Nel film Un weekend da bamboccioni durante una cena il personaggio interpretato da Adam Sandler dice “We gotta go to Milan”, domanda alla quale l’interlocutore risponde “Milan what? Italy? What’s in Milan?”. Probabilmente questo scambio di battute vi risulterà familiare anche se non avete visto il film, perché con le Olimpiadi Invernali è diventato virale su Instagram e TikTok, usato in modo ironico da qualche turista per introdurre video che mostrano, più o meno sempre, il Duomo e subito dopo il mezzo di trasporto che li riporterà a casa.
La vera Milano è in questi 11 musei
Dalle architetture storiche alle conversioni post-industriali, dalla casa-museo a spazi espositivi giganteschi: ecco gallerie e musei di Milano che devi avere visto almeno una volta nella vita.
Viale Emilio Alemagna 6, 20121 Milano
Palazzo della Triennale di Milano, foto Gianluca di Ioia, Courtesy Triennale Milano
Castello Sforzesco, foto zheng.yan, via Wikimedia Commons
Fondazione Prada, Largo Isarco 2, Milano. Foto Bas Princen, Courtesy Fondazione Prada
Villa Necchi Campiglio, foto Conniecc120121, via Wikimedia Commons
Casa Corbellini-Wassermann, Milano. Foto di Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti
Padiglione d'Arte Contemporanea, piano terra. Courtesy PAC Padiglione d'Arte Contemporanea
Palazzo Citterio © Walter-Vecchio
Veduta dell’edificio di Pirelli HangarBicocca, Milano, 2023. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Lorenzo Palmieri
Courtesy Casa Museo Boschi Di Stefano, foto Alberto Lagomaggiore
Installation view, Cosima von Bonin, Ordet, Milan, 2025. Courtesy the artist and Galerie Neu, Berlin. Foto Nicola Gnesi
Il Museo di Storia Naturale di Milano, veduta generale, foto Paolobon140 via wikimedia commons
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- Carla Tozzi
- 18 febbraio 2026
Quale occasione migliore per accettare la sfida di far scoprire ai visitatori stranieri, ma anche di far riscoprire ai cittadini un po’ smemorati – e snervati da tutte le magagne che questa città presenta loro ogni giorno – alcuni tra musei e gallerie più belli di Milano, che oltre a ospitare collezioni strepitose e mostre di altissimo profilo, si trovano anche all’interno di edifici che raccontano la storia antica e contemporanea del capoluogo lombardo.
I luoghi selezionati non seguono una logica enciclopedica né vogliono offrire un elenco esaustivo, per questo sarebbero necessari decisamente molti più caratteri. Sono piuttosto alcune tappe che attraversano epoche, linguaggi e modi diversi di intendere il rapporto tra arte, cultura, architettura e spazio urbano. Dalla monumentalità solenne del Palazzo dell’Arte, che con la Triennale racconta il Novecento milanese, alla stratificazione storica del Castello Sforzesco, che molti attraversano senza aver mai acquistato il biglietto per entrare nelle sale e scoprirne le collezioni.
Dal recupero di ex edifici industriali che oggi fanno da scenografia per installazioni site-specific d’arte contemporanea, come nel caso di Fondazione Prada e Pirelli HangarBicocca, ad alcuni spazi che davvero custodiscono l’essenza della “milanesità” e della storia moderna di Milano: la raffinatezza borghese di Villa Necchi Campiglio, l’intimità della Casa-Museo Boschi Di Stefano, l’eleganza razionalista di Casa Corbellini-Wassermann, oggi sede della Galleria Massimodecarlo, ma anche il Padiglione d’Arte Contemporanea, e Palazzo Citterio, nuovo tassello del progetto Grande Brera.
Messi insieme, questi luoghi mostrano una città fatta di interni, cortili, giardini, volumi industriali e architetture moderne e contemporanee. Sono musei e gallerie adatti a chi visita Milano per la prima volta, ma forse ancora di più a chi ci vive e non si ricorda – o non sa – quante cose interessanti ci siano da vedere, spesso a portata di tram.
