Le 20 librerie da vedere almeno una volta nella vita

Da Lisbona a Shanghai, Domus ha selezionato venti bookstore da scoprire, tra progetti di grandi architetti ed esperimenti incredibili.

1. Bookshop del Musée Yves Saint Laurent – Marrakech, Marocco Il 26 settembre del 1966 in rue de Tournon a Parigi, sulla riva sinistra della Senna, apre la prima boutique di pret a porter di Yves Saint Laurent. La designer che si occupa del progetto è Isabelle Hebey, che sceglie pareti divisorie di un rosso intenso, le lampade Akari di Isamu Noguchi, mobili disegnati da Olivier Mourgue e sculture di Niki de Saint Phalle. Questo design d’interni, radicalmente moderno per l’epoca, è stato d’ispirazione per il progetto della libreria del Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, all’interno dell’edificio firmato Studio KO. La versione marocchina ripropone con rigore i caratteri dell’originale: i muri dai colori saturi, i display cases in alluminio, gli arredi di Mourgue e le iconiche lampade di carta di Isamu Noguchi. Posta al termine del percorso museale, la libreria estende l’esperienza di visita attraverso una selezione di volumi dedicati a Yves Saint Laurent, alla moda, al Marocco e alla programmazione del museo.

Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, Rue Yves Saint Laurent, 40000 Marrakech

2. Cafebreria el Pendulo San Angel – Città del Messico, Messico L’idea al centro del progetto firmato dall’architetto Eduardo Aizenman per La Cafebrería El Péndulo San Ángel a Città del Messico è quella dell’agorà dell’antica Grecia, come luogo di aggregazione e centro della vita cittadina. Inserito nel complesso del Centro Cultural Helénico, l’edificio si sviluppa su una pianta di quasi 1 000 m², articolata attorno a una palma secolare che agisce da fulcro spaziale del luogo. Il progetto dialoga con la scala urbana e con il già costruito: le facciate, rivestite da pannelli metallici, legno e ampie superfici vetrate, si integrano con l’ambiente circostante offrendo un ingresso accogliente dalla trafficata Avenida Revolución, verso un giardino interno più raccolto. Lo spazio è dominato da un unico grande volume, in cui si susseguono diversi livelli, sui quali si sviluppano anche bar e ristorante, creando un particolare dinamismo dato anche dalle librerie a tutta altezza. 

Cafebrería El Péndulo San Ángel. Avenida Revolución 1500, Colonia Guadalupe Inn, Città del Messico

3. Yanjiyou Capsule – Tonglu, Cina Orientale Nella foresta del villaggio di Qinglongwu, nella provincia di Zhejiang (Cina Orientale), lo studio cinese Atelier tao+c ha firmato un intervento di rigenerazione architettonica in cui la libreria è il perno attorno al quale ruotano gli spazi comuni e le camere di un capsule hotel, il tutto all’interno di un edificio tradizionale in legno e terra, su una superficie di 232 metri quadrati per poco più di sette metri d’altezza. Il progetto ha voluto mantenere la struttura esterna originale, mentre all’interno lo spazio è stato completamente riorganizzato: dopo aver rimosso i solai e i tramezzi esistenti, il piano terra è stato destinato al bookstore e alla biblioteca comunitaria, con scaffali di legno di bambù a tutta altezza, che definiscono le pareti e custodiscono il patrimonio librario, e grandi vetrate, creando una connessione tra il tempo della lettura e la bellezza della natura circostante. Sopra questo volume, Atelier tao+c ha innestato due strutture “sospese” che ospitano venti capsule per il pernottamento, suddivise in due ali separate per utenti maschili e femminili. Le capsule sono integrate negli scaffali stessi, garantendo privacy senza isolare completamente dall’ambiente circostante.

Tonglu County, Hangzhou, Zhejiang, Cina

4. Bookstore Selexyz Dominicanen – Maastricht, Paesi Bassi Il Bookstore Selexyz Dominicanen di Maastricht è uno degli esempi più suggestivi di rigenerazione architettonica di spazi storici in chiave contemporanea: una chiesa gotica del XIII secolo trasformata in libreria, con la conservazione delle qualità spaziali originarie. L’edificio, che si trova nel centro storico, è stato recuperato grazie al lavoro degli architetti Evelyne Merkx e Patrice Girod dello studio Merkx+Girod Architecten, in collaborazione con Satijn Plus Restauration Architects. Portato a termine nel 2007, il progetto ha previsto la costruzione di una struttura in acciaio a due piani che si sviluppa in modo lungo la navata, senza toccare le pareti e gli elementi gotici preesistenti. Questo volume interno, caratterizzato da scaffalature monumentali e trasparenti, grazie a pannelli in lamiera forata, accoglie oltre 25 000 titoli, e si pone in dialogo con le volte ogivali, le colonne e i resti di affreschi medievali, conservando così la percezione dell’altezza e della monumentalità spaziale originaria. La zona del coro è stata invece adibita ad area caffè.

Dominicanerkerkstraat 1, 6211 CZ Maastricht, Paesi Bassi

5. Grand Granary Bookstore – Tangkou, Kaiping, Cina Il Grand Granary Bookstore nasce dalla rigenerazione di strutture agricole in disuso nel villaggio rurale di Tangkou, nella città di Jiangmen (provincia di Guangdong, Cina), dove un gruppo di granai abbandonati degli anni Settanta è stato trasformato in un punto di riferimento culturale contemporaneo grazie al progetto degli studi SEU-ARCH Art+Zen Architects. L’intervento si è sviluppato su una superficie di circa milleseicento metri quadrati e ha previsto la ristrutturazione di sette edifici esistenti, cinque dei quali granai, con l’obiettivo di mantenere l’aspetto originario delle forme cilindriche e delle coperture. All’interno, la libreria ospita circa trentottomila volumi, organizzati in sezioni dedicate alla letteratura, alla poesia, alle scienze sociali e alle arti visive – ognuna delle quali è ospitata da uno dei cinque ex-granai – configurandosi come un luogo culturale aperto alla comunità. 

Tankou, Kaiping City, Guangdong Province, Cina

6. Daunt Books – Londra, Regno Unito Fondata nel 1990 da James Daunt, la libreria Daunt Books nel quartiere di Marylebone a Londra è una vera e propria istituzione. L’edificio che la ospita, costruito nel 1910, è in pieno stile edoardiano, con prevalenza del legno di quercia e soffitti alti, che rendono lo spazio luminoso e accogliente. Questa libreria è famosa anche per la peculiare organizzazione dei titoli, divisi in base all'ambientazione geografica della storia o all'origine degli autori e delle autrici, piuttosto che in base al loro cognome. Grande attenzione è dedicata alla struttura spaziale a galleria: i piani superiori si affacciano su una passerella in legno che corre lungo la navata centrale, con scaffalature che si estendono fino al soffitto, valorizzando la verticalità dell’edificio storico. 

