Chiunque si trovi a Milano nel mese di aprile non faticherà a raggiungere l’obiettivo giornaliero dei diecimila passi: Design Week e Art Week arrivano, come ogni anno, con un programma fittissimo di eventi, mostre e installazioni da vedere in tutta la città.
Arriva la Milano Design Week: ecco le mostre davvero imperdibili
Restare al passo con le mostre da vedere a Milano durante l’Art Week e la Design Week 2026 non è semplice: ecco perché Domus ha selezionato gli appuntamenti imperdibili da segnare in agenda per le due settimane più frenetiche dell’anno.
Gianfranco Frattini. Ritratto, Giappone, Courtesy Studio Archivio Gianfranco Frattini
Paesaggi n°1, 10 e 3, lastre in ceramica in pasta colorata pressata, dimensioni ingombro cm 43 x 34, h. 20 (Paesaggio n° 1), cm 37 x 20, h. 16 (Paesaggio n°10) , cm 50 x 22, h. 20 (Paesaggio n°3)
Courtesy l’artista e Casa Degli Artisti
Aldo Mondino, Tappeti Stesi, 1986, olio su eraclite, 140 x 100 cm, dettaglio. Collezione privata, Torino, Courtesy Galleria Umberto Benappi, Torino
Veduta della mostra “Gianni Pettena, Anarchitecture”, 2024 - Frac Centre-Val de Loire © Martin Argyroglo
Nilufar Grand Hotel. Courtesy Nilufar
Installation View © Giovanni Hanninen
di Design Museum, via Wikimedia Commons, foto Barbara Gerosa
6AM alla piscina Romano. Foto Tommaso Mariniello
Archivio Italia – Insieme, curata da Sabato De Sarno ph Enrico Costantini
Photographer & IWP expert: Michał Łukasik @lukasikfoto
Exhibition view at Francesca Minini, Milan
Ph. Andrea Rossetti
Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti
Giovanna Silva, 'Bar Basso’, 2026
Diego Marcon, salut! hallo! hello! (2010) Video, MiniDV, colore, suono, 22 min 49 sec. Credito: © Diego Marcon. Courtesy l'artista e Sadie Coles HQ, Londra
Aria (Visualizzazione dell’aria o Far vedere l’aria), 1969, stampe fotografiche ai sali d’argento di Ugo Mulas, Archivio Ugo Mulas, Milano e Galleria Lia Rumma, Milano–Napoli
Veduta dell'installazione, courtesy Thaddaeus Ropac
Courtesy Settantaventidue
Bianca Milan, «Performing Productions presents», 2026, tela e carta su legno, dimensioni ambientali, ph. credits Michela Pedranti, courtesy CASTIGLIONI e l’artista
Matisse Mesnil, Sutura, Installation view © Photo: Allison Borgo
100 Cose da non dimenticare. Bunker Breda
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- Carla Tozzi
- 31 marzo 2026
Per quanto riguarda la settimana dell’arte dal 13 al 19 aprile, che accompagna la trentesima edizione di miart (17-19 aprile), dal titolo New Directions, le mostre da vedere sono davvero tantissime: tra grandi esposizioni inaugurate nei mesi passati in concomitanza con le Olimpiadi Invernali, come Le Alchimiste di Anselm Kiefer a Palazzo Reale, e nuove mostre che hanno appena aperto o che vedono il loro inizio proprio a ridosso dell’avvio dell’Art Week – come la mostra di Rirkrit Tiravanija al Pirelli HangarBicocca, o la personale di Cao Fei alla Fondazione Prada.
La rete di gallerie e spazi indipendenti della città poi, è più attiva che mai, con l’apertura di nuovi spazi, come la galleria Romero Paprocki in zona Porta Venezia, e progetti d’archivio, come la mostra dedicata al centenario dalla nascita dell’artista Milanese Vincenzo Agnetti.
Allo stesso modo, il cartellone delle mostre per la settimana del design, dal 20 al 26 aprile, è decisamente ricco, anticipato dall’apertura di due esposizioni molto attese alla Triennale di Milano – la prima dedicata a Lella e Massimo Vignelli, e la seconda al lavoro di Andrea Branzi – e dalla monografica che celebra un altro centenario, quello dalla nascita dell’architetto e designer Gianfranco Frattini al Castello Sforzesco.