Costruito tra il 1931 e il 1933 su progetto di Giovanni Muzio per ospitare la V Triennale, il Palazzo dell’Arte è una delle architetture che racconta la storia del Novecento milanese. L’edificio in stile razionalista, che ancora oggi ospita la Triennale di Milano, svetta su Parco Sempione in un dialogo vivace con altri monumenti della città: il Castello Sforzesco, l’Arena Civica, l’Arco della Pace e la vicinissima Torre Branca progettata da Gio Ponti proprio in occasione della V Triennale. All’interno, il Palazzo dell’Arte conserva significative testimonianze dell’integrazione tra architettura e arti visive voluta da Giovanni Muzio. Nell’atrio è visibile il grande mosaico pavimentale con la Cavalcata delle Amazzoni, realizzato da Achille Funi e Leonor Fini, mentre il Salone d’Onore ospita il mosaico Le Arti di Gino Severini. Gli ambienti interni accolgono oggi il Museo del Design Italiano, il Teatro dell’Arte e le mostre temporanee, mantenendo la flessibilità originaria degli spazi, che è stata nei decenni rivista e guidata dagli interventi di Gae Aulenti, Umberto Riva e Angelo Cortesi nel 1983, e poi nel 2002 di Michele De Lucchi, autore della riorganizzazione degli spazi comuni e dell’Impluvium. All’esterno, nel giardino retrostante affacciato su Parco Sempione, si trovano i celebri Bagni misteriosi di Giorgio de Chirico, una fontana-scultura realizzata nel 1973 per la XV Triennale, che estende il percorso tra arte e architettura nello spazio aperto del parco. Negli ultimi anni, il progetto “Back to Muzio” ha ulteriormente riorganizzato gli spazi dell’istituzione, guardando al progetto originario del 1933, di cui un esempio è la ricollocazione del ristorante al piano del parco.
Viale Emilio Alemagna 6, 20121 Milano
Il Castello Sforzesco è sicuramente uno dei luoghi della città tra i più visitati, ma forse anche tra i più dimenticati dai milanesi sempre alla ricerca di novità. Costruito come architettura difensiva e trasformato nel tempo in palazzo del potere, il Castello Sforzesco è uno dei luoghi che meglio racconta la stratificazione storica, urbana e simbolica di Milano. Sorto nel XIV secolo sull’area del Castello di Porta Giovia e ampliato sotto i Visconti e soprattutto gli Sforza, il complesso assume la forma di una grande fortezza quadrangolare in laterizio, organizzata attorno a corti successive, torri angolari e poderose murature. La Torre del Filarete, distrutta nel 1521, venne poi ricostruita all’inizio del Novecento su progetto dell’architetto Luca Beltrami, ristabilendo l’asse monumentale verso il centro storico. Con il progetto di Beltrami, il Castello è stato trasformato in sede museale e accoglie otto musei civici come il Museo Archeologico, del quale la Sezione Egizia è stata recentemente riaperta al pubblico, la Pinacoteca dove sono esposti capolavori della pittura milanese e lombarda dal XV al XVIII secolo, il Museo delle Arti Decorative che accoglie anche opere di Gio Ponti, di Arturo Martini e di Pietro Melandri, e il Museo degli Strumenti Musicali che conserva le apparecchiature dello Studio di Fonologia della Rai di Milano dove Luigi Nono, John Cage e Henri Pousseur, tra gli altri, scrissero numerosi brani di musica elettronica. Di particolare rilievo poi sono la Sala delle Asse, decorata da Leonardo da Vinci, nuovamente accessibile, e il Museo della Pietà Rondanini, che accoglie l’ultima opera di Michelangelo in un allestimento dedicato. Piazza Castello, 20121 Milano
L’attuale sede della Fondazione Prada, inaugurata nel 2015 e progettata da OMA/Rem Koolhaas, è uno dei più significativi interventi di riuso architettonico a Milano, tanto da caratterizzare il quartiere in cui si trova, denominato SouPra (South of Prada). Il complesso nasce dalla riconversione di una ex distilleria industriale dei primi decenni del Novecento, della quale vengono mantenuti e valorizzati i diversi edifici, evitando una ricomposizione unitaria a favore di una pluralità di volumi e spazi. Alla conservazione delle preesistenze si affiancano tre nuove costruzioni – Podium, Cinema e Torre – che ampliano il repertorio delle tipologie di edifici destinate ai progetti espositivi e alla condivisione dell’arte nelle sue molteplici forme con il pubblico. Situato in Largo Isarco, nella zona sud di Milano, il complesso si sviluppa su una superficie complessiva di circa 19.000 mq e si configura come un campus culturale articolato. La Torre, alta sessanta metri e realizzata in cemento bianco strutturale a vista, segna il completamento dell’intervento: i suoi nove livelli presentano ambienti espositivi differenti per scala e qualità della luce. Da non perdere anche i due locali destinati alla convivialità: il ristorante Torre, progettato da Rem Koolhaas nel 2018 – con una vista panoramica e opere d’arte esposte nell’intero spazio tra bar e ristorante – e il Bar Luce, progettato dal regista americano Wes Anderson nel 2015, dove si possono ritrovare le atmosfere di un tipico caffè della vecchia Milano.