83-84 Marylebone High Street, London, W1U 4QW

7. El Ateneo Gran Splendid – Buenos Aires, Argentina La libreria El Ateneo Grand Splendid a Buenos Aires è uno dei casi più celebri al mondo di trasformazione di uno spazio scenico in luogo di cultura ad uso commerciale. Inaugurato nel 1919 come Teatro Grand Splendid, l’edificio neobarocco fu realizzato su progetto dell’architetto Francisco Gianotti e divenne presto uno dei teatri più spettacolari della città, con una sala principale capace contenere oltre mille spettatori, un palco ampio, balconate e il soffitto affrescato dall’artista Nazareno Orlandi. La sua pianta, ispirata alle grandi sale liriche europee, utilizzava una disposizione a ferro di cavallo che garantiva visibilità e acustica eccellenti. Negli anni Sessanta il teatro venne dismesso, e nel 2000 lo spazio fu trasformato in libreria dalla catena El Ateneo, eletta dal Guardian nel 2008 libreria più bella del mondo. Il progetto di adattamento ha saputo preservare integralmente l’architettura originaria del teatro, mantenendo la cavea con le sue balconate, il palco e le gallerie: qui le scaffalature per i libri si articolano seguendo la geometria curva degli stucchi e dei parapetti, mentre il palco è stato trasformato in un’accogliente caffetteria con vista sulla sala libraria. 

Av. Santa Fe 1860, C1123 Buenos Aires, Argentina

8. Saint Laurent Babylone – Parigi, Francia Un’altra libreria firmata Saint Laurent, ma a Parigi e curata dall’attuale direttore creativo del brand, Anthony Vaccarello: Babylone si inserisce nel tessuto urbano del 7° Arrondissement, come una boutique di libri e vinili, anche rari, magazine e oggetti d’arte. Il nome Babylone fa riferimento all’abitazione al 55 di rue de Babylone in cui Yves Saint Laurent si era trasferito nel 1970, dove lo stilista ha vissuto con il suo compagno Pierre Bergé fino alla sua morte, avvenuta nel 2008. Sgabelli di design di Donald Judd, un tavolo vintage disegnato da Pierre Jeanneret, pareti scrostate e marmi preziosi, più che come un locale commerciale, questo bookstore si presenta come un ambiente sofisticato, dominato da volumi monolitici e superfici materiche che definiscono uno spazio compatto. 

9 Rue de Grenelle, Parigi

9. Dujiangyan Zhongshuge Bookstore – Chengdu, Cina Come non pensare agli enigmatici ambienti delle litografie di M. C. Escher, guardando le fotografie del Dujiangyan Zhongshuge Bookstore a Chengdu? Questa libreria situata nella città di Dujiangyan, famosa per il suo millenario sistema idraulico, si distingue per la sua architettura interna, concepita dallo studio X+LIVING per suscitare un senso di meraviglia e spaesamento, con scaffalature che si sviluppano come onde e percorsi che si avvolgono in curve fluide, producendo riflessi e frammentazioni. L’esperienza della visita è al centro del progetto, che ne fa una sorta di paesaggio dove il movimento del visitatore rispecchia l’idea che la lettura sia prima di tutto un processo di esplorazione.

No.1 Zhizhen Road, 2F Chengdu Rongchuanmao Mall, Dujiangyan

10. The Academic Bookstore, or ‘Book Palace’ – Helsinki, Finlandia L’Academic Bookstore (Akateeminen Kirjakauppa) di Helsinki, progettato da Alvar Aalto e completato nel 1969, è ospitato nell’edificio noto come Kirjatalo (“Casa del libro”). Considerata uno dei capolavori di Aalto nell’ambito dell’architettura commerciale, la libreria si distingue per un uso magistrale della luce naturale, elemento strutturale dell’intero progetto. L’impianto spaziale ruota attorno a un grande atrio centrale che si sviluppa verticalmente per tre piani, sormontati da lucernari prismatici che incidono la copertura e convogliano la luce verso il centro dell’edificio, illuminando in modo uniforme la sala principale e riducendo la necessità di illuminazione artificiale. Al secondo piano si trova il celebre Café Aalto, arredato esclusivamente con pezzi originali disegnati dell’architetto e designer finlandese, che conferma come la libreria sia uno spazio pubblico pienamente integrato nella vita culturale della città.

Keskuskatu 1, Pohjoisesplanadi 39, 00100 Helsinki, Finlandia

11. Rizoma – La Juanita, Uruguay Immerso in una pineta di La Juanita, nei pressi di José Ignacio, Rizoma è un piccolo complesso culturale che unisce libreria, galleria, caffè e ospitalità in un progetto a scala domestica, profondamente legato al paesaggio. Voluta dall’imprenditore argentino Eduardo Ballester e progettata dall’architetto Diego Montero, la struttura risponde alle condizioni climatiche locali attraverso un rivestimento in pino tinto di rosso, studiato per proteggere una collezione di circa quindicimila volumi dall’intenso sole estivo. La libreria è affiancata da una galleria che ospita le ceramiche e il laboratorio dell’artista Marcela Jacob e i disegni di Mary Ballester, mentre sul lato opposto sono collocate quattro suite indipendenti rivestite in eucalipto.

: Los Lobos entre República Argentina y José Ignacio Entre, República Argentina y, 20000 La Juanita, Departamento de Maldonado, Uruguay

12. The Anti Public Library – Parigi, Francia Enfants Riches Déprimés è uno dei marchi più esclusivi nel panorama della moda contemporanea, con un price point stellare, capi che sono pezzi unici, e due soli negozi monomarca nel mondo, uno a Parigi e l’altro a Seoul. Nel 2024 il fondatore del brand, Henri Alexander Levy, ha aperto una libreria nel quartiere Marais di Parigi – proprio vicino alla boutique parigina – chiamata Anti Public Library. Realizzato dallo stesso Lévy insieme all’architetto Didier Faustino, il progetto rifiuta la classica concezione di libreria come luogo pubblico di aggregazione. Caratterizzato da boiserie in legno scuro, pavimenti a scacchiera in marmo e arredi mid-century francesi di Le Corbusier, Jeanneret e Charlotte Perriand, questo bookstore si configura come un ambiente ibrido dedicato ad arte, fotografia, architettura e musica. La selezione editoriale e musicale comprende vinili rari e pubblicazioni introvabili, tra cui titoli di cultura underground americana, accanto a zine e libri pubblicati da Enfants Riches Déprimés.