Ma come ogni appassionato di architettura e design sa bene, la Design Week è un’occasione per visitare luoghi della città che non sono sempre accessibili al pubblico, o per vederli vestiti di nuovi colori, come con il progetto di 6 A.M. alla Piscina Romano, e con l’allestimento del sedicesimo piano della Torre Velasca, che quest’anno ospita la Visteria Foundation.
Tra gli appuntamenti “milanesissimi”, Giorgio Galotti porta il suo progetto Bar X al Bar Basso, locale iconico della città, che accoglie per pochissimi giorni le fotografie di Giovanna Silva.
Insomma, non resta che prendere carta e penna – o aprire il Calendar sul proprio smartphone – e fare qualche tentativo per incastrare tutti gli appuntamenti da non perdere nelle due settimane più infuocate dell’anno. Domus, insieme a una selezione di mostre ed eventi vi consiglia anche di indossare scarpe comode, ça va sans dire.
Immagine di apertura: Lella and Massimo Vignelli A Language of Clarity, Foto di Delfino Sisto Legnani, DSL Studio
Le celebrazioni del centenario della nascita dell’architetto e designer Gianfranco Frattini si apre a Milano con un’installazione al Castello Sforzesco, ospitata nel Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee dal 31 marzo al 28 giugno 2026. L’intervento si inserisce nel percorso museale esistente senza modificarne l’assetto, utilizzando le nicchie come spazi espositivi: qui trovano posto riedizioni di arredi progettati da Gianfranco Frattini, realizzate proprio per il centenario insieme alle aziende che hanno condiviso il percorso progettuale dell’architetto, Artemide, Cassina, Gubi, Poltrona Frau, Tacchini e Torri Lana. L’allestimento firmato da Emanuela Frattini Magnusson e Pietro Todeschini delinea un ambiente essenziale, definito da superfici laccate e da un rosso mattone che mette in risalto gli oggetti
Undici micro-architetture in ceramica compongono Small Ritual Landscapes, personale di Aldo Cibic alla Galleria Antonia Jannone, dal 15 al 26 aprile 2026. Il progetto nasce a Jingdezhen, dove Cibic rielabora tecniche tradizionali: lastre assemblate e colore in pasta, senza smalto, per superfici dense e opache. Ne derivano piccole sculture che funzionano come frammenti di paesaggio, componibili e variabili. Il riferimento è alle pitture cinesi su rotolo, ma tradotto in una pratica domestica e modulare. In mostra anche alcuni disegni preparatori, e un volume edito da Corraini, a consolidamento di un percorso coerente tra progetto e racconto.
In occasione di Milano Art Week, Casa degli Artisti presenta un duplice progetto dedicato a Ugo La Pietra che riflette sul valore del fare come spazio di relazione tra arte, artigianato e comunità. Il percorso si articola in due installazioni: “Erbario”, opera inedita dell’artista, e “Gli Invasati”, progetto collettivo sviluppato con gli artisti in residenza. “Erbario”traduce l’osservazione delle erbe spontanee in una serie di libri in ceramica incisa, trasformando piante marginali in un archivio poetico in cui si incontrano la manualità dei gesti e lo sguardo rivolto al paesaggio. Negli spazi esterni prende forma “Gli Invasati”, progetto a cura di Casa degli Artisti che ha invitato gli artisti in residenza a confrontarsi con un archetipo condiviso, il vaso in terracotta, partire dal quale ciascun artista interviene con scelte formali e poetiche autonome, trasformandolo in un’opera riconoscibile.
Un progetto articolato tra Ncontemporary e Zazà Ramen sake bar & restaurant mette in relazione due mostre attraverso una riflessione condivisa su soglia, percezione e costruzione dello spazio. Negli spazi della galleria, la mostra “When The Sun Sets”, a cura di Erica Massaccesi, riunisce artisti come Aldo Mondino, Marion Baruch e Maria D. Rapicavoli attorno al tema dell’orizzonte, inteso come limite mobile tra dimensione geografica, culturale ed emotiva. In parallelo, da Zazà Ramen, l’artista italo-albanese Anila Rubiku presenta “Hues of Delicacy”, installazione che rielabora elementi domestici attraverso ricamo e perline di vetro, costruendo superfici vibranti attraversate dalla luce. Porte e passaggi diventano forme astratte, in bilico tra interno ed esterno.
