Nel calendario dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 lo sport incontra l’arte, la storia, il design e la creatività nelle sue forme più varie. Oltre a gare e cerimonie di premiazione, la venticinquesima edizione delle Olimpiadi Invernali presenta un progetto culturale articolato che coinvolge musei, archivi, fondazioni e spazi espositivi in tutta Italia. Questa tradizione affonda le sue radici nel secondo dopoguerra: è dalla metà degli anni Cinquanta che venne istituito formalmente il programma culturale olimpico, per il quale alla città ospitante veniva chiesto di organizzare una serie di eventi artistici che mettesse in luce il meglio della cultura del Paese ospitante.
Le mostre da non perdere durante Milano Cortina 2026: lo sport diventa arte, design e racconto
Una selezione di mostre dedicate agli sport invernali e al loro immaginario, dalle Olimpiadi di ieri ai linguaggi del presente, che accompagna i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con un racconto che attraversa diverse città, da Milano a Trento, passando per Cortina e Venezia.
Foto Andrea e Filippo Tagliabue – FTfoto, © Triennale Milano
Sport. Le sfide del corpo Veduta della mostra, Foto Mart, Jacopo Salvi, 2025
Veduta della mostra, I Giochi Olimpici, Fondazione Rovati, Foto Daniele Portanome
Veduta della mostra Competition, Fondazione Museo Storico del Trentino, ©P.Cattani
Giochi olimpici invernali del 1948. St. Moritz, Svizzera. Immagine di Walter Sanders © 1948. The Picture Collection LLC. Tutti i diritti riservati.
Utagawa Kunisada, Tre dame in barca in un paesaggio nevoso, Giappone, periodo Edo 1847-52 xilografia, inchiostri policromi su carta, MUCIV-Museo delle Civiltà, Roma RETE MIPAM
Sonia Leimer, 8, 2025. Legno, stampa digitale su tappeto (feltro agugliato), acciaio inossidabile, plexiglass 42 torce olimpiche (per gentile concessione dell'Associazione Olympic Aid and Sport Promotion Project) Per gentile concessione dell'artista e della Galerie nächst St. Stephan Rosemarie Schwarzwälder Veduta dell'installazione, What We Carry, Museion, 13.11.2025-29.03.2026 Crediti fotografici: Luca Guadagnini
Veduta della mostra, foto Michele Nastasi
Casa Italia Cortina © Marco Tripodi per CONI
Sophia Loren a Cortina d'Ampezzo in occasione dei VIl Giochi Olimpici Invernali TM, 30 gennaio 1956 Fotografia di Publifoto Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Olaf Nicolai, EisfeldII. Veduta dell'installazione, dicembre 2025, Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture. Foto di Stefano Mazzola / Getty Images. Per gentile concessione di Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture e dell'artista.
Franco Albini per le Olimpiadi del 1956. Courtesy Fondazione Franco Albini
© Francesca Piovesan Courtesy Fulvio Morella
Charlotte Perriand sulla sua chiase longue © F.L.C. / ADAGP, Paris 2019 © ADAGP, Paris 2019 © AChP
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- Carla Tozzi
- 04 febbraio 2026
Il polo principale dell’Olimpiade Culturale di quest’anno è ovviamente Milano. A Palazzo Reale, tre attesissime mostre segnano la stagione: Anselm Kiefer nella Sala delle Cariatidi, il monumentale progetto espositivo curato da Vincenzo Trione Metafisica/Metafisiche – che si estende anche in altre tre sedi, Museo del Novecento, Grande Brera a Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia – e l'ampia retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe.
Accanto a queste produzioni di grande portata, la città attiva una rete più ampia di istituzioni anche grazie al programma di Milano MuseoCity, che rafforza il legame con Milano Cortina 2026 attraverso mostre, aperture straordinarie, itinerari e progetti speciali capaci di connettere luoghi e pubblici diversi. Tra queste, sicuramente da non perdere la mostra della Fondazione Pirelli che ha come protagonisti l’inverno, gli sport su neve e ghiaccio e le imprese che hanno lasciato un segno nella storia, nei prodotti e nella comunicazione del marchio italiano.
