Le mostre di design e architettura da vedere nel 2026

Da Londra a Hong Kong, da Milano a Parigi, fino a New York: mostre collettive, retrospettive e manifestazioni da non perdere nel 2026 per capire cosa sta succedendo nel panorama internazionale dell’architettura e del design.

Il 2026 si preannuncia ricco di appuntamenti per gli appassionati di design e architettura, scandito da manifestazioni internazionali che riflettono la complessità del settore e la crescente interdipendenza con tecnologia, ecologia e cultura materiale.

In una Milano in fermento che si prepara a ospitare le Olimpiadi Invernali, il Salone del Mobile 2026 mantiene la sua centralità come punto di osservazione privilegiato sulle tendenze globali, e sull’attenzione al dettaglio, con il nuovo progetto “Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces” curato da Annalisa Rosso con allestimento di Formafantasma, dedicato a produzioni limitate e alla manifattura contemporanea di alto profilo.

In Europa, il 3daysofdesign di Copenaghen conferma il ruolo strategico che la regione nordica riveste nel ripensare i materiali e i processi produttivi, mentre il London Design Festival e la Clerkenwell Design Week consolidano la leadership della capitale britannica nel dialogo tra design, arti applicate e rigenerazione urbana.

3daysofdesign Copenaghen, 2025, Royal Danish Academy © Matteo Bellomo

Al di fuori del vecchio continente, il circuito si amplia con appuntamenti capaci di dare forma alle evoluzioni del mercato e della ricerca: Design Doha e Design Shanghai propongono un’idea di design sempre più interconnessa con l’innovazione tecnologica e i linguaggi che arrivano da Oriente. Mentre negli Stati Uniti, l’Icff a New York e Design Miami si confermano come piattaforme che favoriscono l’incontro tra cultura del progetto, sperimentazione digitale e collezionismo.

Sul versante delle grandi rassegne, il 2026 segna il ritorno della Sharjah Architecture Triennial, incentrata sul ripensamento delle infrastrutture civiche per la collettività e dalla nona edizione della Oslo Architecture Triennale, oggi fra i contesti più dinamici nella riflessione su ecologie, infrastrutture sociali e nuovi modelli insediativi.

Accanto a fiere e biennali, il 2026 porta nelle istituzioni internazionali una serie di esposizioni da non perdere. Grandi monografiche dedicate a stilisti e designer come Elsa Schiaparelli, Herzog & de Meuron, Lella e Massimo Vignelli, per citarne alcuni. Parallelamente, le mostre si confermano campo di speculazione teorica e di ricognizione storica, con indagini sulle trasformazioni del contemporaneo, come “The Nue Black Aesthetic” al Design Museum di Londra, “More than Human – Design meets Nature” a Zurigo “Art of Noise” al Cooper Hewitt di New York.

Una parte della mostra presenta esempi di preparazione civile della società alle crisi o alle catastrofi. Foto Etienne Malapert, mudac.

Tra gli spostamenti da segnalare c’è anche la mostra “We Will Survive. The Prepper Movement”, che dopo il debutto al Mudac di Losanna, approda al Röhsska Museum di Göteborg, ampliando il dibattito su estetiche e politiche della sopravvivenza nel contemporaneo.

Domus ha selezionato le mostre di architettura e design che si preannunciano tra le più interessanti nel 2026, da segnare senza dubbio in agenda.

Immagine di apertura:  Helmut Lang, New York City Taxi Top, advertising, 1998–2004. MAK Helmut Lang Archive, LNI 649. Photo: MAK/Christian Mendez.

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