In occasione di Milano Art Week e Design Week, BiM e Specific portano per la prima volta a Milano l’installazione “Paper/Northern Lights” di Gianni Pettena, a cura di Davide Giannella. L’opera, ideata nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design, è composta da lunghe strisce di carta appese al soffitto che attraversano l’ambiente, e che i visitatori sono invitati a modificare con delle forbici per ritagliarsi ognuno il proprio percorso, dando vita a un’architettura temporanea e interattiva: lo spazio si trasforma in una struttura aperta e modificabile, definita dai gesti dei visitatori. L’opera mette in discussione la concezione tradizionale dello spazio espositivo e dell’architettura, sfidando l’idea di strutture definite e immutabili e proponendo invece una dimensione aperta, trasformabile e condivisa.
In occasione della Milano Design Week 2026, Nilufar presenta due mostre nei suoi spazi milanesi di Via della Spiga e di Viale Vincenzo Lancetti, costruendo una narrazione su due scale complementari: immersiva e scenografica al Depot, più intima e concettuale in Via della Spiga. Da un lato l’ospitalità come spazio di sperimentazione, dall’altro la casa come luogo simbolico e rituale. Al Nilufar Depot, “Nilufar Grand Hotel” rilegge il linguaggio dell’ospitalità attraverso ambienti immersivi e oggetti di design da collezione, in linea con la visione curatoriale di Nina Yashar, che intreccia contemporaneo e vintage. In Via della Spiga, “La Casa Magica”, progetto curato da Valentina Ciuffi con Studio Vedèt e Space Caviar, indaga lo spazio domestico come luogo simbolico e rituale, tra oggetti, archetipi e nuove narrazioni sull’abitare contemporaneo.
La Casa Bianca come architettura politica: “The White House. Domestic Propaganda”, mostra ospitata negli spazi di Dropcity, è il risultato di una ricerca che rilegge la Casa Bianca come spazio domestico di costruzione del potere, in cui l’architettura degli interni si intreccia con dinamiche mediatiche, sociali e culturali su scala globale. Il progetto, curato da cinquanta studenti del Laboratorio di Progettazione di Interni del Politecnico di Milano guidato da Davide Fabio Colaci e Lola Ottolini, si articola in molteplici studi visuali, e ogni lavoro esamina una dimensione della casa, disegnando relazioni tra ritualità domestiche e i grandi temi politici della contemporaneità.
Un denso programma anima l’ADI Design Museum durante la Design Week 2026, tra mostre, installazioni e incontri. Fulcro del programma è la XXIX edizione del Compasso d’Oro, storico premio fondato da Gio Ponti, affiancata dalla prima personale milanese della designer giapponese Haruka Misawa e da Seoul Life 2026 Milan, mostra dedicata al dialogo tra artigianato coreano e tecnologie contemporanee. Tra le installazioni ad hoc per la Design Week: la celebrazione degli ottant’anni di storia di Oluce, con un’installazione immersiva che ripercorre il patrimonio creativo e culturale del marchio, e il progetto “Icosaedro” di Mario Botta, un’architettura in legno trentino che mette in relazione design, paesaggio e comunità, ispirata al Cabanon di Le Corbusier, e allestita nel giardino del museo.
La Piscina Romano, nel distretto di Porta Venezia, torna a essere luogo espositivo tra i più amati dai milanesi, con il progetto di 6:AM “Over and Over and Over and Over”. La mostra, firmata da Edoardo Pandolfo e Francesco Palù, ruota attorno al tema della ripetizione come metodo progettuale: un processo che, nel lavoro sul vetro, genera variazioni continue. L’allestimento è costruito attorno all’opera “Batch”, serie di cubi in vetro soffiato già sviluppata per Bottega Veneta, qui riorganizzata come struttura spaziale. In mostra anche le principali collezioni del brand, tra nuove finiture e variazioni cromatiche, che confermano una ricerca sul vetro capace di muoversi tra oggetto e architettura.
