C’è un distributore per lattine di bibite nei Chiostri di San Simpliciano che ti dice che tipo di persona sei: una fashion icon, una super incazzata o un gran pesantone. Demna ci ha visto giusto con “Gucci Memoria” alla Design Week di quest’anno: non solo nel raccontare i 150 del brand italiano con un bellissimo ciclo di arazzi, ma anche nel cavalcare l'ossessione per i gadget che da anni accompagna la settimana del design.
Il risultato? Le lattine del brand si stanno già rivendendo a prezzi folli su Vinted e su altre piattaforme di reselling. E non sono gli unici oggetti a essere diventati il vero tema della Design Week 2026.
Quanto costano davvero i gadget del Fuorisalone
In vendita online ci sono anche i lecca-lecca nati dalla collaborazione tra Chupa Chups e Ikea, al gusto dell’iconica polpetta del marchio svedese — ormai protagonista di intere collezioni di design e delle collaborazioni più disparate. Anche se lo stesso gadget sarà distribuito gratuitamente negli store Ikea a partire da giugno (ed era già gratuito all’evento del brand in Spazio Maiocchi), i prezzi oscillano tra i 16 e i 22 euro.
E poi, chiaramente, ci sono le tote bag. Dalla borsa di carta di Bottega Veneta a quelle in tela di Missoni, Aesop e Grafiche Milani, le tote del Fuorisalone sono tutte su Vinted, con prezzi che toccano i 100 euro. A vincere su tutte sono però quelle di McDonald's, che durante la Design Week attiravano una delle code più lunghe in zona Tortona: già introvabili allora, oggi — rosse e gialle, pensate per celebrare i 40 anni del brand in Italia — si trovano online a partire da 54 euro.
Non si tratta più di code o di esserci stati: il resale ti permette di partecipare — anche a distanza — a un circuito sempre più di culto e sempre meno accessibile.
Ma sulle piattaforme di rivendita ci sono anche i guanti, come quelli necessari per sfogliare i libri nell’installazione-libreria di Jil Sander, e i libri — in particolare i due volumi protagonisti dei talk di Miu Miu, Memoria di ragazza e Cambiare: una storia d'amore, di Annie Ernaux e Ama Ata Aidoo — che in libreria costano meno di venti euro ma online stanno già superando i 70.
Il design entra nell’era dello scalping
Questo fenomeno ha un nome: scalping. E ha ormai invaso tutte le fasce del design. Dalla collezione di Gustaf Westman per Ikea — passata da 7 euro sugli scaffali a 70 su Vinted — fino allo sgabello di Etro, protagonista della Design Week 2025. Come avevamo già scritto su Domus, in questi casi quello che si paga non è tanto l’oggetto, la firma o la sua fattura, ma il fatto che sparirà — e anche in fretta.
E questo spiega i prezzi folli, ma non spiega ancora una cosa: il rapporto spasmodico tra Design Week e gadget che nel 2024 passava per pochi casi — tra tutti la shopper regalata all’edicola Zegna, diventata virale per le code e per i prezzi sul mercato secondario — ma che ora sembra aver invaso tutte le sfere della settimana del design. Le maggiori riviste quasi sostituiscono le guide agli eventi con quelle ai gadget e i brand sembrano spendere nei “regalini” tutte le loro forze creative.
Una Design Week per chi non c’è
Mentre gli spazi e gli accessi al Fuorisalone quest’anno si sono incredibilmente ristretti, l’unica cosa a moltiplicarsi sono stati i gadget. La domanda, perciò, è: cosa è successo?
Come spesso accade, per capirlo basta fare un giro su TikTok. Qui è pieno di creator che, impossibilitati a partecipare alla Design Week — tra i costi sempre più alti di Milano, gli eventi sold out e gli accessi contingentati — si sono spostati direttamente online per recuperarne frammenti, senza neanche passare dal vivo.
Non si tratta perciò più di code o di esserci stati, ma di una Fomo diversa: quella che ti permette di partecipare — anche a distanza — a un circuito sempre più di culto e sempre meno accessibile. Se non puoi entrare, puoi comunque comprare ciò che circola intorno all’evento — e inserirti nello stesso sistema di segni, immagini e oggetti di chi vi ha partecipato.
La seconda vita (progettata) dei gadget
Il resale diventa così una scorciatoia e il gadget cambia funzione: non è più solo un souvenir, ma un oggetto pensato per continuare a esistere dopo la Design Week, dentro un mercato parallelo che ne prolunga visibilità e desiderabilità. È una seconda Design Week progettata anche dai brand che, lucidissimi, hanno capito questo molto prima di noi.
Insomma, se ora puoi rifarti tutto su Vinted — dal guardaroba a una casa di design italiano — forse a breve potrai farti anche tutta la Design Week online, senza metterci piede.
