Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha reso sempre più difficile riconoscere una persona reale rispetto a un’identità generata o animata da algoritmi.
Un nodo che immaginiamo remoto, ma che è già qui. Sui social network, nei forum e nelle piattaforme di e-commerce non è sempre chiaro chi ci sia dall’altra parte dello schermo. Nelle app di incontri come Tinder, il 55% degli iscritti dichiara di essersi imbattuto in account fake.
Per questo nasce World Network, il progetto co-fondato da Sam Altman, Ceo di OpenAI, che ha appena aperto un nuovo spazio a Roma, in via del Tritone. L’idea è semplice: dimostrare che chi sitrova davanti a uno schermo è una persona reale.
Lo spazio a Roma dove provare l’Orb, la sfera che distingue gli umani dalle AI
Ha aperto nel centro della capitale il primo spazio di World Network, controverso progetto del cofondatore di OpenAI Sam Altman che vuole risolvere un problema che nel futuro sarà molto rilevante.
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- La redazione di Domus
- 16 gennaio 2026
Al centro del sistema un piccolo dispositivo sferico, l’Orb, una sorta di “occhio elettronico” progettato per verificare l’umanità di chi si presenta davanti a esso. Nel nuovo spazio di Roma ne sono stati installati tre per consentire le registrazioni. L’intenzione, dichiarano i promotori, è di collocarli in futuro anche in stazioni, aeroporti e centri commerciali.
Quello di via del Tritone non è uno store tradizionale, ma un ambiente aperto e accessibile, con un’area lounge e un tavolo di lavoro condiviso. La configurazione vuole riflettere l’approccio dichiarato da World Network, che si presenta come “la più grande rete di identità e servizi al mondo”, costruita per “permettere a chiunque di provare la propria umanità online mantenendo la privacy”. È il linguaggio che accompagna l’apertura romana, proposta come uno dei primi luoghi fisici in cui sperimentare direttamente la creazione del proprio World ID.
Lo spazio è un ambiente unico: pareti bianche, arredi minimal e alcuni elementi grafici che riproducono la silhouette di archi e colonne, un omaggio all’architettura di Roma e un segno dell’impegno della piattaforma a supportare la progettazione e le realtà creative. Senza distrazioni o elementi superflui, lo spazio è stato progettato affinché l’esperienza dell’utente ricordasse quella di un’app: si entra e ci si dirige verso uno degli Orb, posizionati su piedistalli in legno, dove è possibile completare la registrazione. Il processo è facilitato dal supporto del team di World Network, presente in store per guidare gli utenti passo dopo passo.
Al centro del sistema un piccolo dispositivo sferico, l’Orb, una sorta di ‘occhio elettronico’ progettato per verificare l’umanità di chi si presenta davanti a esso.
Come ha raccontato Domus, il sistema si basa su un dispositivo biometrico grande come una palla da bowling. Il suo compito è scansionare l’iride e convertirne la struttura in un codice crittografico unico e non reversibile, che dà vita al World ID. I promotori assicurano che l’immagine oculare non venga conservata, ma trasformata al volo in un hash impossibile da ricondurre alla persona.
Su questo punto si sono concentrate critiche e indagini: diverse autorità per la privacy, dall’Europa al Kenya, hanno avviato verifiche o imposto sospensioni, sottolineando che la raccolta fisica dei dati biometrici resta comunque un atto sensibile, difficile da controllare una volta in circolazione. Attivisti e ricercatori contestano inoltre la centralizzazione del sistema e il rischio di scenari futuri di sorveglianza, nonostante le garanzie tecniche dichiarate da World Network. L’azienda ribatte che, con bot e identità artificiali sempre più sofisticate, la prova crittografica dell’umanità diventerà un’infrastruttura necessaria, progettata, promette, per preservare l’anonimato. Per ora, l’Orb e il suo World ID restano un esperimento ambizioso e controverso, sospeso trapromessa e timore. Roma è però diventata uno dei primi luoghi al mondo in cui osservare da vicino come il futuro dell’identità digitale potrebbe prendere forma. E decidere se vogliamo farne parte.