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La proposta di matrimonio in cima all’Empire State Building è la nuova ossessione di Instagram

Angela Nikolau e Ivan Kuznetsov hanno scalato senza autorizzazione la guglia dell’Empire State Building e sono stati arrestati. Ma la loro proposta di matrimonio sospesa sopra Manhattan ha riacceso una delle immagini più potenti della città: New York come mito verticale, spazio di rischio, desiderio e immaginazione.

Nelle ultime ore Instagram e TikTok sono stati attraversati dalla stessa immagine: una ragazza con lunghi capelli castani, vestita di nero, e il suo compagno con il volto coperto da un passamontagna, sospesi sulla guglia dell’Empire State Building, 443 metri sopra Manhattan. Tra le mani hanno uno striscione con una frase pacifista sul potere dell’amore.

Sono Angela Nikolau e Ivan Kuznetsov, conosciuto come Beerkus, una coppia russa di rooftoppers nota per scalare edifici in tutto il mondo senza imbracature né autorizzazioni. Un’impresa quasi ordinaria per loro, se non fosse che questa volta, proprio sull’Empire State Building, Kuznetsov ha chiesto a Nikolau di sposarlo. Poco dopo, secondo la polizia di New York, entrambi sono stati arrestati.

Da una serie su Netflix all’Empire State Building

Nikolau, figlia di un ex artista circense russo, è diventata una celebrità dei social pubblicando immagini di sé sospesa nel vuoto su alcuni degli edifici più alti del pianeta. Beerkus è un altro volto noto dell’urban climbing internazionale. Insieme contano circa un milione e mezzo di follower e da anni documentano le loro imprese, che li hanno portati sui grattacieli di Dubai, sulle torri della Cina e, soprattutto, sul Merdeka 118 di Kuala Lumpur, il secondo edificio più alto del mondo con i suoi 678,9 metri. Nel 2024 la loro storia è diventata un documentario Netflix, Skywalkers: A Love Story, presentato anche al Sundance Film Festival.


Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero riusciti a raggiungere un’area non aperta al pubblico dell’Empire State Building, per poi salire fino all’antenna dell’edificio. Lì hanno srotolato il loro striscione e vi sono rimasti per circa mezz’ora. Durante la discesa, Beerkus si è inginocchiato su una delle piattaforme della guglia e ha chiesto a Nikolau di sposarlo. Lei si è tolta la maschera da gatto che indossava, lo ha baciato e ha mostrato l’anello alle telecamere.

L’Empire State Building, progettato dallo studio Shreve, Lamb & Harmon e completato nel 1931 in appena tredici mesi, è stato per quasi quarant’anni l’edificio più alto del mondo. Con i suoi 443 metri fino alla punta dell’antenna, continua a essere uno dei simboli assoluti dello skyline newyorkese e uno degli edifici più filmati e fotografati al mondo, da King Kong a Sleepless in Seattle.

Sullo skyline di New York, l’urbex non è mai morto

L’episodio ha inevitabilmente sollevato interrogativi sulla sicurezza dell’Empire State Building e su come la coppia sia riuscita a raggiungere una delle aree più protette del grattacielo. Ma forse la questione più interessante è un’altra. Da qualche anno il free climbing urbano e il rooftopping, nati come sottocultura di internet, stanno diventando una delle forme più radicali di riappropriazione dell’architettura, restituendo ai grattacieli iconici del Novecento un valore che sembrava perduto: quello di essere luoghi di desiderio, avventura e meraviglia.


Lo abbiamo visto anche con l’evento live Netflix che ha accompagnato la scalata di Alex Honnold al Taipei 101, seguita da milioni di spettatori. In un momento in cui molti grattacieli storici vengono considerati dinosauri immobiliari, icone svuotate o semplici strumenti finanziari, queste imprese li riportano al centro dell’immaginario collettivo.

Vale ancora di più per New York, dove l’Empire State Building è un vero e proprio Empire State of Mind e la mitologia dello skyline è sempre stata potentissima. Forse è anche per questo che, sui social, il coinvolgimento è stato così alto: in mezzo a reazioni di allarme, condanna e stupore, molti utenti hanno letto il gesto come una protesta non violenta, affidata soltanto a un’immagine d’amore.

Dalle dichiarazioni dei due, infatti, all’orizzonte non sembra esserci un messaggio politico chiaro, ma il desiderio di riappropriarsi di uno spazio simbolico della città e trasformarlo in un gesto intimo. E, a pensarci, non importa molto se si tratti di una performance, di un’operazione mediatica o semplicemente di una proposta di matrimonio estrema. L’importante è che, per qualche ora, qualcuno sia riuscito a farci innamorare di nuovo della New York verticale.

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