Negli anni Ottanta è nato il design di oggi: una mostra su Memphis lo racconta

A Trento, la mostra “Hit List 80” rilegge gli anni Ottanta attraverso Memphis e una scena locale che intreccia design, architettura e immagine, mostrando come nasce il modo contemporaneo di pensare gli oggetti.

Prima che uno stile, gli anni Ottanta sono stati un modo diverso di guardare gli oggetti, più sfacciato, più ambiguo, più disposto a usare il colore e la superficie come argomenti. Sono stati gli anni dell’interfaccia, intesa non solo come estetica ma come strumento di relazione: il momento in cui il design ha smesso di pensare l’oggetto solo in termini di funzione e ha iniziato a lavorare su ciò che comunica, come si presenta e come può farsi strumento di mediazione nel rapporto tra immagine, spazio e persona. 

In Italia, questo passaggio ha trovato in Memphis una delle sue espressioni più evidenti. Non solo per le scelte audaci, dai colori forti alle forme irregolari fino alle superfici apertamente decorative, ma perché il gruppo ha riunito progettisti accomunati da una stessa idea dell’oggetto come segnale culturale, qualcosa che non chiedeva più soltanto di essere utile o ben disegnato, ma anche di essere visto, interpretato e discusso.

Tra le sue fila, Marco Zanini occupa un posto centrale. Nato a Trento nel 1954 e formatosi in architettura a Firenze, si avvicina a Ettore Sottsass alla fine degli anni Settanta e diventa uno dei designer che in Memphis contribuiscono a definire un nuovo lessico dell’oggetto, tra mobili, ceramiche, gioielli e vetro soffiato. La sua presenza nel gruppo aiuta a capire che Memphis non è stato solo un fenomeno milanese o internazionale, ma anche una storia che ha attraversato l'intero territorio italiano lasciando un segno preciso.

Ettore Sottsass Junior, "Carlton", 1981, Courtesy of Memphis Milano

È da qui che entra anche Hit List 80. Design, interfaccia, colore, la mostra in corso alla Galleria Civica di Trento fino al 28 giugno 2026. Curato da Campomarzio, Margherita de Pilati e Gabriele Lorenzoni, il progetto guarda al Trentino per leggere una stagione in cui arte, architettura e design cambiano passo insieme. Il design non serve qui da scorciatoia per raccontare il decennio, ma come punto di accesso a un ecosistema più ampio, in cui forme, oggetti, città e comportamenti si trasformano nello stesso momento.

Gian Leo Salvotti de Bindis, Edificio commerciale e residenziale a Martignano, 1982. Mart, Donazione Gian Leo Salvotti de Bindis.

Allo stesso modo, anche gli anni Ottanta non si lasciano ridurre al loro repertorio visivo più iconico, ma coincidono con il momento in cui anche Trento cambia assetto. Crescono il terziario, il turismo, i servizi; la città si espande, cambiano i modi di abitare e prende forma una nuova centralità della comunicazione e dell’immagine. In questo quadro, design, arte e architettura non raccontano solo un gusto, ma la trasformazione concreta dello spazio urbano e dei comportamenti che lo attraversano. È anche il momento in cui si struttura l’attuale sistema dell’arte contemporanea locale, mentre il rapporto tra immagine, oggetto e spazio viene ridefinito sullo sfondo della fine delle grandi narrazioni ideologiche, del ritorno del mercato e della figurazione, e delle prime sensibilità già vicine all’era digitale.

Mario Basso, Complesso residenziale Muralta, 1985. Prospetto sud-est prospetto nord-ovest, prospetto sud-ovest, prospetto nord-est, sezioni. Comune di Trento, Archivio di Deposito, n. 1985/701

Accanto a Zanini, questa lettura passa per Umberto Postal, artista trentino e figura centrale della scena degli anni Ottanta, e, sul versante architettonico, per Mario Basso, Giulio Cristofolini, Sergio Giovanazzi e Gian Leo Salvotti de Bindis, che restituiscono il lato più urbano del decennio, tra crescita dei servizi, espansione della città e nuovi modi di abitare il territorio. Hit List 80 tiene così insieme la dimensione locale e quella più ampia del periodo, mostrando come anche fuori dai grandi centri gli anni Ottanta siano stati attraversati dalle stesse tensioni che stavano ridisegnando il paesaggio culturale italiano.

Più che un decennio da celebrare o da liquidare, in mostra gli anni Ottanta emergono come un passaggio storico che oggi vale la pena prendere sul serio.

Conservano una fiducia nel futuro che il presente ha perso, forse anche perché non avevano ancora fatto i conti con gli effetti delle trasformazioni che stavano avviando.

Mostra:
Hit List 80. Design, interfaccia, colore
Quando:
dal 21 febbraio 2026 al 28 giugno 2026
Dove:
Galleria Civica di Trento, MART

Immagine di apertura: Memphis Milano, produttore. Marco Zanini, Baykal, 1982. Courtesy of Memphis Milano

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