Nel calendario dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 lo sport incontra l’arte, la storia, il design e la creatività nelle sue forme più varie. Oltre a gare e cerimonie di premiazione, la venticinquesima edizione delle Olimpiadi Invernali presenta un progetto culturale articolato che coinvolge musei, archivi, fondazioni e spazi espositivi in tutta Italia. Questa tradizione affonda le sue radici nel secondo dopoguerra: è dalla metà degli anni Cinquanta che venne istituito formalmente il programma culturale olimpico, per il quale alla città ospitante veniva chiesto di organizzare una serie di eventi artistici che mettesse in luce il meglio della cultura del Paese ospitante.
Il polo principale dell’Olimpiade Culturale di quest’anno è ovviamente Milano. A Palazzo Reale, tre attesissime mostre segnano la stagione: Anselm Kiefer nella Sala delle Cariatidi, il monumentale progetto espositivo curato da Vincenzo Trione Metafisica/Metafisiche – che si estende anche in altre tre sedi, Museo del Novecento, Grande Brera a Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia – e l'ampia retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe.
Accanto a queste produzioni di grande portata, la città attiva una rete più ampia di istituzioni anche grazie al programma di Milano MuseoCity, che rafforza il legame con Milano Cortina 2026 attraverso mostre, aperture straordinarie, itinerari e progetti speciali capaci di connettere luoghi e pubblici diversi. Tra queste, sicuramente da non perdere la mostra della Fondazione Pirelli che ha come protagonisti l’inverno, gli sport su neve e ghiaccio e le imprese che hanno lasciato un segno nella storia, nei prodotti e nella comunicazione del marchio italiano.
Raccontare gli sport invernali, e i legami che queste discipline hanno intrecciato con arte, design e tecnologie è l’obiettivo di molte mostre che accompagnano questo evento internazionale in vari musei del Nord Italia. Dalle fiaccole olimpiche esposte in un’installazione ad hoc al Museion di Bolzano, alla storia delle Olimpiadi dall’antichità a oggi alla Fondazione Rovati, il percorso si estende al design come strumento di innovazione e inclusione in IN-PLAY. Design for Sport all’ADI Design Museum e al dialogo tra progetto e performance in White Out. The Future of Winter Sports alla Triennale Milano.
Attraverso le fotografie, poi, si articola il racconto dell’impatto che le Olimpiadi Invernali hanno avuto sulla società più in generale: a Verona, le immagini degli archivi della rivista LIFE restituiscono quasi quarant’anni di immaginario sportivo, mentre le fotografie di Publifoto alle Gallerie d’Italia di Milano ricostruiscono l’evento delle Olimpiadi di Cortina 1956.
L’itinerario delle mostre da visitare durante le Olimpiadi Invernali arriva fino a Venezia, con l’artista tedesco Olaf Nicolai che ha trasformato la sala da ballo settecentesca di Palazzo Diedo in una pista di pattinaggio; mentre in alta quota, a 2.732 metri di altitudine, il centro espositivo Lagazuoi Expo Dolomiti ospita la mostra Cortina di Stelle dell’artista italiano Fulvio Morella, un percorso immersivo in cui il sistema di lettura e scrittura Braille è presentato come linguaggio artistico e strumento di inclusione.
Domus ha selezionato le mostre da non perdere durante il periodo delle Olimpiadi, per entrare appieno nello spirito olimpico e farsi travolgere dal fascino della competizione.
Immagine di apertura: Walter Niedermayr Happo One III 2000. c-print, Courtesy l’artista, Ncontemporary Milano, Galerie Widauer Innsbruck
