Penn—Miyake: dialogo visivo

Il dialogo muto tra lo stilista giapponese Issey Miyake e il gigante della fotografia Irving Penn in mostra al 21_21 Design Sight di Tokyo.

La mostra, inaugurata il 16 settembre scorso al 21_21 Design Sight di Tokyo, mette in scena il dialogo muto tra lo stilista giapponese Issey Miyake e il "gigante della fotografia" Irving Penn, scomparso nel 2009. Nel 1983 Penn immortalò per la prima volta i vestiti dello stilista e Miyake se ne innamorò: "Penn riusciva a guardare ai miei vestiti, sentire la mia voce e rispondermi attraverso la sua creatività". È così che ha inizio un dialogo, protrattosi per 13 anni, dal 1987 al 1999. Un dialogo tra "cielo" (Irving Penn) e "terra" (Issey Miyake), come ci racconta Midori Kitamura, l'attuale presidente di Miyake Design Studio e artefice della mostra. "Secondo me Penn è un cielo nella sua complessità e grandezza. Un cielo che comprende l'arcobaleno, le stelle scintillanti e le nuvole portatrici di fresca pioggia. Miyake è invece la terra. Una terra solida, fertile e viva". Il cuore di questo dialogo è riassunto, secondo Kitamura, in due foto: Poppy (1968) e Flower Pleats (1990) (Miyake Issey Design).

Immagini utilizzate come iconografia per raccontare la mostra: sia come immagine pubblicitaria sia come soglia di accesso all'esposizione stessa.

Foto di apertura e qui sopra: vista della galleria 2. Photo Masaya Yoshimura.

Come un'iniziazione allo spettatore che sta per addentrarsi in questo mistico viaggio, Kitamura spiega: "Attraverso lo sguardo di Penn, questi due fiori si trasformano; flower pleats muta le sue vesti in insetto e, combinate insieme, rispecchiano l'essenza del loro dialogo. Il papavero sboccia, ed è in sé vita ed energia. L'insetto riceve l'energia, vola in aria e impollina, fecondando una nuova vita. Così via all'infinito. Un flusso prorompente di creatività che ruota, circola, facendo posto a nuova vita e a nuove forme". L'eterno ripetersi e ri-crearsi. Sotto la direzione dell'architetto giapponese Shigeru Ban, anche l'allestimento del museo si ri-crea e ri-nasce, con pareti e sedie di carta e cartone, che evocano un puro senso di naturalezza e di essenzialità.

Vista dell'ingresso della mostra. Photo Masaya Yoshimura.

Racchiusa tra queste mura eco-sostenibili accediamo alla sala della video installazione che, attraverso la storia ideata e diretta da Kitamura, i semplici tratti dei disegni di Michael Crawford e l'animazione di Pascal Roulin, ci mostra il retroscena per la creazione dell'immagine primavera/estate 1994. Video appositatamente realizzato, e che verosimilmente, mette in scena ISSEY MIYAKE, IRVING PENN, IKKO TANAKA e MIDORI KITAMURA la quale volando da un polo all'altro della terra e del cielo svolge il ruolo di "comunicante". È attraverso questo video che veniamo a conoscenza di una regola implicita che vigeva tra i 2 grandi maestri. Miyake non assistiteva mai quando Penn scattava e lo stesso faceva Penn durante le sfilate dell'amico: nessuna parola doveva intaccare il processo creativo in atto.

Miyake non assistiteva mai quando Penn scattava e lo stesso faceva Penn durante le sfilate dell'amico: nessuna parola doveva intaccare il processo creativo in atto.
Vista dell'ingresso della mostra. Photo Masaya Yoshimura.

Dei 250 scatti che legano i due artisti, 148 sono proiettati nella sala successiva dove un muro di 31 metri, utilizzato per la prima volta nella sua totalità, crea uno screen bianco, indescrivibilmente ampio. E quì si accede all'essenza del loro dialogo, in cui la ricerca sofisticata dei materiali e delle forme impiegata dallo stilista, viene plasmata nelle mani di Penn diventando "altro". I vestiti mutano in uccelli, ombre, insetti, statue egizie e personaggi zen. Il rigoroso minimalismo e purismo formale, caratteristico di Penn, il suo "sottrarre", si sposa con la haute couture di Miyake dando vita a immagini indelebili, energiche che si elevano per essere incoronate. Esse si susseguono in una trasformazione e creazione continua, stimolando i sensi dello spettatore e coinvolgendolo in un percorso percettivo libero da ogni schema, che porta alla messa in discussione del senso tradizionale dello sguardo come strumento raffigurativo della realtà. Non c'è né inizio né fine, ed eterno è il processo creativo che tocca i due artisti.

Vista della galleria 1. Photo Masaya Yoshimura.

Il percorso si chiude con 69 immagini tratte dalla campagna Primavera/Estate 1987-Autunno/Inverno 1999, scatti che vanno al di là degli schemi cognitivi e raffigurativi della fotografia e della moda. Una mostra-dialogo e una mostra-fiore. Con i suoi pollini fecondi, allude alla circolarità della vita e della creazione. Personalmente, un momento per ripensare alla vita apparentemente superflua e luccicante di Tokyo, per riscoprire l'essenzialità e l'energia creativa. Un dialogo senza fine. Testo scritto da Aya Shigefuji, con la collaborazione di Hiromoto Oka

Sinistra: Poster Collezione Primavera/Estate 1991. Destra: Issey Miyake, Poster della Collezione Primavera/Estate 1994. Photo Irving Penn. Poster design e typography Ikko Tanaka. Photo copyright The Irving Penn Foundation.

Irving Penn and Issey Miyake: Visual Dialogue
16 settembre — 8 aprile 2012
21_21 DESIGN SIGHT

Disegno originale creato da Michael Crawford per la mostra Irving Penn and Issey Miyake: Visual Dialogue. Copyright © 2010 Michael Crawford.
Issey Miyake Staircase Dress, New York, 1994. Platinum/palladium print. Photo Irving Penn. © The Irving Penn Foundation
Vegetable Face, foto di Irving Penn, 1995. © The Irving Penn Foundation.