Su Kickstarter spopola RewindPix, la fotocamera digitale che simula l’esperienza della pellicola tradizionale.
Nasce da un’idea di Xiao Liu, fotografo e designer con un passato nel mondo tech, che dopo non aver trovato una compatta digitale capace di restituire davvero l’esperienza della pellicola ha deciso di costruirla da zero. Il risultato è una fotocamera “punta e scatta” che simula la pellicola non solo nell’esperienza d’uso ma anche attraverso filtri ed effetti che restituiscono un’estetica analogica.
Pesa 185 grammi, ha una scocca in metallo e plastica e, proprio come le macchine fotografiche di un tempo, integra una ghiera per “caricare” la pellicola prima dello scatto. Il numero degli scatti residui e l’autonomia vengono mostrati in un piccolo display sul retro, mentre per la cattura delle immagini si affida a un sensore Sony Cmos da 1/3.06 pollici da 13 megapixel, abbinato a un obiettivo 35 mm f/2.2 con elementi in vetro e plastica.
Non mancano un flash allo xeno e un mirino ottico da 2,5 x 2 cm con ingrandimento 0,78x; la velocità dell’otturatore, pari a 1/60 di secondo, consente di ottenere scatti nitidi in diverse condizioni di luce. Specifiche, queste, più vicine a una compatta entry-level che a una fotocamera avanzata: segno che il valore del progetto non sta tanto nella qualità pura dell’immagine quanto nell’esperienza che costruisce attorno allo scatto.
Oltre al design che omaggia i modelli del passato, la vera particolarità sta infatti nelle modalità d’uso: può essere impostata in modalità Film, per scattare fino a 36 fotografie come accade con le pellicole reali, applicando effetti preimpostati, oppure in modalità Camera per un utilizzo più tradizionale. È qui che emerge il cuore del progetto: non solo imitare l’aspetto della pellicola, ma riprodurne i limiti, introducendo una frizione progettata che costringe a rallentare e a scegliere.
Grazie all’app dedicata, il processo di post-produzione si riduce al minimo: è possibile intervenire su saturazione, esposizione, grana e contrasto, oppure salvare una “pellicola virtuale” con impostazioni predefinite, da caricare prima dello scatto per ottenere immagini già definite in fase di ripresa. La fotocamera può comunque essere utilizzata anche senza smartphone e si collega a computer tramite Usb-c o wireless per il trasferimento delle immagini.
In un momento in cui le fotocamere cercano di fare sempre di più — più megapixel, più automatismi, più intelligenza artificiale — RewindPix fa l’opposto: riduce, limita, semplifica.
RewindPix non è ancora in commercio: è una proposta lanciata su Kickstarter, dove la campagna ha superato gli 830 mila euro di finanziamenti, ben oltre l’obiettivo iniziale. Un risultato che segnala un interesse diffuso per dispositivi di questo tipo, anche se il successo sulla piattaforma misura soprattutto il desiderio — più che la qualità finale del prodotto.
Il progetto si inserisce infatti in una tendenza più ampia: il ritorno dell’estetica analogica nella fotografia digitale, dalla riscoperta delle compatte Ccd anni Duemila fino alla diffusione di app e filtri che simulano la pellicola. In questo contesto, RewindPix compie un passo ulteriore: non si limita a replicare l’immagine, ma prova a ricostruire il comportamento.
Per sostenere la campagna e ricevere un esemplare è possibile preordinarla a partire da 99 dollari (circa 85 euro), mentre il prezzo di vendita previsto sarà di circa 145 euro. È disponibile nei colori Sand Dune (beige) e Moon Rock (nero), con le prime spedizioni attese da giugno anche in Italia.
In un momento in cui le fotocamere cercano di fare sempre di più — più megapixel, più automatismi, più intelligenza artificiale — RewindPix fa l’opposto: riduce, limita, semplifica. Ed è proprio questa sottrazione, più che la nostalgia, a spiegare l’attenzione che sta raccogliendo.