Raccontare gli sport invernali, e i legami che queste discipline hanno intrecciato con arte, design e tecnologie è l’obiettivo di molte mostre che accompagnano questo evento internazionale in vari musei del Nord Italia. Dalle fiaccole olimpiche esposte in un’installazione ad hoc al Museion di Bolzano, alla storia delle Olimpiadi dall’antichità a oggi alla Fondazione Rovati, il percorso si estende al design come strumento di innovazione e inclusione in IN-PLAY. Design for Sport all’ADI Design Museum e al dialogo tra progetto e performance in White Out. The Future of Winter Sports alla Triennale Milano.
Attraverso le fotografie, poi, si articola il racconto dell’impatto che le Olimpiadi Invernali hanno avuto sulla società più in generale: a Verona, le immagini degli archivi della rivista LIFE restituiscono quasi quarant’anni di immaginario sportivo, mentre le fotografie di Publifoto alle Gallerie d’Italia di Milano ricostruiscono l’evento delle Olimpiadi di Cortina 1956.
L’itinerario delle mostre da visitare durante le Olimpiadi Invernali arriva fino a Venezia, con l’artista tedesco Olaf Nicolai che ha trasformato la sala da ballo settecentesca di Palazzo Diedo in una pista di pattinaggio; mentre in alta quota, a 2.732 metri di altitudine, il centro espositivo Lagazuoi Expo Dolomiti ospita la mostra Cortina di Stelle dell’artista italiano Fulvio Morella, un percorso immersivo in cui il sistema di lettura e scrittura Braille è presentato come linguaggio artistico e strumento di inclusione.
Domus ha selezionato le mostre da non perdere durante il periodo delle Olimpiadi, per entrare appieno nello spirito olimpico e farsi travolgere dal fascino della competizione.
Immagine di apertura: Walter Niedermayr Happo One III 2000. c-print, Courtesy l’artista, Ncontemporary Milano, Galerie Widauer Innsbruck
Che ruolo ha il design nella pratica sportiva in ambienti estremi? A partire da questa domanda prende forma White Out. The Future of Winter Sports, la mostra in corso fino al 15 marzo alla Triennale Milano, curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli, nel programma culturale di Milano-Cortina 2026. L’esposizione indaga il rapporto tra design e sport invernali, mostrando la complementarietà di queste due discipline. Se da una parte il design ha reso queste pratiche tecnicamente possibili, sicure e performanti, dall’altra le richieste tecniche hanno contribuito allo sviluppo e alla ricerca di nuovi materiali, forme e tecnologie. Il percorso, articolato in sezioni tematiche, presenta circa duecento oggetti, tra attrezzature sportive, dispositivi di sicurezza, equipaggiamenti e progetti architettonici dal 1938 a oggi. In mostra tute da gara, sci olimpici e paralimpici, un bob della nazionale tedesca e un sit-ski in fibra di carbonio, a testimonianza della centralità del design per atleti normodotati e con disabilità.
Dall’antica Grecia alle icone contemporanee, Sport. Le sfide del corpo esplora il corpo come strumento performativo nella pratica sportiva. La grande mostra del Mart di Rovereto, fino al 22 marzo 2026 per l’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, è curata da Antonio Calbi e Daniela Ferrari e presenta trecentocinquanta opere tra arte, oggetti, documenti e cimeli. Suddiviso in otto sezioni tematiche, il percorso attraversa oltre duemila anni di storia del movimento: sculture e vasi dell’antichità, le fotografie di Eadweard Muybridge, e poi opere di Umberto Boccioni, Robert Mapplethorpe, Renato Guttuso, Massimo Campigli e molti altri artisti contemporanei e non. In questa mostra i capolavori del Mart sono presentati in dialogo con prestiti da musei italiani, insieme a fotografie d’epoca, trofei e materiali d’archivio, in una riflessione sullo sport come fenomeno di massa, e sull’arte come costruttrice dell’iconografia del mito.
