A Los Angeles, l’architettura modernista non è mai stata soltanto una questione di forma. Lo si deve soprattutto a Richard Neutra, architetto austriaco emigrato negli Stati Uniti nel 1925, figura chiave nella definizione del modernismo californiano e promotore di un’idea di architettura aperta al clima, al paesaggio e alla vita culturale della città. Per Neutra, la casa non era un oggetto isolato, ma un dispositivo sociale: uno spazio progettato per favorire incontro, scambio e produzione culturale.
La Neutra VDL House a Silver Lake, costruita come sua residenza e studio, e la Galka Scheyer House nelle Hollywood Hills, concepita come casa-galleria per una mercante d’arte europea emigrata a Los Angeles, incarnano fin dall’inizio questa visione.
Le abbiamo visitate durante la Frieze Week, quando mostre e opening diffusi trasformano Los Angeles in un punto di convergenza per la scena artistica internazionale, per vedere come continuino a essere spazi vissuti da artisti e mostre.
Neutra VDL House: la casa come strumento di relazione
Quando Richard Neutra completa la VDL House nel 1932 sulle rive di Silver Lake, la concepisce come propria residenza e studio, ma anche come un laboratorio dove architettura, vita quotidiana e lavoro si sovrappongono. Realizzata grazie al sostegno del filantropo olandese Cees H. van der Leeuw, la casa anticipa i principi del modernismo californiano: una struttura leggera, superfici riflettenti, pareti scorrevoli e una sequenza di spazi che culmina nel solarium sul tetto. Le aperture calibrate e la continuità tra interno ed esterno orientano lo sguardo verso il paesaggio e la città, trasformando la casa in uno strumento di osservazione.
Fin dall’inizio, la VDL House è anche un luogo di incontro. Neutra riceve qui clienti, studenti e artisti, utilizzando lo spazio domestico come estensione della propria pratica e contribuendo alla formazione della rete culturale della Los Angeles modernista. La casa non separa la dimensione privata da quella pubblica, ma le fa convivere, anticipando il modello della casa-studio come spazio di lavoro e scambio.
Oggi la VDL House è aperta al pubblico e continua a funzionare come spazio espositivo, accogliendo interventi temporanei che riattivano gli ambienti domestici progettati da Neutra.
Durante la Frieze Week, dal 26 febbraio al 1 marzo 2026, ospita The Sky Between Us dell’artista losangelino John Zabawa, una mostra di pittura sviluppata per questo contesto. I dipinti si inseriscono tra soggiorno, corridoi e stanze private, raffigurando interni, scorci urbani e paesaggi della California meridionale. Installate nello spazio domestico, le opere entrano in dialogo con l’architettura e con la continuità tra interno ed esterno che definisce il progetto di Neutra, riportando la casa alla sua funzione originaria di luogo di osservazione e produzione culturale.
L’arte contemporanea e la significativa storia architettonica del XX secolo sono fattori centrali nella topografia culturale di Los Angeles
Frank Escher and Ravi GuneWardena (FAIA)
Galka Scheyer House / Blue Heights: una casa progettata per ospitare artisti
Solo due anni dopo la VDL House, Neutra progettò una casa nelle Hollywood Hills per Galka Scheyer, mercante d’arte tedesca emigrata negli Stati Uniti e promotrice chiave del gruppo Die Blaue Vier, successore di Der Blaue Reiter, che includeva Wassily Kandinsky, Paul Klee, Lyonel Feininger e Alexej von Jawlensky.
Scheyer immagina una casa che sia al tempo stesso abitazione, galleria e luogo di incontro per artisti e intellettuali. Il progetto riflette questa ambizione: una struttura modernista in acciaio, con tetti piani, finestre a nastro e terrazze affacciate sulla città. La pianta aperta e la luce naturale permettono di utilizzare gli ambienti domestici anche come spazi espositivi, integrando vita quotidiana e attività culturale. Qui Scheyer organizza conferenze, mostre e incontri, ospitando figure centrali dell’avanguardia europea emigrata a Los Angeles, tra cui John Cage e László Moholy-Nagy.
Situata su un crinale sopra Sunset Boulevard, la casa offre al tempo stesso isolamento e una connessione visiva continua con la città, diventando un luogo ideale di lavoro e confronto per artisti e intellettuali.
Oggi, riattivata con il nome Blue Heights Arts & Culture, la casa torna alla sua funzione originaria di residenza per artisti e spazio espositivo, con un programma di soggiorni temporanei e mostre sviluppate in relazione diretta con l’edificio.
Come spiegano gli architetti Frank Escher e Ravi GuneWardena (FAIA), responsabili del restauro, “l’arte contemporanea e la significativa storia architettonica del XX secolo sono fattori centrali nella topografia culturale di Los Angeles."
Eppure, per molti anni, le due si sono raramente intersecate: "l’unica eccezione è stata il MAK Center presso la Schindler House. Solo recentemente questo modello si è esteso, con la Neutra VDL House e la Hollyhock House di Frank Lloyd Wright diventate sedi di un importante dialogo culturale.”
“La Scheyer House rappresenta un caso ancora più specifico, perché era stata concepita fin dall’inizio come una casa per l’arte.” Dopo la morte di Scheyer nel 1945, tuttavia, “per quasi 80 anni la casa è rimasta fuori dalla vista del pubblico e diversi proprietari hanno apportato modifiche inopportune.” Il progetto di restauro e riattivazione mira oggi a recuperare l’edificio come parte integrante della visione originaria.
La prima artista residente, Beatriz Cortez, occupa la casa tra febbraio e agosto 2025, utilizzandola come spazio di lavoro dopo che la sua abitazione ad Altadena è stata distrutta negli incendi che colpiscono Los Angeles all’inizio dell’anno. Il suo progetto culmina nella mostra Temporary Home, un’esposizione diffusa tra interni e giardino che riattiva la casa come luogo di ospitalità e produzione collettiva. Installate tra finestre, balconi e stanze domestiche, le opere affrontano temi come migrazione, perdita e rifugio, mettendo in relazione la storia dell’edificio con le esperienze contemporanee di displacement.
In occasione della Frieze Week 2026, la casa ospita Wunderkammer di Rita McBride, un’installazione che occupa gli ambienti domestici riattivati per la prima volta dopo anni di uso privato. Le opere si distribuiscono tra le stanze e gli affacci sulla città, riportando la casa alla sua funzione originaria di spazio per l’arte. Il titolo richiama le camere delle meraviglie e l’idea della casa come luogo di raccolta e trasmissione culturale, una visione già al centro del progetto di Galka Scheyer.
