Edible Monsters

Disegnate da Zim&Zou, creature geneticamente modificate popolano le vetrine della Rinascente di Milano per raccontare come l’impiego di prodotti chimici sia dannoso per la salute.

Fino al 10 maggio le vetrine su piazza Duomo della Rinascente diventano teatro dell’installazione Edible Monsters, di Zim&Zou: girasoli carnivori, pesci mutanti, manipolazioni genetiche, pannocchie geneticamente modificate prendono forma per porre l’accento su come l’impiego di prodotti chimici e di tecniche di lavorazione aggressive siano dannose per la salute.

Zim&Zou, Edible Monsters. Insetticida: in un campo di girasoli una pianta mutante sta divorando un’ape, un insetto indispensabile per la sua impollinazione e riproduzione. Tutto ciò rappresenta un mostruoso gesto di autodifesa, poiché i pesticidi rendono la pianta immune agli attacchi degli insetti, ma la espongono anche alla sua estinzione, impedendo alla natura di fare il suo corso.

Lo stile è quello della metafora caricaturale, del paradosso e dell’umorismo, per trattare in modo originale e accattivante uno degli argomenti più importanti di Expo Milano 2015.  Zim&Zou, il duo creativo di origine francese composto da Lucie Thomas e Thibault Zimmermann, illustra in ciascuna delle 6 vetrine un preciso modus operandi della moderna industria alimentare, creando un coloratissimo universo di carta, fatto interamente a mano. Due vetrine sono invece destinate al video di making of che mostra gli artisti impegnati nella creazione dell’installazione.

Zim&Zou, Edible Monsters. Medicine sì, ma senza esagerare! Un pesce dai tratti decisamente insoliti, con una decina di occhi e troppe pinne, si sta cibando di pastiglie dalle dimensioni smisurate, che cadono lentamente sul fondo del suo stagno. Una metafora visiva per dire che l’uso eccessivo di medicine, invece di aiutare la salute, sviluppa resistenza agli antibiotici e provoca malformazioni
Zim&Zou, Edible Monsters. Galline (non) in fuga: un insieme di gabbie compongono un allevamento in batteria. Gli abitanti di questo inquietante resort sono dei polli dai tratti umani. Non conducono un’esistenza molto brillante: non distinguono il giorno dalla notte e non riescono mai a spiegare completamente le ali. Impossibile non farsi della domane davanti a queste piccole creature dalle sembianze così umane
Zim&Zou, Edible Monsters. Ma cosa mangiamo? Una stampante 3D stampa un cupcake utilizzando un inchiostro definito alimentare. Il dolcetto prende forma lentamente e dà vita a uno strano personaggio, ponendo il problema della sua commestibilità. Questa vetrina è chiaramente un invito a riflettere sui componenti chimici dell’industria alimentare
Zim&Zou, Edible Monsters. Meglio non scherzare con la genetica: un laboratorio fatto di fiale e provette dall’aria sinistra genera un coniglio con orecchie multiple, vittima di un eccesso di scienza. È un clone e come tale inquieta per la mancanza di conoscenza e controllo che abbiamo sulla manipolazione genetica
Zim&Zou, Edible Monsters. Giganti cattivi: un campo di granoturco accoglie una pannocchia di dimensioni abnormi, un mostro che cerca di divorare le spighe che la circondano. Questa crescita sproporzionata simboleggia l’utilizzo di organismi geneticamente modifi cati e pone l’accento sui gravi problemi di salute per le persone che li consumano
Zim&Zou, Edible Monsters. Video del making of
Zim&Zou, Edible Monsters


fino al 10 maggio 2015
Zim&Zou
Edible Monsters

la Rinascente
piazza Duomo, Milano