Milano Design Week

Salone del Mobile e Fuorisalone 2026

Alla Design Week 2026 la moda non è più ospite: è diventata il sistema

Da Prada a Louis Vuitton, fino a Issey Miyake e Jil Sander: tra biblioteche temporanee, archivi e installazioni immersive, i brand di moda — da Hermès a Nike — non affiancano più il design, ma ne ridefiniscono linguaggi, spazi e pubblico. 

Anche quest’anno, alla Milano Design Week, il rapporto tra moda e design si conferma meno occasionale di quanto si voglia far credere. Non è più una parentesi né un’incursione stagionale: è una presenza stabile, ormai incorporata nell’idea stessa di Fuorisalone — e sempre più difficile da distinguere dal resto.

Non potremmo più immaginarlo oggi senza le maison che da anni generano le file più lunghe della settimana, costruendo un’attrazione che spesso supera quella del design stesso.

Come se seguissero un calendario parallelo, i grandi nomi di Bottega Veneta, Louis Vuitton e Hermès hanno contribuito a definire un sistema riconoscibile e atteso, fatto di location ricorrenti e rituali che si ripetono. Questo scambio tra direttori creativi e studi di progettazione ha ampliato il pubblico del design, intercettando appassionati e curiosi, ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori.

Prada – Prada Frames

Accanto a loro, brand come Issey Miyake, Jil Sander e Prada continuano a lavorare sul progetto in senso più stretto, mantenendo un dialogo costante con architettura, ricerca e produzione culturale. Più diretto, quasi inevitabile, è invece il legame con il design per realtà dello sportswear come Nike e Asics, dove funzione, tecnologia e corpo sono già materia progettuale.

Come se seguissero un calendario parallelo, le maison hanno costruito un sistema riconoscibile e atteso.
Hermès a La Pelota, Milano Design Week 2025. Foto Francesco Secchi

Nel mezzo, piattaforme come Capsule Plaza hanno reso questo intreccio più concreto e vissuto: a Spazio Maiocchi le intersezioni non sono solo rappresentate, ma praticate, costruendo negli anni una comunità che riconosce questa sovrapposizione come naturale.

Già nel 2022 Domus parlava di “party esclusivi, negozi pop-up o vero e proprio mecenatismo culturale” come strumenti attraverso cui la moda avrebbe consolidato la propria influenza durante il Fuorisalone. Una lettura che oggi non sembra aver perso forza.

Miu Miu Literary club, Circolo Filologico Milanese, Milano Design Week 2025. Courtesy Miu Miu

Tra biblioteche temporanee, archivi riattivati, installazioni immersive e spazi retail trasformati in ambienti espositivi controllati, questa edizione disegna una mappa precisa e sorprendentemente coerente.

Jil Sander – Reference Library

Nello showroom di via Beltrami si entra in una biblioteca che esiste solo per pochi giorni. “Reference Library”, realizzata con Apartamento, è una stanza costruita attorno a sessanta libri scelti da artisti, pensatori e creativi provenienti da ambiti diversi, tra cui il direttore creativo Simone Bellotti.

Jil Sander – Reference Library

Ogni titolo porta con sé una traiettoria personale, un ricordo che si sposta da una persona all’altra. L’allestimento, curato da studioutte, è essenziale e caldo. I guanti bianchi per sfogliare i volumi — destinati a essere portati via dai visitatori — introducono una dimensione sospesa, una pausa netta rispetto alla velocità della settimana, restituendo attenzione e tempo alla lettura come gesto intenzionale.

Miu Miu – Literary Club

Ancora più esplicitamente legato alla parola è il “Miu Miu Literary Club”, che per la sua terza edizione si concentra sulle figure di Annie Ernaux e Ama Ata Aidoo. Non a caso, il consiglio più diretto di Miuccia Prada a chi vuole entrare nel settore resta: “Study, study, study”.

Miu Miu – Literary Club

La biblioteca aperta al pubblico trasforma il Circolo Filologico Milanese in una vera sala di lettura, un luogo di permanenza più che di passaggio. I testi diventano punto di partenza per riflessioni dedicate al tema “Politics of Desire”, offrendo uno sguardo critico sulla condizione femminile contemporanea. Il progetto prende forma attraverso conversazioni, lezioni e momenti di lettura, rafforzando il dialogo del brand con la contemporaneità.

Giorgio Armani – Armani/Casa

Il tavolo da gioco “Borgonuovo” di Armani Casa. Courtesy Armani Casa

Il flagship di Corso Venezia crea continuità tra passato e presente, accogliendo, insieme alle icone senza tempo, oggetti della nuova collezione sviluppati in ambienti dedicati al living. In questo contesto si inserisce il tavolo da gioco “Borgonuovo”, di ispirazione Déco. I grandi acquerelli che introducono gli spazi rimandano all’eredità del fondatore, richiamando dettagli delle sue residenze e riportandoli al centro della scena.