Largo Isarco 2, 20139 Milano
Villa Necchi Campiglio è un vero gioiello custodito nel cuore della città di Milano, che ogni architetto o appassionato di architettura dovrebbe visitare almeno una volta nella vita. Progettata da Piero Portaluppi tra il 1932 e il 1935, rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura residenziale borghese della Milano degli anni Trenta. Commissionata dalla famiglia Necchi Campiglio, proprietaria di un’azienda italiana attiva nel settore metallurgico, conosciuta principalmente per la produzione di macchine da cucire, la villa combina razionalismo, suggestioni déco, con materiali di grande pregio, e una straordinaria attenzione al comfort domestico, con soluzioni tecnologiche avanzate per l’epoca, come la piscina, per la prima volta a Milano installata in una residenza privata. Nel 1938 vengono apportate alcune modifiche all’esterno e all’arredo interno ad opera dell’architetto Tomaso Buzzi (1900-1981). Trasformata in casa-museo dal 2008, accoglie anche due collezioni d’arte: la Collezione De’ Micheli, con opere del Settecento veneziano, e la Collezione Sforni, con disegni di Modigliani, Picasso, Fontana e altri maestri del Novecento. Via Mozart, 14, 20122 Milano
Casa Corbellini-Wassermann, quartier generale milanese della galleria Massimo De Carlo, è uno degli esempi più rappresentativi del razionalismo milanese degli anni Trenta. Progettato da Piero Portaluppi e costruito tra il 1934 e il 1936 in viale Lombardia, nel quartiere di Città Studi, l’edificio nasce come residenza privata per le famiglie Corbellini e Wassermann. La facciata, rivestita in marmo di Ornavasso grigio e rosa, è accompagnata, nel lato giardino, da una scala elicoidale che faceva parte della Casa del Sabato per gli Sposi, che era stata esposta alla V Triennale di Milano, progettata dallo stesso Portaluppi in collaborazione con lo studio BBPR. L'appartamento al primo piano, che accoglie la galleria, è caratterizzato da diversi marmi pregiati tra cui verde di Alpi Cesana, verde di Issorie, verde Roja, bianco di Carrara. Nel 2019 è stato portato a termine il restauro conservativo filologico dell’appartamento a cura dello Studio Binocle, con la consulenza di Antonio Citterio, che ha avuto come obiettivo la valorizzazione delle strutture originarie che oggi dialogano con le opere degli artisti rappresentati dalla galleria. Viale Lombardia 17, 20131, Milano
Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, progettato da Ignazio Gardella e inaugurato nel 1954, è uno dei capisaldi del modernismo italiano del secondo dopoguerra, e tra i primi esempi in Italia di architettura concepita specificamente per l’arte contemporanea, in analogia con le Kunsthalle europee. Inserito nel tessuto urbano accanto ai Giardini di Porta Venezia e alla Villa Reale, il PAC con i suoi circa milleduecento metri quadri di spazio espositivo, si articola all’interno del perimetro delle ex scuderie della Villa Reale, generando una pianta a trapezio organizzata su tre livelli. Il livello inferiore, in diretto dialogo con il giardino attraverso una grande vetrata, era originariamente destinato alla scultura; quello superiore, illuminato da lucernai regolabili, accoglieva la pittura; il terzo livello, una galleria sopraelevata illuminata artificialmente, era pensato per disegni, stampe e fotografia. I tre spazi ruotano attorno a un nucleo centrale, creando viste oblique e relazioni visive continue tra le sale. Parzialmente distrutto nell’attentato di stampo mafioso del 27 luglio 1993, e ricostruito nel rispetto del progetto originario, il PAC continua oggi a ospitare mostre temporanee di alto profilo, con una sola opera permanente, i Sette Savi (1981) di Fausto Melotti, grandi sculture in marmo che sembrano osservare i visitatori dal giardino. Via Palestro, 14, 20121 Milano
