Il denaro, quello che scarseggia a causa della crisi economica e quello che in alcune mani scorre a fiumi, quello americano il dollaro – in god we trust è la dicitura stampata sui dollari americani che dà il titolo al lavoro-, e l'invenzione dell'euro. Il denaro, straordinaria invenzione dell'umanità e contemporaneamente condanna. Se ne è occupato l'artista e videomaker Yuri Ancarani che ha presentato lo scorso autunno alla galleria Placentia Arte di Piacenza il suo lavoro su questo tema.
Ad Ancarani abbiamo rivolto alcune domande su questo suo lavoro.
Perché il denaro? Tu ti sei sempre occupato di altri temi.
Mi interessano le contaminazioni. Assisto ogni giorno a cambiamenti, metamorfosi del paesaggio e delle persone che vi abitano, queste trasformazioni nascono anche dall'incontro fra diverse culture.
Persone con usi e costumi diversi si trovano in poche ore catapultate in una realtà completamente diversa, le basi culturali per leggere i comportamenti degli uni e degli altri sono differenti, così cambiano e si trasformano anche i punti di vista.
Non mi interessa il denaro direttamente pittosto l'atteggiamento delle persone nei confronti del denaro. Sono andato ad una festa tra "tribù" nigeriane, qui in Italia, a Ravenna, in provincia. Queste feste sono aperte a tutti, ma i biglietti di invito che girano per call-center e baretti attorno alla stazione sono scritti in inglese quindi passano inosservati. Di bianchi ce ne sono ben pochi alle feste nigeriane, qualcuno coi capelli tinti, camicia aperta, crocefisso d'oro e una giovincella nera a fianco...alla fine della serata, tutti hanno cominciato a ballare e a lanciarsi soldi in faccia. Questo gesto aveva una motivazione precisa, ma per me che in quel momento ero solo spettatore e non sapevo nemmeno dove ero andato quella sera, si trattava di povera gente con vestiti tradizionali che si lanciava banconote come se fossero coriandoli. Io non avevo le basi culturali per capire quel rito, ma comunque l'ho trovato molto interessante. Sul momento, vedendo dei gran soldi calpestati a terra, ho dato una mia interpretazione politico/poetica, consapevole che si tratta probabilmente di una forzatura: i soldi sono il male del mondo, carta straccia che ha perso il suo valore. Perciò era il giusto modo per trattare i soldi.
Che rapporto hai con la comunità nigeriana e in quale occasione si fa
questo rito? Matrimonio forse?
Conosco un capo tribù che mi ha presentato una parte della comunità di Ravenna. Con loro ho in cantiere la realizzazione di un lungometraggio: solo nigeriani, location la riviera romagnola.
Il rito non era in occasione di un matrimonio, tutte le feste sono buone per lanciarsi dei soldi in faccia. In quasi tutte le città d'Italia c'è una tribù nigeriana, spesso si incontrano tra loro e fanno feste. In questo caso, quello che vediamo nel video, è una festa tra la "tribù" di Ravenna e la "tribù" di Padova. Chi ha organizzato la festa ha sostenuto delle spese, quindi gli invitati che bevono, ballano e mangiano devono in qualche modo contribuire economicamente alla spesa. Così, alla fine gli invitati danno dei soldi agli organizzatori. La cerimonia inizia in modo ordinato poi alla fine i soldi volano a destra e sinistra. Anche a me lanciavano soldi, perchè avevo la telecamera in mano, stavo lavorando e quindi avevo diritto a essere pagato. Sicuramente si comportano in questo modo anche perchè porta bene.
Perchè i dollari?
Vari motivi, il primo perchè lanciare banconote da 5 euro sarebbe un po' troppo costoso e meno divertente, poi perchè il dollaro rappresenta davvero il denaro e il potere. Infine essendo stati una colonia inglese, tra di loro parlano inglese, si sentono un po' afroamericani, i giovani infatti hanno un look hip-hop.
In god we trust
L'artista e videomaker Yuri Ancarani racconta a Domus il suo ultimo lavoro, dedicato al tema del denaro. Testo Simona Bordone
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- 23 febbraio 2009