Alla Tomba Brion di Carlo Scarpa un nuovo padiglione per visitatori, progettato da Michele De Lucchi

L’opera più celebre di Carlo Scarpa a San Vito d’Altivole, oggi bene del FAI, sarà dotata di un padiglione polifunzionale firmato dallo studio AMDL Circle.

Render del Padiglione Brion

© AMDL CIRCLE 

Render del Padiglione Brion

© AMDL CIRCLE 

Render del Padiglione Brion

© AMDL CIRCLE 

Carlo Scarpa, Memoriale Brion, Altivole

Foto Luca Chiaudan© FAI Fondo per l’Ambiente Italiano   

Carlo Scarpa, Memoriale Brion, Altivole

Foto Luca Chiaudan© FAI Fondo per l’Ambiente Italiano 

A San Vito d’Altivole (Treviso), due cerchi che s’intersecano segnano una delle tracce più riconoscibili lasciate da Carlo Scarpa sulla terra. Il memoriale che l’architetto veneziano progettò nel 1969 su commissione di Onorina Tomasin-Brion per il marito Giuseppe Brion — fondatore di Brionvega — e per la loro famiglia, realizzato tra il 1970 e il 1978 e considerato uno dei capolavori assoluti dell’architettura del Novecento, nel 2022 è stato donato al FAI, Fondo Ambiente Italiano, ed è oggi uno dei siti più visitati della fondazione. Non lontano, a Possagno, Scarpa aveva già firmato un altro dei suoi interventi più celebri, l’allestimento della Gipsoteca Canoviana. Lo stesso architetto riposa oggi nel piccolo cimitero accanto al memoriale Brion, quasi ai margini della sua opera più celebre.

Carlo Scarpa, Memoriale Brion, Altivole. Foto Luca Chiaudan© FAI Fondo per l’Ambiente Italiano

Proprio per rispondere al crescente numero di visitatori, il FAI ha deciso di dotare il complesso di un nuovo padiglione destinato all’accoglienza del pubblico e a ospitare attività culturali di varia natura. Il progetto, che sarà completato e inaugurato a novembre, è firmato da AMDL Circle, lo studio guidato da Michele De Lucchiguest editor di Domus nel 2018 — con la collaborazione di Camilla Zanarotti Landscape Architects e di Contec Ingegneria.

L’intervento non prevede la costruzione di un edificio ex novo, ma la trasformazione di una villetta esistente affacciata su una strada ad alto scorrimento, acquistata dalla fondazione e ripensata da De Lucchi come nuovo “Padiglione Brion”. L’edificio sarà ridefinito soprattutto attraverso la pelle esterna, rivestita in mattoni di laterizio di diverse forme, posati secondo schemi alternati. Le trame geometriche delle facciate faranno vibrare la superficie del volume monolitico, disegnando un ritmo di pieni e vuoti che permette alla luce naturale di filtrare negli spazi interni.

Render del Padiglione Brion © courtesy AMDL CIRCLE

All’interno, il padiglione ospiterà una biglietteria con bookshop per l’accoglienza dei visitatori, uno spazio per il ristoro, aule didattiche per laboratori e attività rivolte a scuole e università, oltre a un ambiente narrativo con un video immersivo dedicato alla storia del memoriale e dei suoi protagonisti. All’esterno sono previsti anche un piccolo teatro all’aperto per eventi culturali e un ampio giardino affacciato sulla campagna e sul viale di cipressi che conduce al cimitero e al Memoriale Brion.

La villetta era perfetta [...] dovevamo però trasformarla in un’architettura di passaggio, il più possibile priva di enfasi e capace di una raffinatezza silenziosa.

Michele De Lucchi

Disegno di Michele De Lucchi per il progetto del Padiglione Brion © Michele De Lucchi

Il progetto nasce come una vera sfida: intervenire in prossimità di un’opera così riconoscibile e fortemente caratterizzata come il memoriale di Scarpa. Stabilire una relazione tra l’edificio individuato dal FAI e il capolavoro esistente non era affatto immediato. La risposta di De Lucchi è stata allora quella di trattare la villetta — un’architettura originariamente anonima — come una sorta di grande porta: visibile e riconoscibile, ma al tempo stesso discreta, capace di anticipare l’energia del monumento senza sovrapporvisi.

Come ha spiegato l’architetto: “La villetta era perfetta: si trovava proprio all’inizio del viale dei cipressi che definisce l’accesso al monumento. Dovevamo però trasformarla in un’architettura di passaggio, il più possibile priva di enfasi e capace di una raffinatezza silenziosa, così da instaurare con il memoriale non un rapporto di competizione, ma un dialogo rispettoso”.

La villetta che diventerà il Padiglione Brion. Foto Luca Chiaudano © FAI Fondo ambiente Italiano
Render del Padiglione Brion © AMDL CIRCLE 

Render del Padiglione Brion © AMDL CIRCLE 

Render del Padiglione Brion © AMDL CIRCLE 

Carlo Scarpa, Memoriale Brion, Altivole Foto Luca Chiaudan© FAI Fondo per l’Ambiente Italiano   

Carlo Scarpa, Memoriale Brion, Altivole Foto Luca Chiaudan© FAI Fondo per l’Ambiente Italiano