Palazzo Citterio è un edificio settecentesco situato nel cuore di Brera, protagonista di una lunga e complessa vicenda di trasformazione. Costruito dall’omonima famiglia, e acquistato dallo Stato nel 1972 per renderlo parte del progetto della Grande Brera, all’inizio degli anni Ottanta, l’associazione Amici di Brera incarica James Stirling di elaborare il progetto di ristrutturazione e ampliamento del palazzo, con l’obiettivo di trasformarlo in un museo di respiro internazionale. Nel progetto dell’architetto britannico è prevista anche un’area sotterranea in stile brutalista, che oggi è infatti la Sala Stirling. Il progetto di Stirling incontrò diversi ostacoli nella sua realizzazione, tanto che il restauro completo del palazzo è stato portato a termine solo nel 2024, con la riapertura al pubblico. L’assetto attuale dell’allestimento è frutto del progetto di Mario Cucinella, che con il suo studio ha reinterpretato l’edificio come spazio culturale dinamico per l’arte moderna e contemporanea, ridefinendo ingresso, cortile e spazi espositivi. Il cortile interno ospita il “Tempietto”, una struttura circolare in legno ispirata a elementi rinascimentali come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Al piano nobile sono esposti capolavori del Novecento dalle collezioni Jesi e Vitali: tra questi, opere di Umberto Boccioni, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Pablo Picasso e Filippo de Pisis, che documentano le principali correnti artistiche europee dal Futurismo alla Metafisica. Palazzo Citterio, insieme alla Pinacoteca di Brera e alla Biblioteca Nazionale Braidense fa parte de La Grande Brera, un sistema culturale unico che connette queste tre straordinarie istituzioni milanesi. Via Brera 12-14, 20121 Milano
Pirelli HangarBicocca è uno dei più imponenti esempi di rinnovamento di un edificio industriale trasformato in sede espositiva per l’arte contemporanea. Il quartiere Bicocca, nella zona nord di Milano, tra Ottocento e Novecento era a tutti gli effetti il distretto industriale della città, con gli stabilimenti produttivi di grandi imprese come Breda, Pirelli, Falck e Marelli. Il complesso, parte dell’antica area produttiva della Breda Elettromeccanica e Locomotive, era originariamente costituito tre da edifici di produzione e officine: lo Shed in mattoni a vista con tetti a doppio spiovente e lucernari, il Cubo voltato a botte e aggiunto nel 1955, e il grande corpo di fabbrica a tre navate costruito tra il 1963 e il 1965 per il reparto trasformatori. Questi volumi, rimasti pressoché intatti nelle dimensioni sono stati recuperati e adattati a spazi espositivi a partire dal 2004, proprio grazie a Pirelli. Aperto al pubblico dal 2004, Pirelli HangarBicocca ospita una delle installazioni site-specific più imponenti dell’artista tedesco Anselm Kiefer, I Sette Palazzi Celesti, sette torri del peso di 90 tonnellate ciascuna e di altezze variabili tra i tredici e i diciannove metri realizzate in cemento armato, arricchite nel 2015 da cinque grandi tele firmate dallo stesso artista. Una seconda opera permanente è installata nel giardino all’ingresso, La Sequenza dell’artista italiano Fausto Melotti (dal 2010), che connette lo spazio espositivo con l’esterno, insieme al murales dell'artista tunisino-francese El Seed, Waves Only Exist Because the Wind Blows (2024). Il resto degli spazi, Navate, Cubo e Shed sono dedicati alle mostre temporanee che la fondazione cura, con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea – lavorando sia con artisti all’inizio della loro carriera, che con artisti noti a livello internazionale – e di diffonderne la conoscenza, garantendo a tutti i visitatori l’accesso gratuito.
