Dopo la Far Rockaway Library di New York (2024) e la Charlotte Mecklenburg Library in North Carolina, ancora in costruzione, Snøhetta torna negli Stati Uniti con un progetto che rivede il significato di biblioteca nell'era digitale. È il caso della Theodore Roosevelt Presidential Library che sarà inaugurata il 4 luglio 2026 in occasione del 250° anniversario degli Stati Uniti, a Medora, in North Dakota: non solo un luogo di diffusione della conoscenza ma un'infrastruttura territoriale in cui architettura, paesaggio e biodiversità concorrono a costruire un'esperienza diretta della natura e della sua conservazione. L’opera si colloca sulla sommità di una collina affacciata sulle Badlands, in un sito di 93 acri ai margini del Theodore Roosevelt National Park, nel cuore della più vasta prateria mista degli Stati Uniti.
La nuova biblioteca di Snøhetta trasforma la prateria americana in architettura
Nel cuore delle Badlands in North Dakota, il 4 luglio apre The Theodore Roosevelt Presidential Library di Snøhetta: non una biblioteca nel paesaggio ma una biblioteca che interpreta il paesaggio come principale dispositivo architettonico e pedagogico.
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- Chiara Testoni
- 02 luglio 2026
- Medora, North Dakota, USA
- Snøhetta
- cultural
- 2026
Piuttosto che inserire un edificio nel paesaggio, abbiamo cercato di rendere il paesaggio stesso l'elemento architettonico principale.
Craig Dykers, socio fondatore di Snøhetta
Il volume principale, assorbito dalla topografia della collina, scompare sotto una copertura praticabile piantumata con specie autoctone, dalla quale si aprono viste sulla prateria e sul cielo stellato: una strategia progettuale già consolidata di Snøhetta che — dalla Norwegian National Opera and Ballet di Oslo (2008), alla Shanghai Grand Opera House (2026) — anche qui trasforma l’architettura in un’estensione naturale del territorio, sfumando i confini tra costruzione e paesaggio.
Come afferma Craig Dykers, socio fondatore di Snøhetta: "Theodore Roosevelt aveva capito che la conservazione non riguarda semplicemente la protezione della terra ma la definizione del nostro rapporto con il mondo e la nostra responsabilità verso le generazioni future. La sua etica della conservazione è nata da un profondo incontro con il paesaggio americano e noi volevamo che i visitatori provassero lo stesso senso di scoperta. Piuttosto che inserire un edificio nel paesaggio, abbiamo cercato di rendere il paesaggio stesso l'elemento architettonico principale. Ogni percorso, ogni scorcio e ogni scelta materiale sono pensati per approfondire il legame tra le persone e il luogo, trasformando una visita in un incontro con la natura. In questo modo, la biblioteca diventa più di un semplice deposito di storia: diventa un invito a entrare in contatto con i valori di tutela, responsabilità civica e meraviglia che continuano a definire l'eredità di Roosevelt”.
Negli interni, spazi espositivi interattivi, gallerie temporanee, un teatro e infrastrutture tecnologiche dedicate alla conservazione e alla consultazione delle collezioni digitali sono attraversati da una generosa luce naturale che filtra dalle grandi vetrate affacciate sull'Elkhorn Ranch di Roosevelt e dai lucernari in copertura. Materiali rinnovabili e locali — strutture in legno lamellare, legno regionale di recupero, muri in terra battuta e calcestruzzo a ridotto contenuto di carbonio — insieme a strategie passive di controllo climatico ed efficienza energetica puntano a soddisfare i requisiti del Living Building certification, il più rigoroso standard internazionale per l'edilizia rigenerativa.
Ma è soprattutto “oltre” l’architettura che il progetto rivela la propria ambizione. Una costellazione di padiglioni e una rete di sentieri estendono l'esperienza della biblioteca nella prateria, trasformando il paesaggio in uno spazio di osservazione, apprendimento e cura. Più di 200 specie vegetali autoctone, molte delle quali drasticamente ridotte negli ecosistemi del North Dakota, sono state progressivamente reintrodotte per ricostruire le comunità vegetali originarie e incrementare la biodiversità del sito. La biblioteca si configura così come un laboratorio vivente di restauro ecologico, dove la conservazione rappresenta un processo dinamico da comprendere e condividere. Come puntualizza Michelle Delk, Partner e Direttrice della settore paesaggistico di Snøhetta,"il paesaggio non è solo lo scenario di questo progetto ma il suo principale maestro. Attraverso il restauro, l'accessibilità e l'immersione, abbiamo cercato di creare opportunità per i visitatori di sperimentare i processi ecologici, i cambiamenti stagionali e i sistemi viventi che continuano a plasmare le Badlands. Il nostro obiettivo era quello di incorniciare un paesaggio che invitasse all'esplorazione e alla scoperta, dimostrando al contempo che la tutela non è un obiettivo statico, ma una pratica continua. Mentre i visitatori si muovono attraverso la prateria restaurata, incontrano specie autoctone e assistono ai ritmi della gestione del territorio, diventano partecipi di un ecosistema in evoluzione. In questo modo, il paesaggio diventa qualcosa con cui interagire, di cui prendersi cura e da cui imparare".
Foto Nic Lehoux
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