Un’altra piscina, la Piscina Cozzi, è al centro del progetto espositivo curato da Sabato De Sarno per la Design Week 2026, intitolato “Insieme”, dedicato al valore contemporaneo dell’artigianato e del design promosso da Vanity Fair Italia. La mostra mette al centro mani, gesti e saperi dell’artigianato italiano, riportando l’attenzione sui processi e sulle persone che rendono possibile la realizzazione di ogni oggetto. Lo storico impianto sportivo si trasforma in uno spazio narrativo dove lavoro manuale e creatività contemporanea si intrecciano, mentre all’esterno l’intervento di JR, con il suo "Inside Out Project", porta sulla facciata i volti degli artigiani coinvolti.
Dopo il progetto dello scorso anno, la Visteria Foundation torna alla Milano Design Week con “Polish Modernism. A Struggle for Beauty”, ospitata al 16° piano della Torre Velasca dal 20 al 26 aprile 2026. Curata da Federica Sala e Anna Maga, la mostra intreccia opere storiche e produzioni contemporanee in un percorso tematico che restituisce il modernismo polacco come linguaggio più che contemporaneo. Arredi provenienti dal National Museum in Warsaw dialogano con nuovi interventi, attivando un confronto tra memoria e ricerca.
Ph. Andrea Rossetti
Dalla ripetizione come principio narrativo prende forma la mostra di Roberto de Pinto alla Galleria Francesca Minini, visitabile fino al 5 maggio. Il progetto espositivo, è articolato in tre atti: “Ostinato” in cui una figura ricorrente, alter ego dell’artista, si trasforma di volta in volta, una presenza autonoma che supera la stasi dell’autoritratto, definita da una pittura più stratificata, tra encausto e olio, su fondi scuri da cui i corpi emergono con forza. Con “Capriccio” si apre una deviazione: dai disegni ritagliati, attivati in una recente performance, nascono collage e composizioni combinabili, tra leggerezza e costruzione. In “Pas de deux” infine, la relazione si fa più intima: figure nude, sensuali, dialogano con il pittore, con fiori e frammenti poetici, che da Pablo Neruda arrivano a T. S. Eliot, attraversando le opere.
Per celebrare i cento anni dalla nascita di Vincenzo Agnetti, l’Archivio Vincenzo Agnetti dedica all’artista milanese la mostra “Immagini del potere”, rileggendo un tema centrale della sua ricerca. Dal linguaggio alla tecnica, dal soggetto al desiderio, il potere attraversa l’intero percorso dell’artista: partendo dalla “Tesi”, libro che denuncia l’abuso sulle parole, alle “Inserzioni anonime”, fino ai lavori più noti. Fulcro dell’esposizione è l’opera “Profezia” del 1970, lavoro visionario e politico, attorno a cui si dispongono altri nuclei come gli “assiomi”, le bandiere dell’Amleto politico e “Riserva di caccia”. Un insieme essenziale di lavori che restituisce la coerenza di una ricerca capace di interrogare ancora il presente.
Per l’Art Week 2026 Bar X, il progetto espositivo itinerante curato da Giorgio Galotti, sceglie uno dei luoghi più iconici della città, il Bar Basso. In questa occasione, protagonista dell’esposizione è la fotografia, con gli scatti di Giovanna Silva, in un intervento site-specific costruito a partire dagli spazi e dalla quotidianità del locale. Il 17 aprile alle 16.00 è in programma “Foto e Negroni (sbagliato)”, una conversazione informale con l’artista che intreccia riflessione sul linguaggio fotografico contemporaneo e dimensione conviviale, nel luogo simbolo del cocktail ideato da Maurizio Stocchetto.
Con il Duomo di Milano sullo sfondo, incorniciato dalle vetrate della Sala Fontana, il video di Diego Marcon si apre con un carosello di cartoline che evocano un immaginario di viaggio sospeso tra memoria e costruzione visiva. “salut! hallo! hello!” è il titolo dell’opera del 2010 grazie alla quale l’artista lombardo si è aggiudicato il premio assegnato dall’Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana. Istituito nel 2003, e diretto da Gemma De Angelis Testa, il premio ACACIA nel tempo ha contribuito alla formazione di una collezione significativa per la città di Milano, donata dal 2015 al Museo del Novecento di Milano, che oggi conta quaranta opere di ventotto artisti italiani.
