Il cibo è una delle ossessioni più longeve dell’arte moderna e contemporanea. Dalle nature morte fiamminghe alle riflessioni sulla cultura del consumo della Pop Art, i generi alimentari hanno costituito un elemento ricorrente nella rappresentazione della società e delle sue costruzioni simboliche, attraversando medium e stili per dare forma a un’iconografia della vita quotidiana sempre diversa e significativa.
Il MoMA di New York ha da tempo intercettato questo interesse, costruendo una solida genealogia di opere legate alla rappresentazione — spesso artificiale — del cibo. All'interno della propria collezione, accanto a Kichka’s Breakfast di Daniel Spoerri, le Fries di Marcel Broodthaers e alla Literature Sausage (Literaturwurst) di Dieter Roth, figurano ad esempio Pastry Case I,Two Cheeseburgers, with Everything (Dual Hamburgers) di Caes Oldenburg, di cui il museo conserva anche il manifesto di The Store: la celebre la galleria che l’artista trasformò in un finto punto vendita, popolato da copie fittizie di cibi deperibili e piccoli oggetti di consumo.
A questa peculiare tradizione di opere è ispirata la nuova iniziativa Moma Mart Faux-Food Pop-Up del MoMA Design Store, lo shop che, fin dall’anno della sua fondazione, contribuisce a sostenere le mostre e l’ampia gamma di programmi educativi offerti dal Dipartimento di Architettura e Design del museo.
Allestito temporaneamente nelle sedi di Soho e Midtown, il Faux-Food Pop-Up è un progetto che punta a riallacciare questa fascinazione del MoMA per le opere a tema alimentare con il mondo del design contemporaneo, proponendo oggetti, accessori e articoli per la casa che imitano cibi reali con ironia e precisione formale: frutti che diventano contenitori o giocattoli, candele a forma di verdura, ravioli porta cucchiaio, dolci trasformati in lampade e snack post-it.
Il risultato è un compendio di prodotti alimentari “finti”, reinterpretati come oggetti di design funzionali per ingannare l’occhio e trasformare l’idea del minimarket, spiega il direttore del Merchandising del MoMA Retail Emmanuel Plat, in un “ambiente giocoso” dove arte, umorismo ed esperienza quotidiana si intersecano, proseguendo — in chiave accessibile e contemporanea — una linea curatoriale già esplorata dal museo.
Immagine di apertura: Courtesy MoMA