77 Rue Charlot, 75003 Paris, Francia

13. Ivorypress – Madrid, Spagna Ivorypress, fondata nel 1996 da Elena Ochoa Foster, nasce come casa editrice specializzata in libri d’artista e si è progressivamente strutturata come piattaforma culturale dedicata all’arte contemporanea. La sede si trova a Madrid ed è stata progettata dallo studio Foster + Partners, con l’idea di creare uno spazio che riunisse libreria, spazi espositivi e aree di lavoro attraverso il riuso adattivo di due edifici industriali e di un ex garage sotterraneo nel centro della città. Gli ingressi vetrati su Calle del Comandante Zorita chiariscono le diverse funzioni, guidando il visitatore verso il bookshop o la galleria al piano -1 visitabile su appuntamento. All’interno, la rampa carrabile è stata sostituita da una sequenza di gradini affiancati da teche per edizioni rare, mentre lucernari e pozzi di luce illuminano l’ambiente con elementi in cemento a vista. Il bookshop, più raccolto, è definito da soffitti molto alti, pavimenti in pietra di Siviglia e arredi su misura, per accogliere il visitatore nella scoperta delle particolari edizioni firmate Ivorypress.

C. del Aviador Zorita, 48, Tetuán, 28020 Madrid, Spagna

14. Libreria Luxemburg – Torino, Italia La Libreria Internazionale Luxemburg di Torino, nata nel 1872 filiale della libreria genovese "Le Beuf" in Piazza Carignano, è la libreria più antica della città, e tra le più antiche in Italia. Dopo oltre un secolo di storia, ha recentemente inaugurato una nuova sede all’interno della storica Galleria Subalpina, elegante passage ottocentesco che connette Piazza Castello e Piazza Carlo Alberto in pieno centro storico. Il progetto di ristrutturazione è firmato dallo studio torinese BRH+ (Barbara Brondi e Marco Rainò), che ha orchestrato un intervento dove memoria storica e gusto contemporaneo si intrecciano, impreziosito dalle superfici ceramiche di Mutina disegnate da designer e artisti come Michael Anastassiades e Nathalie Du Pasquier tra gli altri. Con un’area complessiva di circa 216 m², ricavati unendo tre unità contigue, lo spazio mantiene elementi iconici del mobilio storico restaurati e riposizionati, mentre l’illuminazione, valorizza le superfici e i percorsi di consultazione. Nella libreria si trova anche una piccola caffetteria letteraria realizzata in collaborazione con lo storico marchio Caffè Baratti & Milano.

Via Cesare Battisti, 11/D, 10123 Torino TO

15. John K. King Books Building – Detroit, Stati Uniti La John K. King Used & Rare Books di Detroit occupa da oltre trent’anni un ex edificio industriale a quattro piani all’angolo tra Lafayette Boulevard e la Lodge Expressway, oggi uno dei luoghi librari più estesi degli Stati Uniti, con oltre un milione di volumi. Costruito nel 1905 come fabbrica della Ste. Claire Manufacturing Company, l’edificio ha attraversato molteplici fasi produttive, dall’industria tessile alla manifattura di cappelli e guanti, riflettendo la storia industriale della città. Acquistato da John K. King nel 1983 e riconvertito in libreria l’anno successivo, lo spazio conserva tracce evidenti del passato industriale: uffici lignei, segnaletica di fabbrica, pavimenti e dettagli originari convivono con scaffalature disposte creando percorsi labirintici.

901 W Lafayette Blvd, Detroit, MI 48226, Stati Uniti

16. Shakespeare & Co. – Parigi, Francia Nel 1951 in Un Americano a Parigi, Gene Kelly interpreta il ruolo di un ex soldato statunitense che va a Parigi per diventare un pittore. Nello stesso anno, George Whitman, anche lui ex soldato, apre le porte di una libreria al 37 Rue de la Bûcherie che chiama Shakespeare & Co., in onore dell’omonima libreria fondata nel 1921 in rue de l'Odéon dall’americana Sylvia Beach. Storica editrice e libraia, appassionata di letteratura anglofona e dedita anche alla circolazione di titoli censurati nel Regno Unito e negli Stati Uniti, come l'Ulisse di James Joyce, che venne stampato per la prima volta, nel 1922, proprio dalla Beach. Ernest Hemingway, Ezra Pound, Francis Scott Fitzgerald, Gertrude Stein, George Antheil, sono solo alcuni dei nomi che fanno parte della storia della prima fase di questa libreria, che poi negli anni Cinquanta divenne luogo d’incontro per molti degli scrittori della Beat Generation come Allen Ginsberg, Gregory Corso e William Burroughs, grazie anche alla profonda amicizia che legava Whitman e Lawrence Ferlinghetti. Oggi è meta prediletta di qualunque bookworm che si trovi nella capitale francese, vista la straordinaria selezione di titoli nuovi ed edizioni rarissime conservate negli scaffali, in un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo. 

37 Rue de la Bûcherie, 75005 Parigi, Francia

17. City Lights – San Francisco, Stati Uniti Fondata nel 1953 a San Francisco dal poeta Lawrence Ferlinghetti e da Peter D. Martin, City Lights è una delle più importanti librerie indipendenti degli Stati Uniti e un simbolo della cultura alternativa, che nel 2001 ha ottenuto lo status di National Historic Landmark. Nata come prima libreria americana specializzata in soli paperback, si è ampliata fino a occupare tre piani con un vasto catalogo di narrativa, poesia, politica, filosofia, cinema, musica e studi culturali. Luogo di ritrovo degli autori della Beat Generation e legata all’eredità di questo movimento, City Lights è anche una casa editrice: dal 1955, pubblicò alcune opere beat tra cui il poema Howl di Allen Ginsberg, uno dei più famosi manifesti di questa corrente. Ad oggi sono stati editi oltre duecento titoli, seguendo una ferrea linea di opposizione a censura e conformismo, e proponendosi come un vero luogo di incontro letterario.

261 Columbus Ave, San Francisco, CA 94133, Stati Uniti

18. Hakim's Bookstore – Philadelphia, Stati Uniti Fondata nel 1959 a West Philadelphia da Dawud Hakim, Hakim’s Bookstore è la più antica libreria afro-americana della città e una delle più longeve degli Stati Uniti. L’idea di aprire una libreria è strettamente legata all’impatto su Hakim della lettura di 100 Amazing Facts About the Negro With Complete Proof (1934) di Joel Augustus Rogers, un libro che offriva una storia globale delle popolazioni nere e che lo ispirò a creare uno spazio dedicato a tutto questo sapere. La libreria si è specializzata in testi di e su autori afro-americani, studi africani, politica, religione, educazione e cultura black, diventando nel tempo un punto di riferimento comunitario e un luogo di formazione e dibattito. Oggi, guidata dalla figlia Yvonne Blake, City Lights continua la missione del fondatore, e nel 2023 lo Stato della Pennsylvania l’ha riconosciuta con National Historic Landmark per il suo valore culturale.

