e tessuto regala una complessità visiva che ben si adatta alle necessità decorative dell’ambiente domestico. Leggi il progetto BuzziBracks su Domus  

Rognan, Ikea, 2017 Primo pezzo della linea di mobili robotici che Ikea si appresta a lanciare nel 2020, questo modulo abitativo include letto, scrivania, armadio e divano. Lanciata in anteprima in Asia, là dove la presenza di monolocali o abitazioni capsule è particolarmente diffusa, la soluzione permette di economizzare circa 8 mq di spazio. Leggi il progetto Rognan su Domus

Appartamento a Valencia, Francesc Rifé Studio, 2019 Il tavolo centrale si impone come soluzione versatile, da usare all’occorrenza come tavolo da pranzo o scrivania. Il piano di appoggio a parete permette di riporre temporaneamente oggetti o si offre all’occorrenza come spazio di lavoro aggiuntivo. Leggi il progetto su Domus

Co-working a Taipei, Yuan Architects Un room divider su misura integrato nella volumetria domestica si offre come cortina per separare chi lavora dagli spazi di passaggio, incrementando i piani di appoggio per libri o complementi d’arredo. Leggi il progetto su Domus

Co-working Muuto a Copenhagen Per gli irriducibili del lavoro sul divano, la presenza di tanti piccoli tavolini bassi moltiplica i piani di appoggio per laptop e appunti, mentre lo spazio circostante non cede alla tentazione di modificare il “tono di voce” dello spazio, rigettando il registro più serioso e prevedibile dell’ufficio. Leggi il progetto su Domus

Appartamento a Lisbona, Arriba architects, 2019 Per coloro che prediligono ambienti monacali come spazi per il raccoglimento, il soppalco nel sottotetto si presta ad epurare tutti gli stimoli visivi, favorendo la concentrazione e godendo al contempo dei benefici dell’esposizione diretta alla luce zenitale. Leggi il progetto su Domus

Collage House, S+PS Architects, 2016 Una parete tra due finestre permette di organizzare uno spazio di lavoro dedicato dove tavolo e mensole condensano in un unico punto tutto il necessario per assolvere ai propri impegni lavorativi quotidiani. Intorno, la vitalità domestica irrompe attraverso la preminenza della vegetazione e degli affacci sulle altre stanze della casa. Leggi il progetto su Domus

sChaise, Smarin, 2019 Se stare seduti troppo a lungo sulla sedia sbagliata rischia di rovinarci la salute a lungo termine, la sChaise di Smarin promette di invertire la tendenza dandoci la possibilità di fare dei veri esercizi di seduta mentre lavoriamo. A differenza delle sedie normali, gli elastici che formano la base di sChaise sono progettati insieme a medici e fisioterapisti per promuovere la mobilità del bacino e della colonna vertebrale, contribuendo a rivitalizzare il benessere del corpo a lungo termine.

Scelta professionale e di vita o, come accade tristemente in questi giorni, direttiva sanitaria a cui è necessario adeguarsi per proteggere la nostra comunità, l’homeworking si afferma come una pratica sempre più diffusa tra moltissime tipologie di lavoratori. La dimensione dello spazio domestico ne è chiaramente coinvolta: organizzare un angolo ufficio efficiente, al riparo dalle distrazioni di stimoli ambientali sollecitati da oggetti o altre persone, si rivela fondamentale per garantire un equilibrio sensato tra le opportunità offerte dall’home office e i molteplici livelli di coesistenza e prossimità che la casa inevitabilmente racchiude dentro di sé.

Rispondendo alla necessità di far convergere tra le mura domestiche oggetti, tempi e spazi dedicati al lavoro, la casa reagisce facendosi elastica e regolando il confine tra vita digitale e attività domestiche attraverso soluzioni flessibili. Meno ortodossi rispetto a quanto non avremmo creduto possibile anche solo dieci anni fa, questi nuovi uffici nella casa dimostrano innanzitutto di potersi adattare alle esigenze dei singoli, trasformandosi in postazioni informali, impegnandosi per programmare l’organizzazione del lavoro, e concedendosi l’utilizzo di colori vivaci e materiali che fanno dell’ufficio domestico uno spazio aperto all’improvvisazione e al gioco.

