Per decenni, la regione desertica di AlUla, in Arabia Saudita, che custodisce millenni di storia, è rimasta chiusa alla maggior parte dei visitatori. A causa di credenze islamiche conservative, le sue terre venivano considerate dimora dei jinn, spiriti maligni della tradizione araba, un’idea legata alle rovine preislamiche di civiltà come i Nabatei, le cui imponenti tombe sono oggi parte del sito patrimonio mondiale Unesco di Hegra, noto anche come Mada’in Saleh.
Oggi, tutto questo è cambiato. Da meno di un decennio, l’Arabia Saudita ha iniziato a valorizzare il proprio patrimonio preislamico, trasformando la ricchissima eredità storica di AlUla attraverso un ambizioso programma culturale guidato dalla Royal Commission for AlUla, un ente istituito nel 2017 per preservare e sviluppare il sito archeologico e storico millenario, puntando a farne un polo culturale dedicato ad archeologia, arte, design e turismo. Da quando la regione è stata aperta ai visitatori internazionali nel 2019, le meraviglie di AlUla hanno iniziato ad attirare viaggiatori da tutto il mondo.
Al cuore dello sviluppo di AlUla c’è la cultura. Iniziative come Design Space AlUla, l’AlUla Design Award, Desert X AlUla, il centro artistico Madrasat Addeera, dedicato alla tutela dei mestieri tradizionali, e le future istituzioni come il Museo della Via dell’Incenso e il Museo di Arte Contemporanea, stanno consolidando lo status di AlUla come hub internazionale di scambio creativo.
“Il panorama culturale di AlUla sta evolvendo a una velocità incredibile, con ogni stagione che porta nuove esperienze capaci di mettere in dialogo passato e futuro”, afferma Hamad Alhomiedan, direttore delle Arti e Industrie Creative della Royal Commission for AlUla (RCU). “Il prossimo AlUla Arts Festival (16 gennaio - 14 febbraio 2026) sarà il più vario di sempre, con Desert X AlUla 2026 che presenterà installazioni site-specific di artisti sauditi e internazionali. Il tema di quest’anno, Space Without Measure, ispirato allo scrittore libanese americano Kahlil Gibran, invita il pubblico a immaginare le nostre valli, oasi e canyon come paesaggi senza confini in cui l’immaginazione è libera di espandersi.”
Il panorama culturale di AlUla sta evolvendo a una velocità incredibile, con ogni stagione che porta nuove esperienze capaci di mettere in dialogo passato e futuro.
Hamad Alhomiedan, direttore delle Arti e Industrie Creative, Royal Commission for AlUla
Lanciata nel gennaio 2020, Desert X AlUla è giunta alla sua sesta edizione. La mostra, composta da opere realizzate per il luogo, dialoga con i paesaggi naturali e con il patrimonio unico di AlUla, affrontando interrogativi di portata globale.
Se l’arte contemporanea costituisce una pietra angolare della missione culturale di AlUla, Alhomiedan sottolinea come la regione stia emergendo rapidamente anche come centro regionale per il design. Designer locali e internazionali che operano sul territorio sono chiamati a confrontarsi con il paesaggio, sia attraverso i materiali naturali, sia nei temi progettuali. Inaugurato nel febbraio 2024, Design Space AlUla ospiterà la mostra “Material Witness: Designing from Within”, dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026.
“L’esposizione mette in luce il ruolo crescente di AlUla come luogo di creatività e innovazione grazie ai progetti dell’AlUla Artists Residency Program e dell’AlUla Design Award”, spiega Alhomiedan. Inserito nell’anno saudita dedicato ai mestieri tradizionali, l’AlUla Design Award 2025, giunto alla quarta edizione, “celebra l’ingegno della mano umana e crea connessioni tra designer e artigiani globali e i materiali, le storie e il patrimonio straordinario di AlUla”.
La tutela dei mestieri locali
All’interno di Madrasat Addeera, un tempo la prima scuola femminile della regione, un gruppo di donne lavora il tornio dando forma a ceramiche, mentre in un’altra stanza intreccia foglie di palma essiccate per realizzare cesti, sottopiatti e perfino borse contemporanee. Oggi, Madrasat Addeera è un centro innovativo di arte e design impegnato a preservare i mestieri e le tradizioni del territorio, tra cui la pratica del khoos, la tessitura delle palme da dattero, offrendo percorsi di formazione in discipline come gioielleria e ceramica, capaci di combinare tecniche tradizionali e design moderno. La sua missione non è solo mantenere vivo il patrimonio artigianale locale, ma anche offrire nuove opportunità alle donne di AlUla.
Durante gli AlUla Design Stores, dal 22 gennaio al 28 febbraio, saranno proposti oggetti nati da tre designer legati a Madrasat Addeera insieme a prodotti sviluppati nell’ambito dell’AlUla Design Award, del Designathon e della Design Residency.