210 S 52nd St, Philadelphia, PA 19139, Stati Uniti

19. Gay's the Word – Londra, UK Gay’s the Word è una libreria indipendente situata nel quartiere di Bloomsbury a Londra, fondata il 17 gennaio 1979 da un gruppo di socialisti gay noto come Gay Icebreakers ed è la più antica e storica libreria LGBT+ del Regno Unito. I suoi fondatori si ispirarono alle librerie queer nate negli Stati Uniti e decisero di creare uno spazio dedicato alla letteratura lesbica, gay e queer in un’epoca in cui questo genere di libri era difficile da trovare altrove. La libreria non è solo un negozio di volumi specializzati in narrativa, saggistica, poesia e studi queer, ma anche un luogo di incontro e di dibattito per la comunità LGBT+, ospitando eventi, letture e gruppi di discussione. Nel corso degli anni ha affrontato sfide significative, incluso un noto episodio nel 1984 in cui le autorità doganali britanniche la presero di mira in una retata contro materiale ritenuto “osceno”, e ha servito da centro per gruppi come Lesbians and Gays Support the Miners. 

66 Marchmont St, London WC1N 1AB, Regno Unito

20. Clarke's Africana & Rare Books – Cape Town, Sud Africa Clarke’s Africana & Rare Books è una storica libreria indipendente di Cape Town, in Sud Africa, attiva dal 1957–58 nel cuore di Long Street e considerata uno dei principali punti di riferimento per i libri dedicati alla storia, alla cultura e alle storie del continente africano, con particolare attenzione all’Africa meridionale. Il suo fondatore è Anthony Clarke, ex ufficiale dell’esercito britannico e poi giornalista al Cape Times. Nato in Inghilterra e trasferitosi a Città del Capo nel 1947, Clarke era noto per aver disobbedito agli ordini durante la campagna d’Italia del 1944 per salvare un celebre affresco di Piero della Francesca a Sansepolcro, gesto per cui la città gli dedicò una strada e gli conferì la cittadinanza onoraria. La libreria, nata come negozio di libri usati, negli anni Settanta ha iniziato a specializzarsi in pubblicazioni legate all’Africa sub-sahariana, ampliando progressivamente il proprio catalogo fino a includere volumi nuovi, fuori stampa e antichi, oltre a stampe, mappe e oggetti legati all’arte e alla società africana. Oggi la libreria è apprezzata sia da lettori locali sia da istituzioni internazionali per la qualità e la rarità delle sue collezioni.

: 26 Belair Dr, Witteboomen, Cape Town, 7806, Sudafrica

21. Bouquinistes – Parigi, Francia Se si visita Parigi anche solo per un giorno, è impossibile non ritrovarsi a curiosare tra i libri dei banchetti dei bouquinistes lungo la Senna, che possiamo dire rappresentino una forma storica di libreria en plain air, integrata nello spazio urbano. Nati come venditori itineranti sul Pont Neuf all’inizio del XVII secolo, i bouquinistes furono spostati sulle rive del fiume nel 1756 e regolamentati dal Comune di Parigi a partire dal 1859, quando vennero concesse loro le caratteristiche postazioni verdi durante la notte, le cui dimensioni furono standardizzate nel 1930. Parte del sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO "Parigi, le sponde della Senna" dal 1991, oggi oltre duecento bouquinistes occupano circa tre chilometri di strada con poco meno di mille espositori che custodiscono centinaia di migliaia di libri antichi, usati, riviste, e fotografie.

Lungo le banchine della Senna, intorno all'Île de la Cité e all'Île Saint-Louis: sulla riva destra, dal Pont Marie al Quai du Louvre, e sulla riva sinistra, dal Quai de la Tournelle al Quai Voltaire

Tra i saggi della raccolta Il secondo diario minimo di Umberto Eco (Milano, Bompiani 1992), nel capitolo dedicato alle “Istruzioni per l’uso”, ce n’è uno intitolato Come giustificare una biblioteca privata. Qui l’autore libera dai sensi di colpa chi, entrando in una libreria, viene colpito da una sindrome di Stendhal mista a Fomo letteraria, e prova il desiderio impellente di acquistare nuovi libri per la propria collezione privata, anche sapendo di non poterli leggere da subito. Accumulare libri, dice Eco, è un modo per costruire una riserva personale di conoscenza: testi da consultare, altri da iniziare in futuro, e molti che resteranno su ripiani mediamente impolverati in attesa del momento giusto per essere sfogliati. Questo è sicuramente uno dei motivi per i quali il libro fisico continua a esercitare fascino, nonostante la diffusione degli ebook reader e dei dispositivi digitali. Anche grazie a un più ampio ritorno di interesse per l’analogico, come sta accadendo per vinili, musicassette e per la fotografia su pellicola, il libro mantiene una presenza materiale che chiama in causa anche la particolarità del luogo in cui viene acquistato. In questo contesto, le librerie diventano ancora più importanti come spazi che incidono direttamente sull’esperienza di scoperta, scelta e sul piacere dell’acquisto.

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Foto © Shigeo Ogawa

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Courtesy © Tadao Ando

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Courtesy © Tadao Ando

Tadao Ando, Children’s Book Forest, Kumamoto, 2024 Courtesy © Tadao Ando

Alcune librerie nei cinque continenti si distinguono per i motivi più vari: per esempio, il Tiny Tiny Bookstore, in Giappone, è riconosciuto dal Guinness World Records come la libreria più piccola del mondo, dove per dimensioni e selezione di testi possono entrare solo i bambini; oppure la Livraria Bertrand, situata al numero 73 di Rua Garrett Lisbona, è la libreria più antica del mondo ancora in attività, fondata nel 1732; mentre sul Monte Bianco, alla stazione di Punta Helbronner, c’è laFeltrinelli 3466, la libreria più alta d’Europa a 3.466 metri di quota, inaugurata nel 2019. Impossibile non citare anche gli “18.000 miles of books” del bookstore Strand a New York, unico sopravvissuto del Book Row, distretto della città dove tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento si trovavano più di trenta negozi di libri.

Tra gli stati che negli ultimi decenni hanno visto l’apertura di librerie in edifici incredibili realizzati ad hoc, c’è sicuramente la Cina. A Qianhai c’è la libreria più grande al mondo con i suoi 131mila metri quadrati, la Eye of the Bay Area, che ospita trecentomila volumi suddivisi in quasi centomila categorie tematiche: un’architettura futuristica che integra diversi spazi tematici come l’Art Garden, il Cultural Kaleidoscope per le discipline umanistiche, un teatro, delle gallerie espositive, e un centro per la fantascienza, anticipando il modello cinese contemporaneo di libreria come spazio ibrido e destinazione culturale. Parallelamente, numerose librerie sono inserite in programmi di rigenerazione urbana o rurale, contribuendo al recupero di edifici esistenti o alla riattivazione di piccoli centri, spesso in dialogo diretto con il paesaggio naturale.

BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

Foto © pepe fotografia

BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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BRH+ / Barbara Brondi & Marco Rainò, Libreria Luxemburg, Torino, 2025

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Potrebbe sembrare una contraddizione che in Cina, nota per le sue norme volte alla censura soprattutto di contenuti politici, le librerie siano protagoniste di ambiziosi progetti architettonici, ma non si tratta di un caso isolato. A Teheran nel 2017 ha aperto uno degli edifici più grandi al mondo dedicati alla lettura, il Teheran Book Garden. Nonostante l’Iran abbia imposto una censura durissima, tra le altre cose, anche sulle opere letterarie che possono circolare nel paese – alla quale non sono sfuggiti ad esempio Il Codice Da Vinci e l’Ulisse di James Joyce – l'Iran è uno dei Paesi dell'area mediorientale con il tasso di alfabetizzazione più elevato (superiore al 90% nel 2025), e per questo la costruzione di un complesso architettonico come quello del Book Garden – che copre un’area di centomila metri quadrati e accoglie oltre duecentomila volumi tra quelli consultabili e quelli destinati alla vendita – non deve sorprendere. E se qualcuno, ahimè, si chiede se abbiamo ancora bisogno delle librerie nel ventunesimo secolo, bisogna ricordare che i negozi di libri, oltre a essere attività commerciali, sono anche istituzioni civiche che possono diventare sinonimo di resistenza: ne è un esempio la storia dell’Oscar Wilde Memorial Bookshop di New York, la prima libreria dedicata ad autori della comunità queer, aperta nel 1967 e chiusa nel 2009, fondata dall’attivista Craig L. Rodwell, uno dei promotori del primo Gay Pride della Grande Mela, e una figura chiave del movimento di liberazione LGBTQ+ prima e dopo Stonewall. E per cercare conferme più recenti, basta guardare ciò che sta accadendo in Ucraina dove, dall’inizio della guerra, sono state aperte decine di nuovi bookstore, tra cui anche la libreria Sens nel 2024, la più grande del paese, nel cuore di Kiev.

Ad oggi, la possibilità di raccontare a un pubblico sempre più ampio la storia dietro il lavoro di librerie indipendenti sparse nel mondo, e gli esperimenti architettonici per la realizzazione di bookstore sempre più straordinari, stanno trasformando i negozi di libri e riviste in destinazioni da inserire negli itinerari di viaggio, anche grazie a grandi marchi del lusso e a editori con grande personalità che decidono di investire in questo settore. Domus vi racconta venti librerie da visitare almeno una volta nella vita, selezionate per il valore architettonico dei loro spazi, per la loro storia, e per il modo in cui interpretano il rapporto tra editoria, progettualità e contesto di fruizione. 

1. Bookshop del Musée Yves Saint Laurent – Marrakech, Marocco Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, Rue Yves Saint Laurent, 40000 Marrakech

Il 26 settembre del 1966 in rue de Tournon a Parigi, sulla riva sinistra della Senna, apre la prima boutique di pret a porter di Yves Saint Laurent. La designer che si occupa del progetto è Isabelle Hebey, che sceglie pareti divisorie di un rosso intenso, le lampade Akari di Isamu Noguchi, mobili disegnati da Olivier Mourgue e sculture di Niki de Saint Phalle. Questo design d’interni, radicalmente moderno per l’epoca, è stato d’ispirazione per il progetto della libreria del Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, all’interno dell’edificio firmato Studio KO. La versione marocchina ripropone con rigore i caratteri dell’originale: i muri dai colori saturi, i display cases in alluminio, gli arredi di Mourgue e le iconiche lampade di carta di Isamu Noguchi. Posta al termine del percorso museale, la libreria estende l’esperienza di visita attraverso una selezione di volumi dedicati a Yves Saint Laurent, alla moda, al Marocco e alla programmazione del museo.

2. Cafebreria el Pendulo San Angel – Città del Messico, Messico Cafebrería El Péndulo San Ángel. Avenida Revolución 1500, Colonia Guadalupe Inn, Città del Messico

L’idea al centro del progetto firmato dall’architetto Eduardo Aizenman per La Cafebrería El Péndulo San Ángel a Città del Messico è quella dell’agorà dell’antica Grecia, come luogo di aggregazione e centro della vita cittadina. Inserito nel complesso del Centro Cultural Helénico, l’edificio si sviluppa su una pianta di quasi 1 000 m², articolata attorno a una palma secolare che agisce da fulcro spaziale del luogo. Il progetto dialoga con la scala urbana e con il già costruito: le facciate, rivestite da pannelli metallici, legno e ampie superfici vetrate, si integrano con l’ambiente circostante offrendo un ingresso accogliente dalla trafficata Avenida Revolución, verso un giardino interno più raccolto. Lo spazio è dominato da un unico grande volume, in cui si susseguono diversi livelli, sui quali si sviluppano anche bar e ristorante, creando un particolare dinamismo dato anche dalle librerie a tutta altezza. 

3. Yanjiyou Capsule – Tonglu, Cina Orientale Tonglu County, Hangzhou, Zhejiang, Cina

Nella foresta del villaggio di Qinglongwu, nella provincia di Zhejiang (Cina Orientale), lo studio cinese Atelier tao+c ha firmato un intervento di rigenerazione architettonica in cui la libreria è il perno attorno al quale ruotano gli spazi comuni e le camere di un capsule hotel, il tutto all’interno di un edificio tradizionale in legno e terra, su una superficie di 232 metri quadrati per poco più di sette metri d’altezza. Il progetto ha voluto mantenere la struttura esterna originale, mentre all’interno lo spazio è stato completamente riorganizzato: dopo aver rimosso i solai e i tramezzi esistenti, il piano terra è stato destinato al bookstore e alla biblioteca comunitaria, con scaffali di legno di bambù a tutta altezza, che definiscono le pareti e custodiscono il patrimonio librario, e grandi vetrate, creando una connessione tra il tempo della lettura e la bellezza della natura circostante. Sopra questo volume, Atelier tao+c ha innestato due strutture “sospese” che ospitano venti capsule per il pernottamento, suddivise in due ali separate per utenti maschili e femminili. Le capsule sono integrate negli scaffali stessi, garantendo privacy senza isolare completamente dall’ambiente circostante.

