Ammettiamolo: abbiamo una relazione tossica con Cime tempestose. E non poteva che essere così, visto che è il romanzo per eccellenza delle relazioni tossiche.
Ogni dieci anni promettiamo che è finita. Che siamo maturati. Che nessun nuovo adattamento potrà farci ricadere nella spirale di Cathy che sposa un altro “perché è più conveniente” e Heathcliff che reagisce trasformando il dolore in un piano di distruzione di massa a lungo termine che coinvolge qualsiasi malcapitato incontrerà da lì all’eternità.
Conosciamo la storia. Sappiamo benissimo come andrà a finire. Eppure ci caschiamo sempre.
È successo nel 1939, con la prima versione cinematografica che ha fissato nell’immaginario collettivo l’iconografia hollywoodiana della coppia. Poi negli anni Settanta. Negli anni Novanta con l’ormai canonico duo Juliette Binoche–Ralph Fiennes. Nel 2011 con la rilettura scarnificata di Andrea Arnold. Nel 2022 con il ritorno virale del lamento synth-pop di Kate Bush grazie alla serie Netflix Stranger Things. E sta succedendo di nuovo ora, con Wuthering Heights diretto da Emerald Fennell e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordi.
Come nei migliori dei rapporti disfunzionali, il film se ne è uscito strategicamente la sera di San Valentino con una sorpresa: Fennell — già autrice di Promising Young Woman e Saltburn — ha trasformato la brughiera selvaggia in un dispositivo visivo costruito con cura quasi maniacale.
Per farlo si è affidata, tra gli altri, alla maestria della costumista Jacqueline Durran (due Oscar e tre BAFTA), con cui aveva già collaborato in Barbie.
Durran è famosa per le irriverenti variazioni sul tema più che per l’accuratezza storica: per intenderci, è suo il famigerato abito verde indossato da Keira Knightley in Espiazione, ambientato negli anni Quaranta ma ispirato ai modelli Chanel degli anni Venti. Un abito rimasto impresso nella memoria collettiva, tanto da meritarsi una pagina Wikipedia dedicata.
Altrettanto audaci sono gli outfit di Cathy, che in questa rivisitazione della moda ottocentesca indossa gonne ampie in lattice rosso, reti e silhouette teatrali, con una sensualità tale da far quasi provare solidarietà per Heathcliff e la sua ossessione.
L’intento dell’intero film non è tanto raccontare un’epoca quanto costruire un’attitudine: desiderio profondo e assoluto, fragilità drammatica, un certo tipo di ribellione che resta sempre e comunque glamour.
Così la coppia più problematica dell’Ottocento inglese si trasforma in quella che oggi definiremmo una “vibe” condivisa, capace di dettare tendenze che vanno dalla moda alla cosmesi fino all’arredo degli interni.
Di questo se ne è accorto anche Airbnb, che nelle ultime settimane ha visto l’interesse per il West Yorkshire crescere del 59% tra i viaggiatori Gen Z. La trovata arriva grazie alla collaborazione con Warner Bros.: un nuovo soggiorno immersivo nella “camera di Cathy” a Thrushcross Grange, fedelmente ricostruita secondo l’estetica del film.
Quella offerta dalla piattaforma non è una semplice visita ai luoghi brontëiani, ma un vero e proprio set abitabile. Pareti che toccano tutte le tonalità del rosa, dal confetto, all'antico, al color carne, superfici vellutate, dettagli decorativi pensati per evocare la presenza fisica del personaggio: cioccolatini a forma di cavallo, gelatine rosso fuoco, argenteria lucidata.
Il pacchetto comprende immancabili cavalcate sulle moorlands, visita al Brontë Parsonage, afternoon tea, cena a lume di candela e, per finire, una listening session privata della colonna sonora firmata da Charli xcx.
Il fenomeno non è nuovo. Il set-jetting — il turismo legato ai luoghi del cinema — è ormai una componente stabile dell’industria culturale. Qui però il passaggio è più evidente: l’attrattiva non sta più nel visitare un luogo di ripresa, ma nell’abitare una finzione.
Se è vero che il romanzo di Emily Brontë è un testo radicale, che racconta l’impossibilità del riscatto sociale e le tensioni di genere attraverso rancore, desiderio e distruzione, viene difficile immaginare come rendergli giustizia in una stanza con moquette pelosa. Forse entrando con gli scarponi ancora sporchi di fango?
- Copertina:
- La camera di Cathy, parte dell’esperienza Airbnb ispirata a Cime tempestose.
- Foto:
- Foto: Nicolas Blandin, per gentile concessione di Airbnb.
Immagine di apertura: La camera di Cathy, parte dell’esperienza Airbnb ispirata a Cime tempestose. Foto Nicolas Blandin, Courtesy Airbnb