Restando nel Palazzo dell’Arengario, la mostra “Bruno Munari Vedere l’Aria” approfondisce la ricerca di Bruno Munari, evidenziandone la capacità di attraversare e rinnovare i linguaggi dell’arte cinetica e programmata. Realizzata con Archivi Bruno Munari, Spazio Munari e Corraini Edizioni, il progetto espositivo si articola attorno a un nucleo di opere che rende percepibile l’aria come elemento mobile, integrando tempo e movimento: fulcro del percorso è infatti l’azione “Far vedere l’aria” (1969), realizzata a Como nell’ambito di Campo Urbano e documentata dagli scatti di Ugo Mulas.
La sede milanese di Thaddaeus Ropac, ospita “Dialogues are mostly fried snowballs” una mostra che mette in relazione Marcel Duchamp ed Elaine Sturtevant, in un confronto inedito tra due figure chiave del pensiero concettuale. Dai readymade di Duchamp – oggetti comuni elevati a opera – alle ripetizioni di Sturtevant, eseguite a memoria, la mostra indaga il passaggio dall’immagine al concetto, e i meccanismi di costruzione e legittimazione dell’opera. Dal dialogo che intercorre tra lavori emblematici dei due artisti emerge una riflessione ancora attuale sui processi di riproduzione e sull’autorialità, oggi riletta alla luce della cultura digitale e dell’AI.
Dopo il restauro dello spazio sul Naviglio Grande, sSettantaventidue riapre il 21 aprile 2026 con una mostra dedicata ai disegni e acquerelli di Finn Juhl. Realizzata in collaborazione con Designmuseum Danmark e House of Finn Juhl, l’esposizione si concentra sui materiali preparatori per grandi eventi internazionali dei primi anni Cinquanta, dal MoMA alla Triennale di Milano. Attraverso una selezione di disegni emerge il ruolo centrale di questa pratica nel lavoro di Juhl: acquerelli raffinati che traducono in forma le qualità organiche e plastiche dei suoi arredi. Un corpus che restituisce la costruzione dello spazio espositivo come parte integrante del progetto, nel momento in cui il design scandinavo si afferma sulla scena internazionale.
Una collaborazione come formato espositivo: “Coming Soon” riunisce UNA e Castiglioni Fine Arts, consolidando la collaborazione nello spazio milanese condiviso, avviata nel 2025 tra ricerca emergente e scena internazionale. Il progetto mette in dialogo Josep Maynou e Bianca Millan, interrogando il confine tra realtà e finzione. Le “Movie Posters” di Maynou – locandine per film mai realizzati – nascono da processi collaborativi e restano aperte a continue variazioni. In parallelo, Millan costruisce un’installazione che rende visibile il processo creativo attraverso flussi di lavoro e tracce quotidiane. Un racconto stratificato, dove narrazione e produzione coincidono.
Il metallo è il punto di partenza per la ricerca dell’artista italo francese Matisse Mesnil, che ne esplora limiti e possibilità tra pratica artigianale e processi industriali. “Sutura” è il titolo della mostra in corso fino al 9 maggio, curata da Milovan Farronato e Chiara Spagnol, che inaugura lo spazio milanese di Romero Paprocki, situato nel quartiere di Porta Venezia. Nelle opere di Mesnil tecniche come saldatura e smerigliatura ridefiniscono soggetti e generi tradizionali, il paesaggio e la natura morta, ridotti a strutture essenziali, costruite per linee e variazioni minime. Le opere sono pensate in relazione allo spazio e al corpo dello spettatore, con una forte attenzione all’allestimento. In questa prospettiva, la “sutura” evocata dal titolo diventa immagine di passaggio e di relazione tra interiore ed esteriore, architettura e corpo.
Dopo Oltre il Salone 2023, Repubblica del Design prosegue la propria ricerca con “100 cose da non dimenticare”, progetto che riattiva rifugi e bunker della Seconda guerra mondiale come spazi culturali contemporanei. In occasione della Design Week 2026, tra il rifugio di via Bodio e il Bunker Breda al Parco Nord, questi luoghi tornano accessibili come infrastrutture civiche, capaci di ospitare mostre e pratiche progettuali. Il programma si sviluppa tra workshop e installazioni, costruendo un percorso che unisce memoria e uso presente. Il numero “100” è stato scelto come soglia e struttura narrativa, per guidare un racconto collettivo che riflette su nuove forme di rifugio, anche in relazione alle trasformazioni ambientali e sociali.