4. Bookstore Selexyz Dominicanen – Maastricht, Paesi Bassi Dominicanerkerkstraat 1, 6211 CZ Maastricht, Paesi Bassi

Il Bookstore Selexyz Dominicanen di Maastricht è uno degli esempi più suggestivi di rigenerazione architettonica di spazi storici in chiave contemporanea: una chiesa gotica del XIII secolo trasformata in libreria, con la conservazione delle qualità spaziali originarie. L’edificio, che si trova nel centro storico, è stato recuperato grazie al lavoro degli architetti Evelyne Merkx e Patrice Girod dello studio Merkx+Girod Architecten, in collaborazione con Satijn Plus Restauration Architects. Portato a termine nel 2007, il progetto ha previsto la costruzione di una struttura in acciaio a due piani che si sviluppa in modo lungo la navata, senza toccare le pareti e gli elementi gotici preesistenti. Questo volume interno, caratterizzato da scaffalature monumentali e trasparenti, grazie a pannelli in lamiera forata, accoglie oltre 25 000 titoli, e si pone in dialogo con le volte ogivali, le colonne e i resti di affreschi medievali, conservando così la percezione dell’altezza e della monumentalità spaziale originaria. La zona del coro è stata invece adibita ad area caffè.

5. Grand Granary Bookstore – Tangkou, Kaiping, Cina Tankou, Kaiping City, Guangdong Province, Cina

Il Grand Granary Bookstore nasce dalla rigenerazione di strutture agricole in disuso nel villaggio rurale di Tangkou, nella città di Jiangmen (provincia di Guangdong, Cina), dove un gruppo di granai abbandonati degli anni Settanta è stato trasformato in un punto di riferimento culturale contemporaneo grazie al progetto degli studi SEU-ARCH Art+Zen Architects. L’intervento si è sviluppato su una superficie di circa milleseicento metri quadrati e ha previsto la ristrutturazione di sette edifici esistenti, cinque dei quali granai, con l’obiettivo di mantenere l’aspetto originario delle forme cilindriche e delle coperture. All’interno, la libreria ospita circa trentottomila volumi, organizzati in sezioni dedicate alla letteratura, alla poesia, alle scienze sociali e alle arti visive – ognuna delle quali è ospitata da uno dei cinque ex-granai – configurandosi come un luogo culturale aperto alla comunità. 

6. Daunt Books – Londra, Regno Unito 83-84 Marylebone High Street, London, W1U 4QW

Fondata nel 1990 da James Daunt, la libreria Daunt Books nel quartiere di Marylebone a Londra è una vera e propria istituzione. L’edificio che la ospita, costruito nel 1910, è in pieno stile edoardiano, con prevalenza del legno di quercia e soffitti alti, che rendono lo spazio luminoso e accogliente. Questa libreria è famosa anche per la peculiare organizzazione dei titoli, divisi in base all'ambientazione geografica della storia o all'origine degli autori e delle autrici, piuttosto che in base al loro cognome. Grande attenzione è dedicata alla struttura spaziale a galleria: i piani superiori si affacciano su una passerella in legno che corre lungo la navata centrale, con scaffalature che si estendono fino al soffitto, valorizzando la verticalità dell’edificio storico. 

7. El Ateneo Gran Splendid – Buenos Aires, Argentina Av. Santa Fe 1860, C1123 Buenos Aires, Argentina

La libreria El Ateneo Grand Splendid a Buenos Aires è uno dei casi più celebri al mondo di trasformazione di uno spazio scenico in luogo di cultura ad uso commerciale. Inaugurato nel 1919 come Teatro Grand Splendid, l’edificio neobarocco fu realizzato su progetto dell’architetto Francisco Gianotti e divenne presto uno dei teatri più spettacolari della città, con una sala principale capace contenere oltre mille spettatori, un palco ampio, balconate e il soffitto affrescato dall’artista Nazareno Orlandi. La sua pianta, ispirata alle grandi sale liriche europee, utilizzava una disposizione a ferro di cavallo che garantiva visibilità e acustica eccellenti. Negli anni Sessanta il teatro venne dismesso, e nel 2000 lo spazio fu trasformato in libreria dalla catena El Ateneo, eletta dal Guardian nel 2008 libreria più bella del mondo. Il progetto di adattamento ha saputo preservare integralmente l’architettura originaria del teatro, mantenendo la cavea con le sue balconate, il palco e le gallerie: qui le scaffalature per i libri si articolano seguendo la geometria curva degli stucchi e dei parapetti, mentre il palco è stato trasformato in un’accogliente caffetteria con vista sulla sala libraria. 

8. Saint Laurent Babylone – Parigi, Francia 9 Rue de Grenelle, Parigi

Un’altra libreria firmata Saint Laurent, ma a Parigi e curata dall’attuale direttore creativo del brand, Anthony Vaccarello: Babylone si inserisce nel tessuto urbano del 7° Arrondissement, come una boutique di libri e vinili, anche rari, magazine e oggetti d’arte. Il nome Babylone fa riferimento all’abitazione al 55 di rue de Babylone in cui Yves Saint Laurent si era trasferito nel 1970, dove lo stilista ha vissuto con il suo compagno Pierre Bergé fino alla sua morte, avvenuta nel 2008. Sgabelli di design di Donald Judd, un tavolo vintage disegnato da Pierre Jeanneret, pareti scrostate e marmi preziosi, più che come un locale commerciale, questo bookstore si presenta come un ambiente sofisticato, dominato da volumi monolitici e superfici materiche che definiscono uno spazio compatto. 

9. Dujiangyan Zhongshuge Bookstore – Chengdu, Cina No.1 Zhizhen Road, 2F Chengdu Rongchuanmao Mall, Dujiangyan

Come non pensare agli enigmatici ambienti delle litografie di M. C. Escher, guardando le fotografie del Dujiangyan Zhongshuge Bookstore a Chengdu? Questa libreria situata nella città di Dujiangyan, famosa per il suo millenario sistema idraulico, si distingue per la sua architettura interna, concepita dallo studio X+LIVING per suscitare un senso di meraviglia e spaesamento, con scaffalature che si sviluppano come onde e percorsi che si avvolgono in curve fluide, producendo riflessi e frammentazioni. L’esperienza della visita è al centro del progetto, che ne fa una sorta di paesaggio dove il movimento del visitatore rispecchia l’idea che la lettura sia prima di tutto un processo di esplorazione.