Con questo spirito, abbiamo selezionato quindici progetti che guardano alle potenzialità dello smart working domestico con originalità e nuovo pragmatismo. Moltissimi sono gli aspetti progettuali investiti in queste ricerche: dall’economia di metri quadri grazie alla flessibilità di arredi che appaiono e scompaiono, alla ritrovata ergonomia che tenta di preservarci da una vita di immobilità davanti allo schermo, fino a mobili contenitori a cui affidare l’ordine dei nostri beni personali e, perché no, di pensieri che è sempre più necessario poter proteggere.

Sphere Table, Hella Jougerius, Vitra, 2012

Una semisfera in plexiglass si insinua nell’angolo di un tavolo in legno apparentemente “normale”: la sua funzione è quello di schermare la persona seduta alla scrivania, proteggendone la privacy ma allo stesso tempo schermando il suo campo visivo per evitare inutili distrazioni. Progettato dalla designer olandese Hella Joungerius, Sphere Table è dal 2012 nel catalogo di Vitra, che aggiorna così il suo storico catalogo di arredi da ufficio con pezzi capaci di rispondere alle necessità del mondo del lavoro contemporaneo. Leggi il progetto Sphere Table su Domus

Island, Jordi Blasi, 2014

Island è un mobile contenitore flessibile che permette di riunire tutti gli oggetti relativi alla sfera del lavoro in uno spazio estremamente contenuto. Costituito da un pannello in acciaio perforato sostenuto da un’asta in metallo tubolare, è attrezzato con alcuni ganci per appendere abiti, mentre i contenitori fissati al pannello di acciaio perforato ospitano computer e quaderni. Personalizzabile a seconda dei gusti e delle esigenze, prevede anche la possibilità di far ruotare il piano metallico fino ad assumere una posizione orizzontale. Leggi il progetto Island su Domus

Hack, Konstantin Grcic, Vitra, 2016

Progettato, come il nome stesso sottende, come una soluzione per hackerare il mondo dell’ufficio tradizionale attraverso una soluzione flessibile, Hack si distingue per l’estetica dei pannelli OSB, che gli conferiscono un carattere informale, e per la possibilità di adeguare manualmente l’altezza del piano di lavoro. Allo stesso tempo, Hack può essere smontato con pochi semplici gesti e riposto in uno spazio estremamente contenuto nel caso in cui l’esigenza di avere un tavolo dedicato al lavoro viene meno. Leggi il progetto Hack su Domus

Rolling workspace, Nendo, 2016

Originariamente sviluppato come concept table in occasione della fiera dei mobili da ufficio Orgatec a Colonia, questo tavolo da lavoro in pannelli multistrato si distingue per la presenza di solchi pensati per ospitare grandi pannelli di legno circolari che fungono da schermo alla vista e ai rumori altrui. Una volta finito di lavorare, i pannelli possono essere riposti, liberando spazio e ritornando ad una cosiddetta “normalità”.

New Order, Stefan Diez, Hay, 2018

Pensato per coniugare versatilità e razionalizzazione dello spazio di lavoro, questo sistema di scaffalature e mobili in alluminio offre molteplici pezzi che, combinati, permettono di gestire in maniera integrata la compresenza di mobili contenitori e piani di lavoro. La progettazione di piccoli dettagli, dalla gestione dei cavi all’archiviazione di strumenti manuali o appunti, contribuisce nell’insieme ad orchestrare l’efficienza di questa nuova piattaforma da ufficio che ben si adatta, anche grazie ad una palette colori studiata, ad inserirsi nell’ambiente domestico senza monotonia.

Soft Work, Edward Barber & Jay Osgerby, Vitra, 2018

Per chi non ha paura di vedere impattata la propria produttività attraverso modalità di lavoro laid back, Vitra produce un grande divano pensato per accogliere i lavoratori della conoscenza più inclini ad uno stile di lavoro informale. Piani di appoggio inseriti tra le sedute permettono infatti di appoggiare laptop ed oggetti personali, mentre schermi divisori contribuiscono a garantire una modalità cocoon.