Dalla Grecia antica alle Olimpiadi del futuro, I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni racconta l’epopea dello sport come rito, mito e linguaggio universale. In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la Fondazione Luigi Rovati presenta una grande mostra che ripercorre protagonisti e valori dell’agonismo dall’antichità a oggi. Realizzata in coproduzione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, e curata da Anne-Cécile Jaccard, Patricia Reymond, Giulio Paolucci e Lionel Pernet, l’esposizione sovrappone mondo antico e contemporaneo per raccontare la continuità dell’ideale olimpico. Articolata in cinque sezioni, la mostra mette in dialogo reperti archeologici e oggetti moderni, svelando i legami tra sport, arte e spiritualità. Tra i prestiti spiccano la Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia e cimeli come la maglia di Usain Bolt e i guantoni di Pierre de Coubertin.
Competition è il terzo e ultimo atto del progetto pluriennale Anelli di congiunzione e indaga il ruolo delle emozioni negli sport olimpici e paralimpici, accompagnando il visitatore nella mente dell’atleta prima, durante e dopo la gara. Al centro del progetto le sei emozioni di base – felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto – come forze che uniscono sportivi e pubblico e che, ai massimi livelli, diventano decisive quanto la preparazione fisica. Il percorso si apre con un richiamo agli studi di Charles Darwin e Paul Ekman e si articola in quattro grandi aree immersive: Speed and Emotion, Before, During e After the competition, con immagini dagli archivi del Museo Olimpico di Losanna. Due installazioni interattive, Face Recognition e Words of Olympians, creano un legame diretto con gli atleti. Il finale è dedicato ai “Teatri di gara” in Trentino per Milano Cortina 2026, con spazi VR e una palestra digitale per i più giovani.
Dalle piste innevate degli anni Trenta ai sogni olimpici del dopoguerra, Winter games! Gli sport invernali è un viaggio per immagini nella storia del Novecento, attraverso l’obiettivo della rivista LIFE. Dal 20 febbraio al 2 giugno 2026, il Centro Internazionale di Fotografia – Scavi Scaligeri di Verona riapre al pubblico con una mostra che vede al centro il rapporto tra sport, fotografia e immaginario collettivo. Curata da Simone Azzoni su idea di Giuseppe Ceroni, l’esposizione presenta circa cento immagini, molte inedite, firmate da maestri come Alfred Eisenstaedt, George Silk, Ralph Crane e John Dominis. Dalle Olimpiadi di Garmisch-Partenkirchen 1936 a Sapporo 1972, passando per Cortina 1956, le fotografie raccontano quasi quarant’anni di storia segnati da guerre, ricostruzione e crescita economica. Gli atleti diventano corpi in movimento e icone di un’epoca, mentre vacanze, mode e resort svelano lo sport come rito collettivo e simbolo di progresso. Il percorso, articolato in sei sezioni tematiche, si snoda negli ambienti restaurati degli Scavi Scaligeri, in un dialogo suggestivo tra immagini e archeologia.
La neve come fenomeno naturale, ma anche come elemento che attraversa culture, scienze e arti. Il senso della neve, mostra curata da Sara Rizzo e Alessandro Oldani in collaborazione con la rete MIPAM, propone un viaggio multidisciplinare tra scienza, arte e antropologia, riunendo oltre centocinquanta opere tra dipinti, installazioni e oggetti etnografici. Il percorso si apre con le boules à neige e con gli studi di Bentley e Nakaya sui cristalli, accostati ai fiocchi generati al computer da Barbara T. Smith. Dalle culture artiche, antartiche e tibetane alle tradizioni rituali legate allo sciamanesimo, la neve emerge come materia di identità e simbolo. Nell’arte europea, da Brueghel a Longoni e Ligabue, assume il ruolo di metafora visiva, mentre nelle stampe giapponesi di Hiroshige e Kunisada evoca purezza ed effimero, fino alla “nevicata sospesa” dell’installazione di Chiharu Shiota nell’agorà del Mudec. Il percorso espositivo arriva fino alla contemporaneità con opera di Judy Chicago, Pia Arke, Irene Kopelman e Walter Niedermayr, in cui neve e ghiaccio diventano strumenti di riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, aprendo uno sguardo critico sul presente e sui suoi equilibri sempre più instabili.
