“Assistiamo oggi allo sviluppo di una cultura dell’architettura che si trasmette soprattutto attraverso la propria immagine e quindi attraverso l’interpretazione che ne dà il fotografo: il suo ruolo, infatti, nella fabbricazione del processo d’informazione è forse pari solo alla sua responsabilità nel decidere l’immagine che rappresenterà in modo assoluto l’architettura”.
Le architetture di Aldo Rossi fotografate da Gabriele Basilico: un’amicizia nata grazie a Domus
Per vent'anni Gabriele Basilico ha fotografato gli edifici dell'architetto milanese, dal 1987 al 2007. Un nuovo volume edito da Humboldt Books racconta il rapporto tra il fotografo e l’architetto, nato a partire da un servizio per Domus.
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- Carla Tozzi
- 13 febbraio 2026
Scrive Gabriele Basilico in un trafiletto del numero 616 di Domus dell’aprile 1981, in un invito a coinvolgere i fotografi come “insostituibili responsabili della rappresentazione ottico-iconica nel processo di trasformazione della cultura architettonica”: l’occhio del fotografo – questo il titolo del suo intervento – è per Basilico uno strumento attivo nel racconto critico dell’architettura.
Sei anni dopo, nel 1987, Domus commissiona al fotografo un servizio su Casa Aurora, edificio torinese sede degli uffici del Gruppo Finanziario Tessile, realizzato proprio quell’anno su progetto di Aldo Rossi con Gianni Braghieri.
È questa la prima vera occasione di incontro con l’architetto milanese, nello studio di Aldo Rossi in Via Santa Maria della Porta a Milano, dalla quale nascerà un’amicizia fatta di “sintonie e di incontri diacronici quanto episodici”, come scrive Chiara Spangaro nel libro Gabriele Basilico fotografa Aldo Rossi, edito da Humboldt Books in collaborazione con l'Archivio Gabriele Basilico e la Fondazione Aldo Rossi.
Da quel servizio del 1987, Basilico ha seguito la carriera di Aldo Rossi per quasi vent'anni – inizialmente grazie a lavori su commissione, e poi quasi per un’esigenza personale – accompagnandolo nella sua ascesa fino a diventare una figura di spicco nell'architettura internazionale. Il volume raccoglie per la prima volta settantadue fotografie che Gabriele Basilico dedica alle architetture di Aldo Rossi, seguendo un percorso cronologico chiasmatico: i primi soggetti nelle foto di fine anni Ottanta sono dei progetti di quegli anni, tra Ottanta e Novanta, come la Cappella Molteni (su commissione di UniFor nell’87), e il teatro Carlo Felice di Genova, per poi tornare indietro nei primi Duemila con le fotografie del Cimitero di San Cataldo (1971) e del Quartiere Gallaratese (1967-1972).
Gabriele Basilico, studente di architettura al Politecnico di Milano negli anni in cui Aldo Rossi è titolare della cattedra di Caratteri stilistici e distributivi degli edifici, alla metà degli anni Sessanta, si forma nel contesto milanese del dopoguerra, alle soglie del Sessantotto, in un clima culturale segnato da forti sollecitazioni visive e intellettuali. Pur non frequentandone le lezioni, Basilico entra in contatto con il pensiero di Rossi attraverso i suoi testi e il dibattito disciplinare, riconoscendone l’impegno nel riaffermare l’autonomia culturale dell’architettura e nel riportare la pianificazione urbana al ruolo di strumento critico e non di fine a sé stante.
Le fotografie di Basilico, in un bianco e nero severo che racconta gli edifici quasi riportandoli alla dimensione del disegno, come scrive Pier Paolo Tamburelli nel saggio che accompagna la selezione di immagini presenti nel volume, “sembrano richiamare Rossi alla sua stessa teoria, voler sottrarre gli edifici alle divagazioni del loro autore, ricondurli dall’intimismo narcisista dell’Autobiografia scientifica alla scienza militante dell’Architettura della città. Basilico qui è più rossiano di Rossi; le sue fotografie documentano precisamente gli edifici e le città in cui sono posti nella loro scontrosa relazione”.
Tutto ciò è messo ancor di più in risalto se si fa riferimento alle fotografie più note degli edifici di Aldo Rossi, quelle a colori scattate da Luigi Ghirri, come fa notare sempre Tamburelli: se il linguaggio del fotografo emiliano si concentra più sull’aspetto cromatico in relazione all’ambiente che ha accolto quelle architetture, la sintassi di Basilico è invece tutta incentrata sull’oggettualità degli edifici, in un approccio analitico, quasi scientifico.
Il volume edito da Humbolt integra alla narrazione fotografica, anche una parte testuale, dedicata sia ad alcuni scritti di Aldo Rossi sui propri lavori, ma anche a due testi che l’architetto milanese scrisse per due volumi di fotografie di Gabriele Basilico, Gabriele Basilico. Porti di mare (1990) e Gabriele Basilico. In treno verso l’Europa (1993), che permettono di approfondire la reciprocità del legame tra i due. Rossi legge in chiave poetica quasi cinematografica il valore simbolico delle infrastrutture della vita quotidiana fotografate da Basilico. Scali e stazioni diventano luoghi dell’esistenza di lavoratori e viaggiatori, spazi di passaggio segnati da incontri e solitudini. In queste immagini Rossi riconosce i frammenti di civiltà industriali ormai in declino, capaci tuttavia di generare nuovi scenari urbani e una forma inedita di bellezza.
A corredo di questo volume, vale anche la pena ricordare un altro piccolo testo scritto da Gabriele Basilico, architetto fotografo, sempre per le pagine di Domus, intitolato Lettera a un amico architetto (Domus 811, gennaio 1999), che si conclude così: “Ciò che da tempo mi pongo come obiettivo è riuscire ad avere uno sguardo liberato da moralismi, da ideologie, dall'incubo latente del pregiudizio. Forse cosi può nascere e svilupparsi la possibilità di leggere una nuova 'bellezza', che non esclude ma convive con la mediocrità. […] Forse allora l'atto del fotografare, inteso come lettura dei caratteri, ci aiuterà a capire la forma semplice o complessa dei luoghi, a coglierne analogie o differenze fino a illuderci di poter possedere e manipolare il reale attraverso la sua immagine e di poter impossessarci così, virtualmente, dello spazio”.
Immagine di apertura: Centro direzionale di Fontivegge, Perugia. Foto ©2007 Gabriele Basilico / Archivio Gabriele Basilico, Milano. Gabriele Basilico, Gabriele Basilico fotografa Aldo Rossi, Humboldt Books, Milano 2026