“La crescita di AlUla come capitale culturale è radicata nelle qualità che la rendono unica”, aggiunge Alhomiedan. “Ogni nuovo programma, mostra o commissione parte dal paesaggio, dalla storia, dalle tradizioni e dalla comunità che definiscono questo luogo. Collaborando con creativi sauditi e internazionali, abbiamo creato piattaforme in cui il dialogo globale prospera accanto alla maestria e alla narrazione locali”.
Madrasat Addeera, osserva, ne è forse l’esempio più emblematico. “Come primo centro di arte e design della regione, sta rivitalizzando i mestieri tradizionali con un programma di formazione professionale che preserva e rinnova tradizioni artistiche di valore inestimabile, creando opportunità economiche per residenti uomini e donne. Il programma pubblico offre ai visitatori l’occasione di sperimentare queste pratiche in prima persona, guidati da istruttori esperti in ricamo, intaglio, gioielleria e altro ancora.”
Sviluppo sostenibile attraverso la cultura
Al centro della missione culturale di AlUla — e pilastro della visione saudita Vision 2030 — c’è l’obiettivo di trasformare l’antica regione nel più grande museo a cielo aperto del mondo. Come si realizza questa ambizione? Intrecciando il patrimonio naturale e storico con un flusso continuo di creatività contemporanea, con l’intento di stimolare uno scambio culturale globale e promuovere uno sviluppo sostenibile guidato dalle comunità.
Guardando al futuro, Alhomiedan sottolinea che AlUla si prepara per traguardi decisivi come Wadi AlFann (Valle dell’Arte), un museo a cielo aperto di 65 chilometri quadrati caratterizzato da interventi permanenti di land art di artisti come James Turrell e Manal AlDowayan, la cui inaugurazione è prevista nel 2026.
È in fase di progettazione anche un museo di arte contemporanea affidato all’architetta Lina Ghotmeh, mentre tra i progetti architettonici più significativi c’è lo Sharaan Nature Resort firmato da Jean Nouvel: una struttura scolpita direttamente nelle rocce dello Sharaan National Park, ispirata all’architettura nabatea e ai paesaggi desertici della regione.
Ogni nuovo programma, mostra o commissione parte dal paesaggio, dalla storia, dalle tradizioni e dalla comunità che definiscono questo luogo.
Hamad Alhomiedan
L’iconico edificio specchiato Maraya, progettato dallo studio italiano Gio Forma e sede di spettacoli e installazioni internazionali, continua a contribuire al posizionamento culturale di AlUla.
“Al centro di tutto questo”, conclude Alhomiedan, “c’è un intento comune: creare luoghi che onorano il nostro patrimonio invitando voci creative da tutto il mondo a immaginare futuri audaci insieme a noi”.
Un’architettura che dialoga con il territorio
Ciò che distingue AlUla da altre aree del Golfo caratterizzate da sviluppi rapidi è la volontà di preservare l’identità locale. Non si vedono grattacieli: le offerte di ospitalità di lusso, sempre più numerose, nascono da progetti che coniugano architettura, comfort e cultura del territorio.
“In AlUla ogni nuovo edificio parte dal rispetto profondo per il paesaggio, i materiali, le tradizioni e le forme vernacolari che hanno modellato la regione per secoli”, afferma Alhomiedan. “Architetti e progettisti si ispirano a forme e tecniche tradizionali integrando estetica contemporanea, innovazione e tecnologie sostenibili.”
Due recenti progetti esemplificano questo equilibrio: Dar Tantora The House Hotel e The Chedi Hegra. Il primo nasce dal restauro e dalla riconversione di antichi edifici in mattoni di fango nel centro storico di AlUla, utilizzando arredi e decorazioni tradizionali. The Chedi Hegra, progettato e rinnovato da Gio Forma, è invece il primo resort situato direttamente all’interno di un sito Unesco in Arabia Saudita e integra strutture esistenti, tra cui una vecchia stazione ferroviaria.
In AlUla, il deserto è al tempo stesso tela reale e metaforica, capace di alimentare l’esperienza del viaggiatore e ispirare nuove visioni creative.
Che si tratti di un’esperienza quasi ultraterrena, sospesi in mongolfiera sopra le 110 tombe nabatee di Hegra, di un percorso tra installazioni diffuse nel paesaggio o di un concerto all’aperto sotto le imponenti formazioni rocciose della regione, AlUla offre un continuum di espressione umana tra passato e presente, dove la natura amplifica lo stupore.
Immagine di apertura: The Dot, Faisal Samra, Desert X AlUla 2024. Per gentile concessione della Commissione reale di AlUla e di Lance Gerber