Il passaggio della fiamma olimpica può essere inteso come metafora dei valori che la società sceglie di trasmettere. What We Carry, mostra di Sonia Leimer e Christian Kosmas Mayer al Museion di Bolzano fino al 29 marzo 2026, racconta il legame tra l’arte contemporanea e i valori dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: inclusione, sostenibilità ed eredità. Con il supporto curatoriale di Bart van der Heide, il progetto unisce opere inedite dei due artisti a una collezione straordinaria di quarantatré torce olimpiche (1936–2024), riflettendo sui temi del potere, della visibilità e della memoria. Al centro dell’allestimento, una scultura lunga cinquanta metri a forma di infinito, ideata da Sonia Leimer, accoglie le torce come su una pista simbolica, trasformandole in segni di continuità e trasformazione. Christian Kosmas Mayer mette in dialogo la prima torcia del 1936 con la storia dell’atleta afroamericano Cornelius Johnson e della sua “quercia olimpica”, evocando il contrasto tra propaganda e memoria vissuta. A completare il percorso il video Solar di Leimer, che rilegge la nascita rituale della fiamma attraverso luce, paesaggio e racconto personale
IN-PLAY. Design for Sport, mostra dell’ADI Design Museum in occasione di Milano Cortina 2026, esplora le trasformazioni dello sport come piattaforma globale di confronto e laboratorio di sperimentazione progettuale. Curata da Davide Fabio Colaci con Giulia Novati, l’esposizione indaga il rapporto tra sport, diritti umani e cultura del progetto, partendo dal principio che riconosce lo sport come diritto fondamentale. Oggetti iconici e innovazioni recenti raccontano un ecosistema in cui corpo, tecnologia e ambiente si influenzano vicendevolmente: materiali avanzati, dispositivi intelligenti, protesi e sistemi di servizio ridefiniscono performance ed esperienza sportiva. Il percorso si apre anche a discipline emergenti e a scenari in cui dati, intelligenza artificiale e ricerca biomedica trasformano il senso stesso della competizione. L’allestimento, composto da tribune modulari in alluminio e superfici ricavate da piste di atletica dismesse, è reversibile e sostenibile.
Quando lo sport incontra l’arte, nasce un racconto capace di rappresentare un Paese intero. In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il CONI presenta Casa Italia, che per la prima volta apre al pubblico nelle vesti di spazio culturale diffuso tra Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo. Piattaforma di accoglienza e racconto dell’Italia attraverso cultura, innovazione, sostenibilità e tradizione, Casa Italia si trasforma in un percorso immersivo che valorizza il patrimonio umano e creativo del Paese. Il tema scelto è Musa, omaggio al potere ispiratore dell’Italia, intesa come fonte di bellezza, memoria e visione. Sintesi di un progetto avviato nel 2016, Musa raccoglie l’eredità delle edizioni precedenti e consolida Casa Italia come punto di incontro culturale di respiro internazionale. Il concept prende forma in tre sedi d’eccezione – Triennale Milano, Aquagranda Livigno e Galleria Farsetti a Cortina — trasformate in scenari emozionali dove sport, arte, architettura e design dialogano.
Prima che le Olimpiadi diventassero un evento mediatico globale come lo conosciamo oggi, furono le immagini a costruirne il mito. La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956 è la mostra che le Gallerie d’Italia presentano nella sede di Milano dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, a cura di Aldo Grasso, in occasione di Milano Cortina 2026. L’esposizione valorizza i servizi fotografici dell’Agenzia Publifoto, testimoni delle prime Olimpiadi Invernali ospitate in Italia. Attraverso scatti in bianco e nero e rare immagini a colori, il percorso ricostruisce l’evento fin dalle sue premesse: la costruzione delle infrastrutture, l’arrivo della fiaccola, la cerimonia di apertura, il “dietro le quinte” delle gare e la serata conclusiva. Atleti in allenamento, momenti di svago, pubblico, cronisti e immagini commissionate dalle aziende restituiscono un immaginario che racconta non solo lo sport, ma anche l’Italia del 1956, nel pieno del boom economico.
