Tra liste di buoni propositi e un calendario appena appeso al chiodo dove segnare tutti gli appuntamenti del nuovo anno, questo è un buon momento per iniziare a fare programmi – anche a breve termine – guardando la programmazione delle mostre d’arte contemporanea in Europa. Le grandi capitali europee alternano nuove aperture molto attese a mostre inaugurate lo scorso autunno che si avviano a conclusione.
L'inizio del 2026 è segnato da attesi ritorni e nuove ricerche, pratiche consolidate e sperimentazioni più recenti. Dalla riapertura del Museo di Arte Contemporanea di Roma, sotto la nuova direzione di Cristiana Perrella, alle grandi retrospettive, come quella imperdibile dedicata a Daidō Moriyama, che arriva a Vienna per la sua quinta tappa.
Da una città all’altra, le mostre selezionate affrontano temi centrali dell’arte contemporanea: identità, memoria, corpo, rapporto con la tecnologia e trasformazioni sociali. I linguaggi sono vari e spaziano dalla fotografia al video, dalla pittura al suono e all’installazione, in progetti diversificati anche per scala e formato: da esperienze più raccolte, come “Gravity, Be My Friend” di Pipilotti Rist a Stoccolma, a proposte più stratificate come “House of Music” di Peter Doig a Londra, dove pittura e ascolto convivono nello stesso spazio, fino alla grande monografica che il Jeu de Paume di Parigi dedica a Martin Parr, scomparso lo scorso 6 dicembre.
A questi progetti espositivi si affiancano mostre che interrogano in modo diretto il rapporto tra arte e tecnologia, come “Soft Robots” a Copenaghen, o che affrontano questioni politiche e storiche, come il lavoro di John Akomfrah a Madrid, già presentato alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2024.
Domus ha selezionato dieci mostre da vedere a gennaio in altrettante capitali europee, da nord a sud: dieci occasioni per trascorrere un weekend fuoriporta, in attesa della primavera.
Immagine di apertura: Martin Parr. Benidorm, Espagne, 1997. © Martin Parr / Magnum Photos
