Una cosa semplice come un’autostrada ha un’importanza strategica, logistica e geopolitica che spesso tendiamo a ignorare. A livello globale, uno dei più grandi progetti infrastrutturali attualmente in costruzione si trova in Africa, ed è la Trans-West African Highway, parte del più ampio trans Africa project.
Una volta completata, la strada, che ha già preso il nome di “Corridoio Lagos-Abidjan” dovrebbe essere lunga 1,028km e collegherà molte delle più grandi città dell'Africa occidentale: Abidjan, con 8,3 milioni di abitanti, Accra (4 milioni), Lomé (2 milioni), Cotonou (2,6 milioni) e Lagos, con una popolazione stimata di quasi 20 milioni di abitati.
I lavori dovrebbero iniziare quest’anno e la chiusura del cantiere è prevista, ambiziosamente, per il 2030.
Il progetto è stato pensato e viene portato avanti dalla Comunità Economica degli Stati dell'Africa dell'Ovest, detta anche Ecowas o Cedeao. L’obiettivo è quello di creare una maggiore stabilità nella regione a partire da un’infrastruttura comune e dalla facilitazione degli scambi e spostamenti tra un paese e l’altro.
Finanziamenti e cooperazioni internazionali
La prima approvazione del piano, che sembra destinato a trasformare radicalmente la costa Ovest dell'Africa, risale a otto anni fa. La prima stima di investimenti necessari ammonta a più di quindici miliardi di dollari, e il progetto dovrebbe creare più di 70.000 posti di lavoro e ha un impatto stimato su 173 milioni di persone entro il 2050. Tra gli investitori spicca la Banca Africana di Sviluppo (Afdb), che ha già co-finanziato 25 milioni di dollari per gli studi di fattibilità e 853 milioni per le Zone Speciali di Trasformazione Agricola legate al corridoio.
Creare stabilità nella regione a partire da un’infrastruttura comune.
Figurano però anche collaborazioni con attori internazionali come l’Unione Europea, che ha ontribuito con 150 miliardi di euro tramite il programma Global Gateway, una parte dei quali saranno investiti nel Corridoio Lagos-Abidjan, coprendo circa il 45% degli investimenti necessari. “Questi progetti,” ha dichiarato al momento dell’approvazione del piano il responsabile della cooperazione della delegazione dell'Ue in Nigeria e Ecowas, Kurt Cornelis, “sono integrati da azioni di rafforzamento istituzionale, volte anche a sostenere l'Ecowas e i suoi Stati membri nel facilitare il commercio e migliorare la competitività della regione”.
Sviluppo economico e rischi per l’ambiente
L'aspetto più significativo è che molte delle città protagoniste del progetto sono porti chiave per il flusso commerciale in entrata e in uscita dalla regione. Da qui, merci e materie prime partono per arrivare in tutto il mondo. In particolare sono otto i porti a cui il progetto dovrebbe rendere più facile l’accesso. Il costo delle esportazioni dovrebbe di conseguenza avere una riduzione del 30%. Secondo la Spatial Development Initiative della Banca Africana di Sviluppo (Afdb), l’impatto economico atteso del progetto è di 16 miliardi di dollari, con un aumento del Pil regionale del 7% entro il 2035.
Se sembra certo che la strada sia un passo avanti dal punto di vista economico, non è altrettanto sicuro che non rappresenti un rischio per l’ambiente: un report presentato al Ministero Federale per l’Ambiente della Nigeria solleva dal Dipartimento di Valutazione Ambientale sottolinea che la costruzione dell’autostrada proprio lungo la costa potrebbe rappresentare un rischio per gli ecosistemi locali. Secondo il report, “caratteristiche naturali quali paludi, mangrovie e zone umide complicano i lavori di fondazione e la costruzione del fondo stradale. È fondamentale trovare un equilibrio tra sviluppo e conservazione dell'ambiente, con sforzi volti a ridurre al minimo i danni agli ecosistemi locali e agli habitat della fauna selvatica”.
Il potenziale architettonico
Oltre a guadare al possibile sviluppo commerciale, ci si inizia a chiedere anche quali opportunità in termini di nuove architetture offrirà il progetto: dai posti di confine tra un paese e l'altro fino a hotel ed edifici vicino alla strada e sulla costa, il potenziale architettonico potrebbe essere altrettanto importante. Grande attenzione è rivolta agli spazi che vivono sulle linee di confine, come per esempio punti di scambio, mercati, o snodi dell’economia informale. Il progetto dovrebbe inoltre rendere pubbliche ampie zone di spiaggia che sono attualmente private e inaccessibili – difficile dire se questo aprirà l’accesso alla cittadinanza locale o si trasformerà in un’ulteriore spinta verso la commercializzazione di spazi comuni.
Restano insomma molti punti aperti, e l’impatto si potrà forse constatare solo alla fine dei lavori. Una cosa è certa: questa nuova gigantesca autostrada sembra destinata a cambiare per sempre il volto della costa ovest dell’Africa.
Immagine di apertura: Vista aerea del distretto commerciale e direzionale di Marina, Lagos Island, Nigeria. Foto di Terver da Adobe Stock
