Quando nel 1968 muore Giuseppe Brion, il suo marchio di componentistica nato vent’anni prima come B.P.M. si era lanciato da qualche tempo in un’impresa dai tratti apparentemente folli, e con un nuovo nome: Brionvega. L’ “impresa” era riscrivere il design della comunicazione e dell’intrattenimento con future icone come la radio Cubo, il televisore Algol, il radiofonografo rr226. Ennio Brion, figlio di Giuseppe, avrebbe immediatamente affiancato la madre Rina alla guida dell’azienda, consolidando l’esperimento in un vero mito. Oggi che anche Ennio Brion è morto, a 86 anni, lascia un’eredità che attraversa tutta l’ampiezza di ciò che si può chiamare design. Le collaborazioni consolidate con nomi fondamentali del livello di Marco Zanuso e Richard Sapper, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Mario Bellini hanno segnato la storia del product design italiano; ma oltre alla “scala del cucchiaio”, anche quella della città lo ha visto impegnato in prima persona come proprietario, in progetti come quello affidato a Gino Valle e poi Cino Zucchi, Guido Canali, Charles Jencks e Andreas Kipar per la trasformazione delle aree milanesi del Portello.
Addio a Ennio Brion (1940-2026), creatore di un’eredità totale per il design italiano
Con la scomparsa a 86 anni dell’imprenditore che aveva guidato Brionvega negli anni del mito, si chiude una stagione che ha attraversato tutti i significati del design italiano, dalla scala dell’oggetto a quella urbana, passando per architetture di James Stirling e Carlo Scarpa.
View Article details
- La redazione di Domus
- 25 marzo 2026
Anche nell’architettura, quindi, la presenza di Brion nel contesto italiano e internazionale si è costruita fondamentalmente nel valorizzare e nel far crescere un patrimonio culturale unico: come presidente degli Amici di Brera, è suo il primo passo per il restauro di Palazzo Citterio a Milano – oggi parte della Grande Brera – coi nuovi spazi espositivi affidati nel 1980 a James Stirling; ed è stato suo e della sorella Donatella, nel 2022, il dono al FAI del Memoriale Brion, l’ultima opera di Carlo Scarpa, commissionata da Rina alla morte del marito, e destinata a diventare un altro archetipo dell’architettura e della poetica del paesaggio.