10. The Academic Bookstore, or ‘Book Palace’ – Helsinki, Finlandia Keskuskatu 1, Pohjoisesplanadi 39, 00100 Helsinki, Finlandia

L’Academic Bookstore (Akateeminen Kirjakauppa) di Helsinki, progettato da Alvar Aalto e completato nel 1969, è ospitato nell’edificio noto come Kirjatalo (“Casa del libro”). Considerata uno dei capolavori di Aalto nell’ambito dell’architettura commerciale, la libreria si distingue per un uso magistrale della luce naturale, elemento strutturale dell’intero progetto. L’impianto spaziale ruota attorno a un grande atrio centrale che si sviluppa verticalmente per tre piani, sormontati da lucernari prismatici che incidono la copertura e convogliano la luce verso il centro dell’edificio, illuminando in modo uniforme la sala principale e riducendo la necessità di illuminazione artificiale. Al secondo piano si trova il celebre Café Aalto, arredato esclusivamente con pezzi originali disegnati dell’architetto e designer finlandese, che conferma come la libreria sia uno spazio pubblico pienamente integrato nella vita culturale della città.

11. Rizoma – La Juanita, Uruguay : Los Lobos entre República Argentina y José Ignacio Entre, República Argentina y, 20000 La Juanita, Departamento de Maldonado, Uruguay

Immerso in una pineta di La Juanita, nei pressi di José Ignacio, Rizoma è un piccolo complesso culturale che unisce libreria, galleria, caffè e ospitalità in un progetto a scala domestica, profondamente legato al paesaggio. Voluta dall’imprenditore argentino Eduardo Ballester e progettata dall’architetto Diego Montero, la struttura risponde alle condizioni climatiche locali attraverso un rivestimento in pino tinto di rosso, studiato per proteggere una collezione di circa quindicimila volumi dall’intenso sole estivo. La libreria è affiancata da una galleria che ospita le ceramiche e il laboratorio dell’artista Marcela Jacob e i disegni di Mary Ballester, mentre sul lato opposto sono collocate quattro suite indipendenti rivestite in eucalipto.

12. The Anti Public Library – Parigi, Francia 77 Rue Charlot, 75003 Paris, Francia

Enfants Riches Déprimés è uno dei marchi più esclusivi nel panorama della moda contemporanea, con un price point stellare, capi che sono pezzi unici, e due soli negozi monomarca nel mondo, uno a Parigi e l’altro a Seoul. Nel 2024 il fondatore del brand, Henri Alexander Levy, ha aperto una libreria nel quartiere Marais di Parigi – proprio vicino alla boutique parigina – chiamata Anti Public Library. Realizzato dallo stesso Lévy insieme all’architetto Didier Faustino, il progetto rifiuta la classica concezione di libreria come luogo pubblico di aggregazione. Caratterizzato da boiserie in legno scuro, pavimenti a scacchiera in marmo e arredi mid-century francesi di Le Corbusier, Jeanneret e Charlotte Perriand, questo bookstore si configura come un ambiente ibrido dedicato ad arte, fotografia, architettura e musica. La selezione editoriale e musicale comprende vinili rari e pubblicazioni introvabili, tra cui titoli di cultura underground americana, accanto a zine e libri pubblicati da Enfants Riches Déprimés.

13. Ivorypress – Madrid, Spagna C. del Aviador Zorita, 48, Tetuán, 28020 Madrid, Spagna

Ivorypress, fondata nel 1996 da Elena Ochoa Foster, nasce come casa editrice specializzata in libri d’artista e si è progressivamente strutturata come piattaforma culturale dedicata all’arte contemporanea. La sede si trova a Madrid ed è stata progettata dallo studio Foster + Partners, con l’idea di creare uno spazio che riunisse libreria, spazi espositivi e aree di lavoro attraverso il riuso adattivo di due edifici industriali e di un ex garage sotterraneo nel centro della città. Gli ingressi vetrati su Calle del Comandante Zorita chiariscono le diverse funzioni, guidando il visitatore verso il bookshop o la galleria al piano -1 visitabile su appuntamento. All’interno, la rampa carrabile è stata sostituita da una sequenza di gradini affiancati da teche per edizioni rare, mentre lucernari e pozzi di luce illuminano l’ambiente con elementi in cemento a vista. Il bookshop, più raccolto, è definito da soffitti molto alti, pavimenti in pietra di Siviglia e arredi su misura, per accogliere il visitatore nella scoperta delle particolari edizioni firmate Ivorypress.

14. Libreria Luxemburg – Torino, Italia Via Cesare Battisti, 11/D, 10123 Torino TO

La Libreria Internazionale Luxemburg di Torino, nata nel 1872 filiale della libreria genovese "Le Beuf" in Piazza Carignano, è la libreria più antica della città, e tra le più antiche in Italia. Dopo oltre un secolo di storia, ha recentemente inaugurato una nuova sede all’interno della storica Galleria Subalpina, elegante passage ottocentesco che connette Piazza Castello e Piazza Carlo Alberto in pieno centro storico. Il progetto di ristrutturazione è firmato dallo studio torinese BRH+ (Barbara Brondi e Marco Rainò), che ha orchestrato un intervento dove memoria storica e gusto contemporaneo si intrecciano, impreziosito dalle superfici ceramiche di Mutina disegnate da designer e artisti come Michael Anastassiades e Nathalie Du Pasquier tra gli altri. Con un’area complessiva di circa 216 m², ricavati unendo tre unità contigue, lo spazio mantiene elementi iconici del mobilio storico restaurati e riposizionati, mentre l’illuminazione, valorizza le superfici e i percorsi di consultazione. Nella libreria si trova anche una piccola caffetteria letteraria realizzata in collaborazione con lo storico marchio Caffè Baratti & Milano.

15. John K. King Books Building – Detroit, Stati Uniti 901 W Lafayette Blvd, Detroit, MI 48226, Stati Uniti

La John K. King Used & Rare Books di Detroit occupa da oltre trent’anni un ex edificio industriale a quattro piani all’angolo tra Lafayette Boulevard e la Lodge Expressway, oggi uno dei luoghi librari più estesi degli Stati Uniti, con oltre un milione di volumi. Costruito nel 1905 come fabbrica della Ste. Claire Manufacturing Company, l’edificio ha attraversato molteplici fasi produttive, dall’industria tessile alla manifattura di cappelli e guanti, riflettendo la storia industriale della città. Acquistato da John K. King nel 1983 e riconvertito in libreria l’anno successivo, lo spazio conserva tracce evidenti del passato industriale: uffici lignei, segnaletica di fabbrica, pavimenti e dettagli originari convivono con scaffalature disposte creando percorsi labirintici.

