Il designer più discreto del Novecento compie 100 anni: la mostra a Milano

Al Castello Sforzesco una mostra ripercorre l’opera di Gianfranco Frattini tra arredi iconici, vetri e nuove edizioni realizzate da aziende come Cassina, Gubi e Poltrona Frau.

Sigaretta in bocca, sempre ben abbottonato, sguardo serio. Gianfranco Frattini era un uomo tutto d'un pezzo, e il suo lavoro lo era altrettanto: compatto, coerente, privo di sbavature. Architetto e designer tra i più rigorosi del secondo Novecento italiano, ha attraversato decenni di fermento creativo senza mai inseguire le mode, scegliendo invece una strada propria - fatta di materiali onesti, proporzioni studiate, e una certa eleganza. Cent'anni dalla sua nascita sono un'occasione giusta per tornare a guardarlo con attenzione, e la mostra Gianfranco Frattini 1926-2026 al Castello Sforzesco di Milano (dal 31 marzo al 28 giugno 2026) lo fa nel modo più adatto: senza ridondanze, con la stessa misura che lui avrebbe preteso.

Gianfranco Frattini, Megaron per Artemide. Courtesy of Artemide

La sede scelta non è casuale. Il Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, parte del complesso dei Musei Civici, è uno di quei luoghi in cui la storia del mobile italiano si racconta per stratificazioni, e Frattini si inserisce in questo racconto con naturalezza. Le nicchie del museo diventano per l'occasione piccoli teatri silenziosi, dove edizioni speciali dei suoi arredi - realizzate per il centenario da Artemide, Cassina, CB2, Gubi, Poltrona Frau, Tacchini e Torri Lana - dialogano con lo spazio senza alzare la voce. Un fondale laccato rosso mattone, tinta tratta direttamente dal vocabolario cromatico di dell’autore, unifica l'allestimento curato dalla figlia Emanuela Frattini Magnusson e Pietro Todeschini, con la co-curatela di Fiorella Mattio, conservatrice responsabile dei Musei del Castello Sforzesco.

Mio padre non amava raccontarsi, preferiva fosse il suo lavoro a parlare per lui.

Emanuela Frattini, Studio/Archivio Gianfranco Frattini

Gianfranco Frattini, Portofino. Courtesy of Studio Archivio Gianfranco Frattini

Il percorso si estende anche alla Sala Castellana, dedicata dal 2017 alla donazione Bellini-Pezzoli di opere in vetro del XX e XXI secolo. Qui, accanto al vaso Marco del 1970 — già parte della collezione permanente - vengono esposte due bottiglie in vetro disegnate da Frattini per Progetti, oggi rieditate da CB2. Oggetti sobri, precisi, capaci di stare in un museo senza sembrare fuori posto e in una casa senza sembrare troppo importanti: una dote rara, che pochi designer hanno davvero posseduto.

Gianfranco Frattini, tavolino 780 per Cassina. Foto Ballo, Courtesy of Cassina

“Il Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee è il luogo del Castello Sforzesco dove si racconta anche il design contemporaneo e la centralità di Milano in questo ambito”, spiega Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano. “Questa esposizione dimostra la vitalità del museo nell'aggiornare i suoi percorsi creando dialoghi virtuosi tra le opere del passato più lontano e quello più recente”. Un riconoscimento dovuto, per un designer che Milano l'ha plasmata con discrezione - nei suoi interni, nei suoi oggetti, in quell'idea di buon vivere borghese e colto che la città ha a lungo incarnato.

Gianfranco Frattini in Giappone. Courtesy of Studio Archivio Gianfranco Frattini

Il centenario non si esaurisce tra le mura del Castello. Durante la Milano Design Week di aprile, gli showroom delle aziende con cui Frattini ha collaborato nel corso della carriera accoglieranno un programma diffuso in città. A giugno, al Bar Basso - luogo simbolo dell'incontro nella Milano del design - cento bicchieri disegnati da Frattini nel 1980 torneranno al loro scopo più nobile: essere riempiti durante un aperitivo, tra aneddoti e testimonianze. Dall'autunno a dicembre, infine, una selezione fotografica e alcuni arredi popoleranno a rotazione la Biblioteca al Parco Sempione, ospitata nel padiglione vetrato progettato da Ico Parisi per la Triennale di Milano del 1954: non pezzi in esposizione, ma oggetti che ritrovano la loro funzione, usati dal pubblico nel tempo lento della lettura e della sosta.

Gianfranco Frattini nello studio di via Sant’Agnese, Milano. Courtesy of Studio Archivio Gianfranco Frattini

È forse questa la cifra più onesta del programma: non imbalsamare, ma rimettere in circolo. Lo sa bene Emanuela, che insieme al fratello Marco gestisce lo Studio/Archivio Gianfranco Frattini: “Il 2026 segna il centenario della nascita di mio padre, che ha fatto parte di quel gruppo straordinario di professionisti milanesi protagonisti del design italiano nella seconda metà del ventesimo secolo. Abbiamo raccolto versioni speciali delle sue riedizioni e concepito un progetto contenitore che da un lato differenzi il nostro spazio, ma al tempo stesso lo inserisca con semplicità di dettagli e finiture nell'ambiente che lo ospita. Personaggio all'apparenza esuberante, ma in realtà introverso, Gianfranco Frattini non amava raccontarsi, ma preferiva fosse il suo lavoro a parlare per lui - e siamo felici che con le attività previste nel corso del 2026 questo continui ad avverarsi”.

Il vero tributo, allora, non è la targa commemorativa, ma la sedia su cui ci si siede ancora, il bicchiere che si alza ancora, la luce che si accende ancora. Frattini avrebbe approvato.

Mostra:
Gianfranco Frattini 1926 – 2026
A cura di:
Fiorella Mattio, Emanuela Frattini Magnusson
Dove :
Castello Sforzesco, Milano Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee e Sala Castellana
Date:
31.03.2026 – 28.06.2026

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