Via Chiese 2, 20126 Milano
Tra i lavori più significativi di Piero Portaluppi a Milano, non si può non citare la Casa-Museo Boschi Di Stefano, realizzata tra il 1929 e il 1930 come residenza borghese moderna. La casa, abitata per decenni dai collezionisti Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, conserva l’impianto domestico originario ed è stata trasformata in museo senza snaturarne la struttura né l’atmosfera privata. L’appartamento, situato all’ultimo piano di un edificio progettato dallo stesso Portaluppi in via Giorgio Jan, mantiene arredi fissi, pavimenti, serramenti e soluzioni spaziali che restituiscono intatto il carattere dell’abitare novecentesco. L’architettura moderna diventa così la cornice di una delle più importanti collezioni di arte italiana del Novecento, con opere di Umberto Boccioni, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Arturo Martini e Massimo Campigli, tra molti altri. La disposizione delle opere segue la logica della casa più che quella del museo, evitando allestimenti invasivi e privilegiando una continuità tra spazio abitato e spazio espositivo. Via Giorgio Jan, 15 20129 Milano
Ordet è uno spazio indipendente per l’arte contemporanea che negli ultimi anni ha assunto un ruolo di primo piano nella scena artistica milanese grazie alla sua identità curatoriale forte e alla qualità delle installazioni e dei progetti espositivi. Fondato nel 2019 da Edoardo Bonaspetti e Stefano Cernuschi, dal 2025 Ordet ha una nuova sede: un’ex autorimessa in via Filippino Lippi, nel quartiere Piola, caratterizzata da alti soffitti e da una pianta aperta che, con la sua struttura pulita, offre grande flessibilità per allestimenti site-specific e opere di grande scala. Il restauro, curato dallo studio Ballabio & Bava, ha trasformato l’ex garage in un open-space dinamico con soppalco e piccole aperture che introducono luce diffusa, rendendo alcuni elementi originali dell’architettura funzionali alla fruizione artistica, allontanando l’idea di galleria come contenitore anonimo. La materialità dell’edificio, con riferimenti all’origine industriale e alle superfici grezze, favorisce un dialogo diretto tra opere e spazio, generando anche prospettive inusuali. A pochi passi si trova anche il bookshop di Lenz Press, casa editrice legata al progetto di Bonaspetti e Cernuschi, che avvicina la dimensione espositiva a quella editoriale.
Via Filippino Lippi, 4, 20131 Milano
Considerando il crescente interesse sugli argomenti del dialogo interspecie, sulle particolarità dei minerali, dell’evoluzione umana, e sui misteri dell’universo, il Museo Civico di Storia Naturale di Milano offre sicuramente molte opportunità di parlare di questi temi. Si tratta del più antico museo civico cittadino, nato nel 1838 dalla donazione delle collezioni naturalistiche di Giuseppe De Cristoforis e Giorgio Jan. Aperto al pubblico nel 1844, si afferma fin dall’inizio come istituzione scientifica e didattica centrale nella cultura milanese dell’Ottocento. Dopo una prima sede nell’ex Convento di Santa Marta e il successivo trasferimento a Palazzo Dugnani, la crescita delle collezioni porta alla realizzazione dell’attuale edificio – prima architettura museale italiana – costruito tra il 1892 e il 1907 su progetto di Giovanni Ceruti e ispirato ai grandi musei naturalistici europei. Nel 2023 viene riaperta la sala dedicata alle origini della specie umana con l’allestimento permanente a cura dello Studio Migliore+Servetto. Il museo sorge all’interno dei Giardini Pubblici di Porta Venezia, storico parco cittadino ottocentesco, configurandosi fin dall’origine come parte di un sistema integrato di spazi verdi, educativi e scientifici. A pochi passi dal Museo di Storia Naturale, si trova anche Il Civico Planetario “Ulrico Hoepli”, dotato di una grande cupola al cui interno opera un planetario in grado di proiettare sulla volta celeste l’immagine degli astri e i loro movimenti. Inaugurato il 20 maggio 1930, l’edificio fu progettato dall’architetto Piero Portaluppi su commissione dell’editore italo-svizzero Ulrico Hoepli, che lo donò alla città come strumento di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia.
Corso Venezia, 55, 20121 Milano