16. Shakespeare & Co. – Parigi, Francia 37 Rue de la Bûcherie, 75005 Parigi, Francia

Nel 1951 in Un Americano a Parigi, Gene Kelly interpreta il ruolo di un ex soldato statunitense che va a Parigi per diventare un pittore. Nello stesso anno, George Whitman, anche lui ex soldato, apre le porte di una libreria al 37 Rue de la Bûcherie che chiama Shakespeare & Co., in onore dell’omonima libreria fondata nel 1921 in rue de l'Odéon dall’americana Sylvia Beach. Storica editrice e libraia, appassionata di letteratura anglofona e dedita anche alla circolazione di titoli censurati nel Regno Unito e negli Stati Uniti, come l'Ulisse di James Joyce, che venne stampato per la prima volta, nel 1922, proprio dalla Beach. Ernest Hemingway, Ezra Pound, Francis Scott Fitzgerald, Gertrude Stein, George Antheil, sono solo alcuni dei nomi che fanno parte della storia della prima fase di questa libreria, che poi negli anni Cinquanta divenne luogo d’incontro per molti degli scrittori della Beat Generation come Allen Ginsberg, Gregory Corso e William Burroughs, grazie anche alla profonda amicizia che legava Whitman e Lawrence Ferlinghetti. Oggi è meta prediletta di qualunque bookworm che si trovi nella capitale francese, vista la straordinaria selezione di titoli nuovi ed edizioni rarissime conservate negli scaffali, in un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo. 

17. City Lights – San Francisco, Stati Uniti 261 Columbus Ave, San Francisco, CA 94133, Stati Uniti

Fondata nel 1953 a San Francisco dal poeta Lawrence Ferlinghetti e da Peter D. Martin, City Lights è una delle più importanti librerie indipendenti degli Stati Uniti e un simbolo della cultura alternativa, che nel 2001 ha ottenuto lo status di National Historic Landmark. Nata come prima libreria americana specializzata in soli paperback, si è ampliata fino a occupare tre piani con un vasto catalogo di narrativa, poesia, politica, filosofia, cinema, musica e studi culturali. Luogo di ritrovo degli autori della Beat Generation e legata all’eredità di questo movimento, City Lights è anche una casa editrice: dal 1955, pubblicò alcune opere beat tra cui il poema Howl di Allen Ginsberg, uno dei più famosi manifesti di questa corrente. Ad oggi sono stati editi oltre duecento titoli, seguendo una ferrea linea di opposizione a censura e conformismo, e proponendosi come un vero luogo di incontro letterario.

18. Hakim's Bookstore – Philadelphia, Stati Uniti 210 S 52nd St, Philadelphia, PA 19139, Stati Uniti

Fondata nel 1959 a West Philadelphia da Dawud Hakim, Hakim’s Bookstore è la più antica libreria afro-americana della città e una delle più longeve degli Stati Uniti. L’idea di aprire una libreria è strettamente legata all’impatto su Hakim della lettura di 100 Amazing Facts About the Negro With Complete Proof (1934) di Joel Augustus Rogers, un libro che offriva una storia globale delle popolazioni nere e che lo ispirò a creare uno spazio dedicato a tutto questo sapere. La libreria si è specializzata in testi di e su autori afro-americani, studi africani, politica, religione, educazione e cultura black, diventando nel tempo un punto di riferimento comunitario e un luogo di formazione e dibattito. Oggi, guidata dalla figlia Yvonne Blake, City Lights continua la missione del fondatore, e nel 2023 lo Stato della Pennsylvania l’ha riconosciuta con National Historic Landmark per il suo valore culturale.

19. Gay's the Word – Londra, UK 66 Marchmont St, London WC1N 1AB, Regno Unito

Gay’s the Word è una libreria indipendente situata nel quartiere di Bloomsbury a Londra, fondata il 17 gennaio 1979 da un gruppo di socialisti gay noto come Gay Icebreakers ed è la più antica e storica libreria LGBT+ del Regno Unito. I suoi fondatori si ispirarono alle librerie queer nate negli Stati Uniti e decisero di creare uno spazio dedicato alla letteratura lesbica, gay e queer in un’epoca in cui questo genere di libri era difficile da trovare altrove. La libreria non è solo un negozio di volumi specializzati in narrativa, saggistica, poesia e studi queer, ma anche un luogo di incontro e di dibattito per la comunità LGBT+, ospitando eventi, letture e gruppi di discussione. Nel corso degli anni ha affrontato sfide significative, incluso un noto episodio nel 1984 in cui le autorità doganali britanniche la presero di mira in una retata contro materiale ritenuto “osceno”, e ha servito da centro per gruppi come Lesbians and Gays Support the Miners. 

20. Clarke's Africana & Rare Books – Cape Town, Sud Africa : 26 Belair Dr, Witteboomen, Cape Town, 7806, Sudafrica

Clarke’s Africana & Rare Books è una storica libreria indipendente di Cape Town, in Sud Africa, attiva dal 1957–58 nel cuore di Long Street e considerata uno dei principali punti di riferimento per i libri dedicati alla storia, alla cultura e alle storie del continente africano, con particolare attenzione all’Africa meridionale. Il suo fondatore è Anthony Clarke, ex ufficiale dell’esercito britannico e poi giornalista al Cape Times. Nato in Inghilterra e trasferitosi a Città del Capo nel 1947, Clarke era noto per aver disobbedito agli ordini durante la campagna d’Italia del 1944 per salvare un celebre affresco di Piero della Francesca a Sansepolcro, gesto per cui la città gli dedicò una strada e gli conferì la cittadinanza onoraria. La libreria, nata come negozio di libri usati, negli anni Settanta ha iniziato a specializzarsi in pubblicazioni legate all’Africa sub-sahariana, ampliando progressivamente il proprio catalogo fino a includere volumi nuovi, fuori stampa e antichi, oltre a stampe, mappe e oggetti legati all’arte e alla società africana. Oggi la libreria è apprezzata sia da lettori locali sia da istituzioni internazionali per la qualità e la rarità delle sue collezioni.

21. Bouquinistes – Parigi, Francia Lungo le banchine della Senna, intorno all'Île de la Cité e all'Île Saint-Louis: sulla riva destra, dal Pont Marie al Quai du Louvre, e sulla riva sinistra, dal Quai de la Tournelle al Quai Voltaire

Se si visita Parigi anche solo per un giorno, è impossibile non ritrovarsi a curiosare tra i libri dei banchetti dei bouquinistes lungo la Senna, che possiamo dire rappresentino una forma storica di libreria en plain air, integrata nello spazio urbano. Nati come venditori itineranti sul Pont Neuf all’inizio del XVII secolo, i bouquinistes furono spostati sulle rive del fiume nel 1756 e regolamentati dal Comune di Parigi a partire dal 1859, quando vennero concesse loro le caratteristiche postazioni verdi durante la notte, le cui dimensioni furono standardizzate nel 1930. Parte del sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO "Parigi, le sponde della Senna" dal 1991, oggi oltre duecento bouquinistes occupano circa tre chilometri di strada con poco meno di mille espositori che custodiscono centinaia di migliaia di libri antichi, usati, riviste, e fotografie.