Grafeiphobia Unexpected Office, Geoffrey Pascal, Design Academy Eindhoven, 2018

Sviluppato come progetto di laurea, Grafeiphobia guarda alle necessità di tutte quelle persone che, il più delle volte assecondando preferenze personali, amano lavorare dal proprio letto. Strutture in ferro o legno, completate da componenti imbottite, permettono di allungarsi supini come di lavorare a pancia in giù, riprendendo le ergonomie codificate dalla NASA per la permanenza degli astronauti nello spazio. La scelta del blue elettrico e del rosa, completate da colori neutri quali il bianco panna, il grigio e l’avio, contribuisce ad instillare vitalità all’interno dell’ambiente domestico.

BuzziBracks, Alain Gilles, BuzziSpace, 2018

Per raccogliere i propri pensieri isolandosi temporaneamente da chi ci circonda, il designer belga Alain Gilles mette a punto un sistema di strati fonoassorbenti che ci proteggono visivamente e acusticamente dagli stimoli ambientali. Altezza degli elementi e finiture, inclusi tessuti acustici dal catalogo di Kvadrat, possono essere configurati seguendo le proprie esigenze. La compresenza della struttura di metallo e tessuto regala una complessità visiva che ben si adatta alle necessità decorative dell’ambiente domestico. Leggi il progetto BuzziBracks su Domus  

Rognan, Ikea, 2017

Primo pezzo della linea di mobili robotici che Ikea si appresta a lanciare nel 2020, questo modulo abitativo include letto, scrivania, armadio e divano. Lanciata in anteprima in Asia, là dove la presenza di monolocali o abitazioni capsule è particolarmente diffusa, la soluzione permette di economizzare circa 8 mq di spazio. Leggi il progetto Rognan su Domus

Appartamento a Valencia, Francesc Rifé Studio, 2019

Il tavolo centrale si impone come soluzione versatile, da usare all’occorrenza come tavolo da pranzo o scrivania. Il piano di appoggio a parete permette di riporre temporaneamente oggetti o si offre all’occorrenza come spazio di lavoro aggiuntivo. Leggi il progetto su Domus

Co-working a Taipei, Yuan Architects

Un room divider su misura integrato nella volumetria domestica si offre come cortina per separare chi lavora dagli spazi di passaggio, incrementando i piani di appoggio per libri o complementi d’arredo. Leggi il progetto su Domus

Co-working Muuto a Copenhagen

Per gli irriducibili del lavoro sul divano, la presenza di tanti piccoli tavolini bassi moltiplica i piani di appoggio per laptop e appunti, mentre lo spazio circostante non cede alla tentazione di modificare il “tono di voce” dello spazio, rigettando il registro più serioso e prevedibile dell’ufficio. Leggi il progetto su Domus

Appartamento a Lisbona, Arriba architects, 2019

Per coloro che prediligono ambienti monacali come spazi per il raccoglimento, il soppalco nel sottotetto si presta ad epurare tutti gli stimoli visivi, favorendo la concentrazione e godendo al contempo dei benefici dell’esposizione diretta alla luce zenitale. Leggi il progetto su Domus

Collage House, S+PS Architects, 2016

Una parete tra due finestre permette di organizzare uno spazio di lavoro dedicato dove tavolo e mensole condensano in un unico punto tutto il necessario per assolvere ai propri impegni lavorativi quotidiani. Intorno, la vitalità domestica irrompe attraverso la preminenza della vegetazione e degli affacci sulle altre stanze della casa. Leggi il progetto su Domus

sChaise, Smarin, 2019

Se stare seduti troppo a lungo sulla sedia sbagliata rischia di rovinarci la salute a lungo termine, la sChaise di Smarin promette di invertire la tendenza dandoci la possibilità di fare dei veri esercizi di seduta mentre lavoriamo. A differenza delle sedie normali, gli elastici che formano la base di sChaise sono progettati insieme a medici e fisioterapisti per promuovere la mobilità del bacino e della colonna vertebrale, contribuendo a rivitalizzare il benessere del corpo a lungo termine.