Gucci – Gucci Memoria

Gucci – Gucci Memoria

Archivi e narrazione sono al centro di Gucci Memoria, debutto del nuovo direttore creativo Demna al Fuorisalone. Nei Chiostri di San Simpliciano, 105 anni di storia vengono riletti attraverso una costruzione fatta di frammenti e connessioni, dove epoche diverse convivono in una sequenza continua.

Nike – NikeAir_Lab

NikeAir_Lab, realizzato insieme a Dropcity, costruisce una raccolta aperta attorno al concetto di aria e alla tecnologia Air sviluppata da Frank Rudy. Prototipi originali, esperimenti recenti, materiali e macchinari rendono visibile una ricerca spesso intangibile. Il pubblico può attraversare questo processo anche in modo attivo, tra workshop, conferenze e momenti di approfondimento.

Louis Vuitton – Objets Nomades

A Palazzo Serbelloni, sede ormai consolidata, Louis Vuitton presenta una nuova iterazione di “Objets Nomades”, in dialogo con l’eredità dell’Art Déco e con Pierre Legrain, autore del primo mobile della maison.

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti

Objets Nomades di Louis Vuitton Palazzo Serbelloni
Corso Venezia, 16
19-23 aprile h. 10-20

Foto Daniele Ratti


Tra riedizioni di Charlotte Perriand e collaborazioni contemporanee — Estudio Campana, Raw Edges, Franck Genser — gli oggetti espandono l’universo domestico del brand attraverso materiali e lavorazioni che restano fedeli ai suoi codici.

Loro Piana – Studies, Capitolo I: Sul Plaid

Al Cortile della Seta, Loro Piana costruisce un percorso attorno a ventitré plaid, ciascuno trattato come uno studio autonomo. Materiali, tecniche e costruzioni si articolano in variazioni che mettono in relazione fibra, filato e prodotto finale. Più che una collezione, è una lettura del plaid come sintesi di processi e savoir-faire.

Hermès – La Pelota

Asics – Kinetic Playscape

Nello spazio di via Palermo, Hermès presenta nuovi mobili, tessuti e oggetti per la casa in una scenografia progettata da Charlotte Macaux Perelman e Alexis Fabry. Un ambiente che reinventa l’ecosistema domestico attraverso materiali, proporzioni e dettagli.

Bottega Veneta – Lightful

Nel Quadrilatero, l’installazione di Kwangho Lee introduce nuovi intrecci all’interno della boutique di via Sant’Andrea, proseguendo una ricerca già avviata con la direzione creativa di Louise Trotter.

Marimekko – Osteria Fiori

Issey Miyake – The Paper Log: Shell and Core

“The Paper Log”, nello store di via Bagutta, nasce da un materiale di scarto del processo di plissettatura: rotoli di carta compressa che diventano punto di partenza per una ricerca sviluppata con Ensamble Studio. Due approcci — Shell e Core — generano esiti diversi, tra superfici fissate nel tempo e prototipi che esplorano volume e struttura. Un lavoro sulla trasformazione, in cui il processo resta centrale quanto il risultato.

Asics – Kinetic Playscape

Alla sua prima partecipazione, Asics presenta “Kinetic Playscape”, un percorso immersivo progettato dallo studio Nuova al Garage 21. Cinque ambienti, ciascuno legato a una diversa condizione del corpo, invitano a muoversi e interagire. 

Gio Ponti, Treno Arlecchino

Courtesy Prada

Gio Ponti, Treno Arlecchino

Courtesy Prada

Gio Ponti, Treno Arlecchino

Courtesy Prada


Al centro, la sneaker GEL-KINETIC™ 2.0 diventa un pretesto per riflettere sul movimento come energia fisica e mentale.

Prada – Prada Frames

Prada prosegue il lavoro di ricerca con “Prada Frames”, il simposio curato da Formafantasma, giunto alla quinta edizione con il titolo “In Sight”. Nella sacrestia di Santa Maria delle Grazie, incontri e conversazioni interrogano il ruolo delle immagini tra infrastrutture digitali e impatti materiali, mantenendo un legame diretto con il progetto.

Issey Miyake – The Paper Log: Shell and Core

Marimekko – Osteria Fiori

In via Ascanio Sforza, Marimekko trasforma l’Osteria Grand Hotel in uno spazio ibrido tra installazione e ristorante. Le sue stampe floreali attraversano ambienti interni ed esterni, tra ceramiche, convivialità e riferimenti alla tradizione finlandese, costruendo un’esperienza che intreccia design e lifestyle.

Immagine di apertura: Miu Miu Literary club, Circolo Filologico Milanese, Milano Design Week 2025. Courtesy Miu Miu