Distanziamento sociale: al Magazzino Italian Art di New York si fa con le onde radio

Un dispositivo sviluppato da ingegneri italiani e americani vibra quando la distanza di sicurezza viene infranta: un modo discreto e innovativo per godersi i musei senza troppe preoccupazioni.

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Magazzino of Italian Art Giulio Paolini, Amore e Psiche, 1981, emulsione su tela, telai, rotoli di stoffa colorati, dimensioni variabili

Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Magazzino of Italian Art Jannis Kounellis, Senza titolo, 1989, colonna, scarpe, solette in piombo, 140x31x 24cm

Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Magazzino of Italian Art Michelangelo Pistoletto, Adamo ed Eva, 1962-1987, stampa serigrafica su acciaio inossidabile lucidato a specchio, 248 x 250 cm

Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Magazzino of Italian Art Giulio Paolini, Mimesi, 1976-1988, due calchi di gesso, due basi di legno, ogni calco: 175 x 62 x 50 cm, ogni base: 100 x 50 x 50 cm

Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Magazzino of Italian Art Luciano Fabro, Italia all’asta, 1994, ferro dipinto, asta metallica, 300 x 71 x 8 cm

Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

In Italia i musei sono ripartiti, mettendocela tutta per assicurare al proprio pubblico il piacere di passeggiare all’interno di una mostra o una collezione senza rischi di contagio. Ormai conosciutissimi sono i presidi di base: mascherina sempre addosso, percorso unico, gel igienizzanti distribuiti per lo spazio e distanza di un metro o due tra un visitatore e l’altro.

A proposito di social distancing, però, c’è chi proverà ad andare oltre, mettendo in campo l’uso di nuove tecnologie. Stiamo parlando di Magazzino Italian Art, il museo no profit newyorkese dal 2017 caposaldo della promozione dell’arte italiana negli Stati Uniti, con particolare focus su arte del dopoguerra e Arte povera. Lo spazio non ha ancora comunicato la data della riapertura post lockdown, ma si sta comunque preparando ad accogliere nuovamente i visitatori. Lo farà affidando a ognuno di loro un dispositivo EGOpro, tecnologia sviluppata dalla cooperazione tra società italiane e americane, rispettivamente la Advanced Microwave Engineering (AME) e la Advanced Industrial Marketing (AIM).

Utilizzando la tecnologia radio UWB (Ultra-Wideband) il dispositivo – che accompagnerà ogni utente per tutta la durata della visita – misurerà la distanza tra le persone, vibrando ed emettendo una luce LED rossa lampeggiante quando il limite di spazio consentito tra l’una e l’altra viene infranto. Una misura che permetterà al pubblico di essere consapevole dei propri movimenti in modo discreto, senza interrompere la quiete, doverosa all’interno di un museo. Inoltre, gli EGOpro Active Tags possono essere anche settati su coppie o gruppi che visitano il museo insieme, senza dare l’allarme per i dispositivi pre-impostati. Un grosso aiuto per chi non ha ancora introiettato il significato della distanza – sia un metro o siano due – nello spazio reale. Ci sono ulteriori vantaggi: il dispositivo non tiene memoria dei movimenti percorsi, è facilmente igienizzabile e produce un quantitativo di onde ben inferiore a quello del cellulare.

  • Magazzino Italian Art
  • New York, USA
Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Courtesy Magazzino Italian Art, New York

Magazzino of Italian Art Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Giulio Paolini, Amore e Psiche, 1981, emulsione su tela, telai, rotoli di stoffa colorati, dimensioni variabili

Magazzino of Italian Art Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Jannis Kounellis, Senza titolo, 1989, colonna, scarpe, solette in piombo, 140x31x 24cm

Magazzino of Italian Art Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Michelangelo Pistoletto, Adamo ed Eva, 1962-1987, stampa serigrafica su acciaio inossidabile lucidato a specchio, 248 x 250 cm

Magazzino of Italian Art Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Giulio Paolini, Mimesi, 1976-1988, due calchi di gesso, due basi di legno, ogni calco: 175 x 62 x 50 cm, ogni base: 100 x 50 x 50 cm

Magazzino of Italian Art Courtesy Magazzino Italian Art, New York. Foto di Marco Anelli, 2017

Luciano Fabro, Italia all’asta, 1994, ferro dipinto, asta metallica, 300 x 71 x 8 cm