Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 il Museo del Genio di Roma dedica una grande retrospettiva a Robert Doisneau, tra i fotografi più amati del Novecento e figura di spicco della fotografia umanista francese. Curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero con la produzione di Arthemisia, questa mostra fotografica propone un racconto coerente e immersivo nella carriera dell’autore, restituendo con oltre 140 scatti la profondità di uno sguardo che ha saputo dare forma all’“iconografia francese” del dopoguerra.
Nato in un sobborgo parigino nel 1912, Doisneau si forma studiando litografia all’École Estienne ma si appassiona presto alla fotografia ritraendo la vita dei quartieri periferici in cui è cresciuto. Dopo una prima esperienza accanto all’artista André Vigneau, venne assunto da Renault nel 1934 come fotografo industriale, per poi dedicarsi successivamente alla fotografia pubblicitaria per l’agenzia Rapho, realizzando anche numerosi reportage per Vogue nel periodo postbellico.
Se il dopoguerra fu un momento di ricostruzione materiale e morale, la fotografia umanista divenne un linguaggio di speranza di cui Doisneau è ancora oggi uno dei volti più riconoscibili. Il suo interesse per la vita quotidiana dei sobborghi e dei loro cittadini si condensa in immagini che raccontano una Francia semplice e solidale, lontana dalla retorica ufficiale: la Parigi delle sue fotografie non è quella monumentale, ma quella dei bistrot e dei passanti, popolare e intima, immortalata in gesti — almeno in apparenza — spontanei e fugaci.
Dopo la guerra, mentre molti fotografi documentavano la desolazione del conflitto, Doisneau sceglieva invece di restituire una visione consolatoria e umana della società, concentrandosi sulla vita che riprendeva a scorrere nelle strade e ai margini, con ironia e profondità. Non a caso è proprio in questi anni che nasce il suo soprannome “pescatore di immagini”, originato da un’idea di fotografia lenta e paziente, capace di attendere il momento propizio per raccontare una storia che stimoli l’immaginazione dello spettatore.
Tra le immagini protagoniste della mostra romana spiccano scatti celebri che ritraggono alcuni dei suoi soggetti più “letterari” e pittoreschi, dal cane con le rotelle di Un chien à roulettes alla portinaia di La concierge aux lunettes, fino all’iconico Le Baiser de l’Hôtel de Ville, facente parte del reportage sugli amori parigini commissionato da Life nel 1950 che lo portò sotto le luci della ribalta internazionale. Un’immagine che non solo ha dato un impulso decisivo alla carriera di Doisneau — l’anno successivo venne incluso nella mostra del MoMA “Five French Photographers” con Izis, Willy Ronis, Henri Cartier-Bresson e Brassaï — ma che ha voluto essere testimonianza di una realtà sociale variegata e mossa da necessità più "umane".
La mostra “Robert Doisneau” al Genio di Roma propone, oltre alle celebri fotografie di strada e ai suggestivi scorci parigini, una selezione di ritratti di grandi protagonisti del Novecento nella loro dimensione più quotidiana: Pablo Picasso, Alberto Giacometti, Jean Cocteau, Fernand Léger e Georges Braque, ma anche figure del cinema e della moda come Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche.
- Mostra:
- Robert Doisneau
- Curata da:
- Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero
- Dove:
- Museo del Genio, Roma, Italia
- Date:
- dal 5 marzo 2026 al 19 luglio 2026
Immagine di apertura: Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville, 1950. Stampa fine art su carta ai sali d’argento da negativi originali, 50x40 cm © Atelier Robert Doisneau
