A quasi settant'anni dall'inaugurazione, uno dei grandi musei del Moderno italiani si prepara a una nuova trasformazione. Il 30 giugno, Fondazione Torino Musei e Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con la Città di Torino e con il supporto della Fondazione per l’architettura/Torino, ha svelato i dettagli del progetto per la riqualificazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (Gam): un intervento ambizioso e delicato, scaturito da un concorso internazionale di progettazione e firmato dal gruppo vincitore composto da Mvrdv, Balance Architettura, EP&S Group, Dott. Michelangelo Di Gioia e Prof. Filippo Busato, con Stratosferica e Giorgina Bertolino, che oggi si confronta con una delle icone indiscusse dell'architettura museale italiana del secondo dopoguerra.
Delle tre tavole rotonde presidiate da autorità, esperti e professionisti, Il Direttore di Domus Walter Mariotti ha moderato il tavolo tecnico, sviscerando le potenzialità e aspettative future legate ad un luogo che si fa sempre più manifesto di innovazione e di una cultura aperta alla città.
Inaugurata nel 1959 su progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, la Gam - primo museo italiano a dotarsi di una sezione dedicata all'arte contemporanea, all'epoca definita "moderna" - ha incarnato fino dalle origini una forte vocazione alla sperimentazione e all' innovazione, di cui la stessa architettura era espressione: il volume principale, ruotato diagonalmente rispetto alla griglia ortogonale della città, garantiva un'illuminazione naturale uniforme durante l'arco della giornata mentre la pianta libera assicurava la massima flessibilità allestitiva. Nel tempo, però, la coerenza spaziale dell’ impianto originario si è progressivamente indebolita, perdendosi tra stratificazioni funzionali e superfetazioni successive.
Più che una semplice operazione di ristrutturazione, il nuovo progetto si propone di riattivare l'impronta radicale originaria dell'istituzione, consegnando al futuro un museo capace di interpretare le esigenze della fruizione contemporanea e di aprirsi a nuove forme di esperienza culturale e di relazione con la città.
Come dichiara il Presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio: “la Gam, la più antica Galleria civica di arte moderna e contemporanea in Italia, mirabilmente ricostruita nel dopoguerra con un progetto, in allora, unico e visionario oggi si ripropone di fare altrettanto con uno sguardo verso il futuro. Il progetto di riqualificazione della Gam rappresenta il più importante investimento a livello nazionale e uno dei più rilevanti a livello internazionale per ambizione e impatto (…) Innovazione e avanguardia rappresentano il filo conduttore che guida il più complessivo progetto di rigenerazione della Gam, riprendendo e facendo evolvere quello spirito innovativo che ha caratterizzato, raro esempio dell’epoca a livello internazionale, la nascita del Museo e l’ideazione dell’edificio”.
La strategia progettuale è, come spesso nel lavoro di Mvrdv, di una chiarezza esemplare. Un nuovo percorso diagonale vetrato attraversa il parco e passa sotto il volume principale del museo, creando una connessione diretta tra Gam, Politecnico e Ogr e ridefinendo il museo come infrastruttura urbana permeabile e quotidiana. All’interno, la rimozione selettiva delle partizioni incongrue, la riapertura dei lucernari e il recupero degli arredi originari permettono la ricomposizione della logica spaziale originaria, su cui si innesta un sistema espositivo completamente flessibile fatto di elementi sospesi, pareti mobili e dispositivi tessili capaci di riconfigurare continuamente lo spazio.
Il corpo principale dell’edificio ospiterà le funzioni espositive e le attività complementari. Al piano terra gli spazi di accoglienza si affiancano ad ambienti pensati come spazi accessibili indipendentemente dalle attività del museo, rafforzando il ruolo pubblico e condiviso dell’istituzione: l’area didattica, uno spazio polifunzionale, l’area di ristorazione e l’auditorium, un volume autonomo preceduto da un foyer aperto e adattabile dedicato alle diverse espressioni performative dell’arte contemporanea. Tra il primo e il secondo piano si distribuiranno le collezioni permanenti e le aree per le mostre temporanee, progettati secondo criteri di flessibilità per rispondere alle diverse esigenze curatoriali ed espositive.
Ma la trasformazione più radicale interesserà il piano terra e i livelli interrati, dove il museo adotterà il modello dell'open storage. Sulle orme delle più recenti sperimentazioni internazionali, dal Depot Boijmans Van Beuningen di Rotterdam – anch'esso progettato da Mvrdv – al V&A East Storehouse di Londra di Diller Scofidio&Renfro, il progetto prefigura la trasformazione di magazzini, depositi e spazi tecnici in ambienti visitabili che renderanno accessibile al pubblico una parte consistente della collezione e delle attività normalmente invisibili del museo, espandendo "dietro le quinte" l’esperienza di visita. Come afferma Winy Maas, socio fondatore di Mvrdv: "Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l'ottimismo che furono al centro della creazione di questo edificio 70 anni fa. Il nostro obiettivo è ripulire e riaprire il più possibile questo edificio, ora chiuso. Si crea così un dialogo tra passato e futuro. Spero che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere la nostra proposta oggi, rimarrebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e gli ideali possano portare le loro idee ancora oltre quanto fosse possibile negli anni '50”.
Dal 1° luglio la Gam presenta un’esposizione dedicata ai vincitori e ai quattro finalisti del Concorso Internazionale di Progettazione, per condividere con la città e con i visitatori il percorso di trasformazione in essere, scoprendo nel dettaglio il progetto vincitore e svelando le proposte finaliste di Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto Slp, Mario Cucinella Architects e Acpv Architects – Antonio Citterio Patricia Viel, selezionate tra 49 gruppi di progettazione provenienti da tutto il mondo: un racconto per immagini che mette al centro il ruolo contemporaneo del museo come spazio culturale e urbano in continua evoluzione.
I lavori dovrebbero iniziare nel 2027.