Le Olimpiadi Invernali arrivano fino a Venezia: Berggruen Arts & Culture presenta Eisfeld II, installazione di ghiaccio artificiale di Olaf Nicolai, allestita a Palazzo Diedo fino al 22 febbraio 2026. L’opera consiste in una pista di pattinaggio di cento metri quadrati collocata nella sala da ballo affrescata del palazzo settecentesco, creando un dialogo tra gesto sportivo, spazio storico e paesaggio artificiale. Sei altoparlanti diffondono una composizione sonora che amplifica i movimenti dei visitatori, trasformando il pattinaggio in un’esperienza sensoriale e collettiva. Originariamente ideata oltre vent’anni fa, Eisfeld II è stata reinterpretata appositamente per Palazzo Diedo. Ai lati della pista, i light box ENJOY/SURVIVE I & II invitano a riflettere sul delicato equilibrio tra piacere e sopravvivenza. L’installazione stimola inoltre una riflessione sul ruolo dei luoghi d’arte, intesi come spazi aperti al pubblico che invitano alla partecipazione.
Con l’apertura al pubblico della nuova sede in via Saffi 27, la Fondazione Franco Albini celebra le Olimpiadi invernali di quest’anno con uno dei capitoli forse meno noti ma molto ambiziosi della storia del design italiano: il progetto per le Olimpiadi Invernali di Cortina 1956 affidato a Franco Albini, Franca Helg e Albe Steiner. Attraverso fotografie, disegni e documenti d’archivio, l’esposizione ricostruisce le soluzioni grafiche e di allestimento immaginate per l’evento, molte delle quali rimasero solo sulla carta per la loro audacia progettuale, permettendo di esplorare la relazione tra elementi di grafica, architettura e comunicazione su larga scala. In mostra anche un filmato composto da tre bobine in bianco e nero e due a colori, che documenta l’allestimento del centro abitato, unico caso in cui Albini decise di filmare una propria opera. Curata dalla Fondazione Franco Albini e allestita da Studio Albini Associati, la mostra racconta tutta la forza di un progetto che anticipava il modo contemporaneo di pensare i grandi eventi.
A 2732 m di quota, la mostra Cortina di Stelle trova nello spazio espositivo che la ospita, Lagazuoi Expo Dolomiti, un contesto naturale di straordinaria suggestione, sospeso tra le Dolomiti, dove luce, roccia e altitudine amplificano l’esperienza del visitatore. Al centro del progetto ci sono i lavori dell'artista italiano Fulvio Morella, che presenta tre cicli di opere in cui il Braille diventa linguaggio artistico e strumento di inclusione. Il progetto, curato da Sabino Maria Frassà con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e dell’INJA “Louis Braille”, nasce anche dal confronto con atleti paralimpici in collaborazione con la FISIP. Le opere comprendono Blind Wood, quadri-scultura tattili in legno e metallo; Braille Stellato, costellazioni e messaggi criptati; e Braillight, sculture luminose in acciaio e amaranto in cui la luce scaturisce dal Braille. In alta quota, la mostra si configura come un percorso che invita a superare il limite visivo, proponendo una riflessione su percezione, accessibilità, arte, e natura.
Charlotte Perriand: Dalla Montagna La Forza è la mostra in programma dal 6 febbraio al 10 marzo 2026, presentata da Plan C Framework e curata da Enrica Viganò in collaborazione con Admira e gli Archives Charlotte Perriand. Il progetto racconta la fotografia come strumento di pensiero e di progetto: uno sguardo “grandangolare” capace di cogliere frammenti di realtà e trasformarli in visioni. Cuore dell’esposizione è il legame profondo tra Charlotte Perriand e la montagna, vissuta come necessità vitale e spazio di equilibrio fisico e morale. Alpinista esperta e pioniera in un contesto tradizionalmente maschile, la designer ha dedicato parte della sua ricerca all’urbanistica d’alta quota e a un’idea di turismo popolare rispettosa dell’ambiente. Accanto ai paesaggi montani, la serie degli objets trouvés – sassi, ossa e legni raccolti e fotografati – rivela uno sguardo capace di riconoscere la stessa armonia nella natura e nelle strutture industriali.