Milano. L’arte di Banksy al Mudec ripercorre la storia

Una mostra didascalica curata da Gianni Mercurio racconta Banksy dagli inizi ai nostri giorni, spiegando le opere dell'artista militante.

Foto delle opere installate, A visual protest. the art of Banksy

Molto divertente, è la risposta dello street artist Banksy a un suo ammiratore che sui social gli chiedeva: “Lo sapevi, sono stato alla tua mostra in Russia e il biglietto costava 20£. Cosa ne pensi?”. Precisamente, l’artista alla domanda ha risposto “L'opposto di Lol” che in inglese è l’acronimo di laughing out loud, ovvero molte risate, linguaggio tipico della burla. Il suo opposto genera un paradosso perché si legge sempre allo stesso modo. “Lol” del resto è stata la reazione di molti nel giorno dell’autodistruzione di una delle sue bambine col palloncino da Sotheby’s. L’opera era stata battuta all’asta, e nel momento in cui si è arrivati alla cifra di vendita (1 milione e 200 mila sterline circa), si è attivato un tritadocumenti telecomandato all’interno della cornice che l’ha sfilettata per metà. Povera piccola bambina. L’avvenimento accende un dibattito ormai vivo da un ventennio: l’arte di strada si può rinchiudere nei musei? Il Mudec di Milano ci prova, e in modo accademico: dal 21 novembre è aperta la mostra “The art Art of Banksy, a visual protest”, che non solo espone le opere d’arte, ma lo fa nel modo più didascalico possibile. Nemmeno a dirlo, non autorizzata dall’artista.

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La mostra curata da Gianni Mercurio, si propone di spiegare l’artista Banksy, non solo come fenomeno mediatico, ma come artista ormai provocatoriamente degno di stare nei salotti. “Il suo anonimato è un fenomeno di gossip, non interessa più a nessuno”. Il Banksy romanzesco e da gossip dietro questa figura scompare, ma riappare per quello che è: un artista (politico). Street o non street, che dir si voglia. A voler vedere la bambina col palloncino triturata, forse ci si dimentica che quella bambina rappresenta parte della campagna “#WithSyria” culminata col video sul sito dell’artista nel 2014.

Vista dell'opera installata, A visual protest. the art of Banksy
Vista dell'opera installata, A visual protest. the art of Banksy

 La mostra lo spiega, così come fa l’esegesi politica delle opere che hanno come soggetto il ratto, oppure la “Regina d’Inghilterra scimmia”, dei poliziotti “maleducati” o dediti a pratiche inusitate per il ruolo. Il filo conduttore racconta “Queen Vic”, la Regina Vittoria, rappresentata seduta sulla faccia di una donna in modo punk ed erotico: questo perché si dice che la stessa regina, nel firmare una legge che avrebbe dovuto proibire l’omosessualità, avesse tralasciato quella femminile convinta che non esistesse.Un manifesto della mostra “Pax Britannica: a hellish Peace”in cui Aquarium Gallery a Londra realizzava un portfolio con ventidue opere di artisti “che non credono nella guerra come mezzo per ottenere la pace”. Erano gli anni della “guerra giusta”, nel 2003, da lì a poco (nel 2004), il Regno Unito avrebbe preso parte alla Guerra in Iraq. Tutto questo è arte, ed è storia, ed è giusto averne memoria e riportarlo così, con un intento didattico, al Mudec, “museo delle culture”. Dice il curatore “Il nostro obiettivo è di fare capire Banksy come artista e non come fenomeno mediatico”. Esperimento riuscito.

Video, A visual protest. the art of Banksy
Video, A visual protest. the art of Banksy

Poi c’è però un altro tema: il situazionismo di Banksy. E la sempiterna domanda di prima: l’arte di strada può stare nei musei? “Oggi gli street artist vengono dalle accademie di belle arti”, nota il curatore. Nessun pezzo qui esposto è stato staccato dai muri, e certo la riproducibilità dovuta alla tecnica dello stencil ha facilitato l’installazione delle opere. Però va detto che la street art è arte che, quando finisce nei musei o nelle case d’aste, smette di essere di strada e dunque se stessa. Diventa, come in questo caso, storia (dell’arte), con ingresso intero a 14 euro.

Foto delle opere installate, A visual protest. the art of Banksy
Foto delle opere installate, A visual protest. the art of Banksy
Titolo:
A visual protest. The art of Banksy
Curatore:
Gianni Mercurio
Fotografo:
Paolo Poce
Museo:
Mudec
Date:
21 Nov 2018 - 14 Apr 2019
Orari:
lun-sab (orari sul sito)
Indirizzo:
via Tortona 56

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