È un lungo muro di mattoni ondulato, sinuoso come un rettile in movimento, ciò che salta subito all’occhio del nuovo Serpentine Pavilion 2026, progettato da Lanza atelier. Lo studio fondato a Città del Messico da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo firma così la 25esima edizione del celebre padiglione temporaneo nei Kensington Gardens, un appuntamento annuale che, a partire dalla prima edizione con il celebre padiglione di Zaha Hadid nel 2000, ha consolidato la sua reputazione come laboratorio di sperimentazione architettonica.
Il progetto, intitolato a serpentine, trae ispirazione dai tradizionali “crinkle-crankle walls”, antichi muri ad andamento curvilineo introdotti in Inghilterra da ingegneri olandesi e caratterizzati da un’alternanza di concavità e convessità che ne garantisce la stabilità, anche utilizzando una quantità ridotta di materiale.
Se la prima parete segue un andamento lineare, la seconda, sul lato opposto, si adatta invece al profilo degli alberi circostanti, evitando di interferire con la vegetazione preesistente. La copertura traslucida, che lascia intravedere il cielo, è sostenuta da una sequenza regolare di pilastrini in mattoni che richiamano la matericità delle pareti. La luce filtra da ogni direzione, disegnando un ambiente estremamente permeabile. Viene quasi naturale pensare al lavoro fatto per il 2025 da Marina Tabassum e la sua Capsule in Time o, andando indietro, quello per il 2013 di Sou Fujimoto, a cui le Serpentine Galleries hanno richiesto quest’anno una consulenza.
La scelta del mattone, materiale profondamente radicato nella tradizione dei giardini inglesi, crea anche un rimando diretto alla facciata della Serpentine South Gallery, storicamente una tea house. Nelle intenzioni degli architetti, questa trama ritmica di pieni e vuoti costruisce un ponte simbolico tra Europa e Americhe, confermando l’approccio dello studio orientato a un’architettura che nasce (anche) dalla contaminazione.
Come di consueto, il padiglione sarà inaugurato il 6 giugno 2026 e ospiterà per tutta l’estate un programma di eventi multidisciplinari tra musica, cinema, performance e incontri pubblici. Questa edizione coincide con una celebrazione speciale dedicata alla memoria della prima architetta a firmare un Serpentine Pavilion nel 2000, a dieci anni dalla sua morte. “Ricorderemo Zaha Hadid” commenta Hans Ulrich Obrist, direttore artistico delle Serpentine Galleries, “che ci ha lasciato il motto ‘non dovrebbe esserci limite alla sperimentazione’.
